Come moltiplicare le piante, regole e consigli per effettuare le talee e ottenere buoni risultati

Scritto da Càrola Ciotti |    Febbraio 2009    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Tra i metodi di riproduzione - asessuati - delle piante ornamentali, aromatiche o da frutto, quello della talea è certamente uno tra i più diffusi e applicati.
Si tratta di una tecnica in genere piuttosto semplice, che dà buoni risultati anche a chi non è propriamente uno specialista del settore.

Per capirne di più abbiamo incontrato Luigi Fabiani, da venticinque anni giardiniere all’Orto Botanico di Firenze e responsabile delle collezioni di begonie e di “succulente” (cioè tutte le piante grasse) qui custodite: nel corso della nostra chiacchierata, cerchiamo di farci svelare i segreti, le procedure e le precauzioni da adottare, per eseguire le nostre talee nel miglior modo possibile.

«La prima distinzione da fare, quando parliamo delle talee - spiega Luigi -, è quella tra talea da ramo e talea fogliare; entrambi i sistemi permettono di far emettere nuove radici a porzioni di pianta madre e dare così vita ad un nuovo esemplare della stessa specie e varietà».

Le regole generali, sempre valide, sono le seguenti: attendere il periodo dell’anno adatto per ogni specie; usare forbici e coltelli ben puliti, disinfettati (ad esempio col fuoco, anche la fiamma di un accendino…) ed affilati in modo da eseguire un taglio netto sulle porzioni del ramo o della foglia; preparare una mistura di torba e sabbia, o torba e agriperlite, come substrato (e tenerlo sempre umido); predisporre una “fognatura” sul fondo dei vasi con cocci, ghiaia o foglie di leccio (per consentire un buon drenaggio) e collocarli in posizione riparata, luminosa, ma non a diretto contatto con la luce solare.

Nella stagione invernale potremo “duplicare” salvia e rosmarino. Preparate dei vasetti di 12-15 cm di diametro e poi tagliate una porzione di ramo della vostra salvia, all’apice (nella parte alta della pianta) e interrate; per il rosmarino scegliete un rametto ben sviluppato ed eseguite la solita operazione.
Se tutto va bene, constaterete che la talea si conserverà fresca e turgida: in primavera comincerà a vegetare e crescerà senza problemi.

Con la bella stagione, possiamo preparare le talee del geranio, pianta semplicissima da riprodurre con questo metodo.
Tagliare con un coltello ben affilato un pezzetto di ramo, scegliendone uno con belle foglie: eliminarne due o tre, alla base, e interrare questa parte del ramo nel vaso, lasciando il resto all’esterno.
In poco tempo avrete una nuova piantina di geranio che già fiorirà durante l’estate.

Dalla primavera fino all’autunno si può procedere anche alle talee delle piante “grasse” come Aloe o Sanseveria.
Queste specie si riproducono con talee fogliari in modo piuttosto semplice; basta tagliare una o più porzioni di foglia della pianta che preferiamo e poi interrarne una parte direttamente in un vaso, occorrerà circa un anno per ottenere nuovi esemplari.

Un’altra piantina molto decorativa che si riproduce rapidamente tramite talea fogliare è la San Paulia o violetta africana; per questa specie si può tentare la talea in ogni periodo dell’anno avendo cura, durante i mesi freddi, di compiere le operazioni al chiuso, in un ambiente ben illuminato e ad una temperatura di 18-20 gradi.
Una volta preparati i vasetti con sabbia silicea pura - o con una mistura composta da torba e sabbia in parti uguali – e aver predisposto la “fognatura”, si sceglierà una bella foglia sana e matura che taglieremo vicino al fusto, lasciando 2-3 cm di picciolo.
Si pratica un foro nel terriccio e s’interra il picciolo in posizione lievemente inclinata, facendo attenzione che la foglia non tocchi il terreno.
Annaffiare la talea di San Paulia sempre e solo dal basso (cioè servendosi di un sottovaso). Attendere che il terreno sia ben asciutto prima di dare nuova acqua.

Per le azalee si deve attendere la stagione estiva quando, passata la fioritura, la pianta comincia a emettere nuovi rami. Per preparare le nostre talee sceglieremo uno di questi nuovi rami che già abbia iniziato a lignificare.
L’azalea reagisce bene alla riproduzione per talea ma la percentuale di riuscita con queste piante è più bassa rispetto ad altre: preparate 4-5 vasetti per vederne attecchire almeno una. Interrate il rametto dove si trova l’attaccatura delle foglie perché è da lì che spuntano le nuove radici. Per questa specie è bene mantenere sempre umido non solo il terriccio, ma anche l’ambiente circostante.
Quindi si usa porre i vasi sotto una campana di vetro (o una semplice bottiglia di plastica capovolta) in modo da mantenere una elevata umidità: il microclima che si crea stimola lo sviluppo delle radici. Di tanto in tanto, quando si nota un’eccessiva formazione di condensa, è necessario rimuovere la copertura, asciugare e rimettere a posto. Durante l’inverno dovremo riparare le nostre giovani azalee dal freddo.

Una bella rosa dal colore insolito e con un profumo inebriante abita nel giardino di casa e vorreste condividere tale bellezza con un altro appassionato di piante?
Bene, dovrete attendere novembre… è il mese adatto per scegliere un bel ramo, di un anno o due (che sia quindi già piuttosto legnoso), con almeno 6-7 gemme e tagliarlo, in senso obliquo, a una lunghezza di circa 30-40 cm.
«La sistemazione ideale per far crescere le talee della rosa è la piena terra - sottolinea Luigi –; bisogna scegliere una parte del giardino sufficientemente riparata dove interrare la talea: è indispensabile che due o tre delle gemme presenti sul ramo siano interrate, perché le nuove radici spunteranno proprio da lì».
Le nuove rose saranno pronte per il trapianto dopo un paio d’anni, quando saranno ben sviluppate e irrobustite. C’è da tener presente che una rosa nata per talea sarà probabilmente più delicata di una riprodotta per innesto e non è esclusa una sua maggior predisposizione ad attacchi di parassiti.

 

L’intervistato è Luigi Fabiani, giardiniere all’Orto Botanico di Firenze, Via Micheli 3, Firenze

 

Foto di F. Magonio

 


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