Tante le variabili per scegliere le piante e la loro giusta disposizione

Scritto da Càrola Ciotti |    Novembre 2016    |    Pag. 42, 43

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

giardino giapponese

Foto F. Magonio

Giardinaggio

Gli spazi esterni delle nostre abitazioni rivestono un valore importante perché luoghi in cui vivere momenti di relax o d’incontro con familiari e amici. Un giardino, piccolo o grande che sia, dovrebbe essere concepito e organizzato in modo tale affinché ogni dettaglio soddisfi le nostre esigenze sia estetiche sia pratiche.

Per capire come realizzare un giardino partendo da zero – per esempio in vista dell’acquisto di una nuova casa –, abbiamo interpellato Stefano Bolognesi, diplomato all’Istituto agrario di Firenze, giardiniere, progettista di spazi verdi e titolare di un vivaio a Borgo San Lorenzo; la sua azienda, in particolare, è specializzata nella produzione di agrumi, di cui coltiva oltre trecento specie e varietà diverse.

«La creazione di un giardino implica una progettazione che tenga presente alcune caratteristiche di base – spiega Stefano –: prima di tutto la zona in cui si trova la casa, l’altitudine e l’esposizione del giardino. Queste sono variabili importanti, innanzitutto, per scegliere le giuste piante da coltivare; un altro fattore fondamentale è valutare la disponibilità di acqua, specie se non abbiamo un pozzo di proprietà».

Bolognesi ci fa notare, infatti, che negli ultimi tempi molti Comuni, durante l’estate, hanno limitato la disponibilità di acqua potabile per irrigare i giardini privati. Ciò potrebbe rappresentare una seria difficoltà, impedendoci di mantenere verde il prato che abbiamo seminato in autunno o primavera, o di fornire il necessario apporto idrico alle nostre piante.

Valutato ciò, si esegue un layout – un disegno schematico – di come vorremmo fosse il giardino, individuando dove collocare le zone fiorite, i tratti a siepe, eventuali alberi e la zona abitale. «Per disporre tutto ciò nel giardino – precisa Stefano – è necessario uno spazio minimo di almeno cento metri quadri».

Un professionista, di norma, compie sopralluoghi e scatta fotografie dell’area in cui sorgerà il giardino; valuta le abitudini e le specifiche esigenze della famiglia che poi godrà di quello spazio; tiene conto della presenza di animali o di bimbi piccoli; indaga circa i toni e i colori preferiti; in quali stagioni si pensa di usare maggiormente il giardino e molto altro ancora.

Procedendo così, non si compiono errori che poi si pagano in futuro, magari esponendosi a successive spese e perdite di tempo. Uno degli errori più comuni è piantare alberi in spazi troppo ristretti: crescendo, diverranno solo un problema per noi o per i vicini e andranno abbattuti o rimossi.

«Una delle scelte più importanti da fare – prosegue l’esperto – è l’impianto d’irrigazione; questa è la prima operazione da compiere. Poi, si procede con la creazione delle aiuole, con piante coltivate in piena terra: soluzione fra le più consigliate, poiché il loro mantenimento si rivela semplice ed economico, e richiede poca acqua».

Di solito in un giardino si dispongono anche vasi con piante annuali, consentendo di cambiare spesso toni di colore e look a un angolo particolare, oppure di ospitare agrumi o piante succulente o tropicali. Possedendo piante di questo tipo, sarà opportuno installare anche una serra nella zona sud del giardino, meglio se fornita di energia elettrica per riscaldare un minimo lo spazio e proteggere le nostre specie, in caso d’inverni rigidi o di località collinari e montane.

Foto F. Magonio


«Se possediamo una superficie intorno ai 200 mq – suggerisce Stefano –, si potrebbe realizzare anche un piccolo giardino acquatico. Esistono in commercio apposite vasche in vetroresina, o plastica, che contengono circa 600 litri di acqua e si possono interrare o semplicemente posare sul terreno, circondando poi di sassi per mascherarne il bordo. La creazione di una zona acquatica implica l’utilizzo di una pompa per ossigenare, e quindi energia elettrica nei pressi; oggi però è possibile - addirittura preferibile - installare pompe solari, i cui pannelli si collocano sotto il pelo dell’acqua».

Certo, non tutti possiedono grandi spazi, e si sa che la tendenza attuale dell’edilizia è costruire mini-condomini di villette a schiera che hanno in genere un piccolo resede, vale a dire uno spazio piuttosto ristretto. In questo caso Stefano consiglia di rinunciare al prato, la cui manutenzione in poco spazio è, tutto sommato, complessa; per valorizzare un resede, meglio lastricare la superficie calpestabile, rimuovendo così il problema del taglio dell’erba e quello dell’eventuale sporco di fango o residui vari, che potremmo facilmente trasportare in casa, specialmente durante la stagione piovosa.

«Lastricare il piccolo giardino – assicura Bolognesi – non significa necessariamente rinunciare alle fioriture: basterà ricavare semplici aiuole laterali, magari delimitate da finiture diverse, in stile con la casa. Oggi in commercio si trovano pietre di ogni tipo e forma, con costi bassi; molti fai-da-te propongono addirittura mattonelle preformate con alveo di plastica e pietre già incollate che si montano facilmente da sole».

Per concludere, una nota riguardo al cosiddetto giardino “a pronto effetto”, tanto in voga al momento: pur regalandoci un risultato a tempo di record, questa soluzione si rivela certamente più costosa e, di fatto, impedisce la percezione di crescita ed evoluzione delle piante, non permettendoci di imparare a prenderci cura di loro.

Info: www.labrina.it , 3313593838


L’intervistato

Stefano Bolognesi, titolare del vivaio “La Brina”


Notizie correlate

Giardino andaluso

Le specie più adatte a vivere in condizioni di scarsa luminosità. L’importanza dei vasi

Video

Il giardino volante

Opere d’arte contemporanea come giochi per bambini per stimolare il senso del bello


Il giardino profumato

Tanti i fiori dall’odore intenso, diverso in ogni stagione