Consigli per riciclarli

Scritto da Letizia Coppetti |    Luglio-Agosto 2018    |    Pag. 6

Giornalista Fiorentina, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato per tredici anni alla redazione di Firenze dell'Agenzia Ansa, occupandosi sia di cronaca nera che di bianca. Collabora dal 1990 con l'Informatore e dal giugno 2001 a dicembre 2002 si è occupata dei contenuti del sito di Unicoop Firenze. E' stata anche direttore del periodico Celiachia Notizie, house organ dell'Associazione Italiana Celiachia. E' stata coordinatore redazionale dell'Informatore fino al giugno 2006, la rivista dedicata ai soci.

RAEE

Oro, argento, rame, ferro, piombo, mercurio, acciaio, alluminio, vetro: tutti questi materiali preziosi sono in casa nostra - “nascosti” in elettrodomestici come frigoriferi e lavatrici o apparecchiature elettroniche tipo cellulari e computer - e se smaltiti correttamente possono rinascere a nuova vita. Questi oggetti, specialmente quelli legati alla telefonia, negli ultimi anni hanno avuto un grande incremento nelle vendite: è aumentato quindi a dismisura il loro ricambio e la necessità di non disperderli nell'ambiente, dato che non sono certo biodegradabili ma anzi possono contenere sostanze tossiche. Se riciclati, invece, sono vere e proprie miniere di materiali utili. Ad esempio, da un frigorifero di circa 50 kg si ottengono 30 kg di acciaio, 3 kg di rame e alluminio, 1 kg di gas cloro-fluoro-carburo, 13,5 kg di plastiche, 1 kg di vetro e solo 1 kg di rifiuti destinati alla discarica! «A questi elementi preziosi - sottolinea Alessandro Signorini di Alia - si aggiungono 17 metalli dai nomi strani, chiamati “terre rare” (il termine si riferisce alla bassa concentrazione in cui vengono trovati): sono utilizzati da soli o nelle loro leghe (con percentuali che variano tra lo 0,1 e il 5%) per i superconduttori e per i dispositivi tecnologici che usiamo ogni giorno come pc, smartphone, display lcd. Il recupero e il riutilizzo di questi metalli è fondamentale, come la ricerca di materiali sostitutivi». 

A chi consegnare i Raee?

Ai centri di raccolta del vostro gestore, ad esempio, che li ritirano anche a domicilio con le stesse modalità degli ingombranti, di cui abbiamo parlato nel numero scorso, oppure a rivenditori e installatori, che sono obbligati per legge a ritirarli in caso di nuovo acquisto; se il negozio ha una superficie di vendita dedicata gli elettrodomestici superiore ai 400 metri quadrati, deve accettarli anche senza acquisto di un nuovo prodotto, ma solo per apparecchi di piccole dimensioni (inferiori a 25 centimetri). Il servizio deve essere garantito anche per la vendita a distanza. Sul sito del Centro di coordinamento Raee (www.cdcraee.it), trovate un motore di ricerca per localizzare il centro di raccolta a voi più vicino. I Raee vengono suddivisi in cinque categorie: R1 Freddo e clima (come frigoriferi e condizionatori), R2 Grandi bianchi (lavatrici, lavastoviglie), R3 Tv e monitor, R4 Piccoli elettrodomestici (compresi i telefonini e i pc), R5 Sorgenti luminose, come le lampadine. Secondo i dati forniti dal Centro di coordinamento Raee, nel 2017 in Italia sono state raccolte 90.421,95 tonnellate: la maggior parte, il 35%, è fornita dai Grandi bianchi, segue Freddo e clima con il 25%, Tv e monitor e Piccoli elettrodomestici con il 20%; ultimo, date le dimensioni, le sorgenti luminose con l'1%. Rispetto all'Europa non siamo messi male, se si pensa che la nostra raccolta nel 2016 ha fatto registrare solo un -4,13% rispetto al resto dei Paesi europei.

Riciclo e solidarietà

E se invece avete un elettrodomestico che ancora funziona e lo volete destinare a opere di solidarietà? Le possibilità sono varie, a partire dalle parrocchie e da piccole iniziative locali. Per citare quelle più grandi, ricordiamo l'associazione Mani Tese, che effettua il ritiro gratuito a domicilio (mandate una mail a riciclaggiofirenze@gmail.com o telefonate allo 055720006, www.manitesefirenze.altervista.org) oppure potete portare i vostri oggetti il sabato nella sede di Canciulle (San Casciano Val di Pesa). Tra Calenzano e Sesto Fiorentino c'è la sede della Comunità Emmaus di Firenze (via Vittorio Emanuele 52, Calenzano, tel 0555277079, www.emmausfirenze.it) e ve ne sono altre sparse in Toscana. Nella zona di Lucca c'è Daccapo, iniziativa della Caritas Diocesana, Sistema ambiente e Ascit, a cui donare gli oggetti che non servono più, farli riparare, trasformare e ricollocarli su un mercato solidale. Segnaliamo infine una serie di iniziative che trovate sul web: su Facebook i gruppi locali dell'iniziativa “Te lo regalo se vieni a prenderlo”, oppure il sito www.benewpeople.com.

 

L’intervistato

Alessandro Signorini

Servizio relazioni esterne e comunicazione Alia


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