Ottanta anni fa in Francia la morte dei due antifascisti italiani

Scritto da Antonio Comerci |    Giugno 2017    |    Pag. 39

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

 fratelli Rosselli

Cerimonia per il restauro del Monumento ai Fratelli Rosselli, Bagnoles de l’Orne

Anniversario

«Quello del 9 giugno 1937 è un vero e proprio delitto europeo, del fascismo europeo. Perpetrato da francesi, la crudele organizzazione terroristica di destra della Cagoule, ma su mandato del governo fascista italiano. Il delitto viene seguito passo passo dal Sim, Servizio informazioni militari, alle dirette dipendenze del ministero degli esteri, guidato in quel periodo da Galeazzo Ciano. Tra le motivazioni principali, anche la partecipazione di Carlo Rosselli alla guerra in difesa della legittima Repubblica spagnola»: comincia così l’intervista a Valdo Spini, presidente del Circolo Rosselli a Firenze, docente di economia alla facoltà di Scienze politiche Cesare Alfieri, più volte deputato e ministro. «Carlo e Nello Rosselli - continua Spini - tornavano a Bagnoles de l’Orne dopo una gita ad Alençon, quando nel bosco di Couterne si fermarono a soccorrere una macchina fintamente in panne. Il commando della Cagoule li attaccò e li uccise a colpi di pugnale e di rivoltella. Voglio anche ricordare che il Ministro dell’interno del Fronte popolare, il socialista Max Dormoy, che aveva condotto con energia le indagini sul delitto Rosselli, più tardi, durante il regime di Vichy, fu ucciso con una bomba collocata sotto il suo letto dalla stessa Cagoule».


Cosa rappresenta il pensiero dei Rosselli per l'antifascismo italiano ed europeo?

«Erano gli anni del dominio assoluto di Stalin sull’Unione Sovietica e l’Internazionale comunista. Quindi un antifascismo limpidamente antitotalitario, come quello dei Rosselli, era considerato molto pericoloso dai fascisti. Carlo Rosselli aveva fondato il movimento Giustizia e libertà per superare le lacune dei vecchi partiti sconfitti dal fascismo. Le basi teoriche sono in Socialismo Liberale scritto nel 1929 al confino di Lipari, poi pubblicato in francese nel 1930 a Parigi. Un’opera che definiva il socialismo incompatibile con la dittatura, e criticava l’idea astratta di libertà senza l’emancipazione materiale e morale delle classi lavoratrici. Senza Rosselli e senza Giustizia e Libertà, l’antifascismo italiano sarebbe stato più povero di iniziative di lotta e meno ricco di capacità di attrattiva».


Quella dei Rosselli è un'importante famiglia; quanta "fiorentinità" c’è in Carlo e Nello?

«La madre Amelia Pincherle (era zia di Alberto Pincherle, più noto come Moravia) si separa dal marito, e viene ad abitare con i figli in tenerissima età a Firenze, in via Giusti. A Firenze Carlo e Nello Rosselli fondano Il Circolo di Cultura nel 1920, prima che questo sia assalito e devastato dai fascisti nella notte dell’ultimo dell’anno 1924. Sarà rifondato nel 1944, subito dopo la liberazione della città, ed intitolato ai Fratelli Rosselli. A Firenze fondano e pubblicano per tutto il 1925 il primo giornale clandestino antifascista, il “Non mollare”. Il nome era stato suggerito da Nello. Carlo lascerà Firenze nel 1926 e l’Italia nel 1929, con la clamorosa fuga dal confino di Lipari. Nello veniva regolarmente incarcerato o confinato quando Carlo compiva una delle sue imprese. Viveva con la famiglia a Bagno a Ripoli, nella villa dell’Apparita, pubblicando libri di storia del risorgimento. Uccisi a Bagnoles de l’Orne, i due fratelli saranno in un primo tempo seppelliti nel cimitero parigino del Père-Lachaise. Nel 1951, con una solenne cerimonia, era sindaco Mario Fabiani, le salme furono portate a Firenze e sepolte nel cimitero di Trespiano al vertice del “Quadrato del Non Mollare”. Sulla loro tomba Piero Calamandrei fece scrivere queste parole: Carlo e Nello Rosselli / Giustizia e Libertà / per questo morirono / per questo vivono».

Info: www.rosselli.org


L’intervistato

Valdo Spini

Presidente della Fondazione Circolo di cultura politica Fratelli Rosselli e direttore dei “Quaderni del Circolo Rosselli”


IL LIBRO

Carlo e Nello Rosselli – Testimoni di Giustizia e Libertà

A cura di Valdo Spini

Edizioni Clichy, Firenze 2016

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