Di reumatismi si può anche guarire

Scritto da Alma Valente |    Settembre 1997    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Intervista al prof. Roberto Marcolongo, dell'Università di Siena
La maggior parte della gente crede ancora che i cosiddetti 'dolori' siano un evento ineluttabile dovuto all'età. Eppure, secondo le più recenti ricerche, un italiano su dieci soffre di malattie reumatiche già a partire dall'età giovanile. Una patologia, dunque, ingiustamente sottovalutata, visto che dopo le malattie cardiovascolari figura al secondo posto (27%) delle cause di invalidità. Perché allora il problema 'dolori reumatici' non viene preso nella giusta considerazione, ed anche dal punto di vista medico sembra essere ancora irrisolto? «La ragione principale sta nel fatto che il cosiddetto 'reumatismo' non è un'unica malattia - spiega il prof. Roberto Marcolongo, direttore dell'Istituto di Reumatologia dell'Università di Siena - ma comprende numerose forme morbose (si calcola più di 100) molto diverse l'una dall'altra, per cause, sintomi e trattamento specifico».
Qual è la differenza tra malattia reumatica e artrosi?
«L'artrosi è una delle tante malattie reumatiche, caratterizzata da un processo degenerativo della cartilagine, componente fondamentale dell'articolazione. Il tessuto cartilagineo è molto importante perché funge da organo ammortizzatore nei vari movimenti. L'artrosi rappresenta, da sola, il 60% di tutte le malattie reumatiche».
Si dice che la malattia reumatica è ereditaria. E' vero?
«L'ereditarietà delle varie malattie reumatiche è molto discussa. Capita tuttavia, anche se raramente, di osservare alcuni tipi di malattie reumatiche in diverse generazioni della stessa famiglia. Per quanto riguarda l'artrosi la malattia è talmente diffusa che non si può parlare di vera e propria ereditarietà, ma piuttosto di fattori predisponenti come il tipo di lavoro, il sovrappeso, lo scarso movimento, le posizioni viziate, le alterazioni metaboliche».
Quali sono le nuove prospettive dal punto di vista terapeutico?
«In genere, a parte alcune affezioni reumatiche che possono anche guarire, molte delle malattie reumatiche sono croniche, caratterizzate da persistenti sintomi dolorosi e dal rischio di un progressivo deterioramento delle articolazioni con la prospettiva anche di seri handicap. La terapia si deve quindi avvalere da un lato di farmaci che combattono dolore ed infiammazione, dall'altro di farmaci (cosiddetti di 'fondo'), che hanno lo scopo di bloccare o rallentare la progressione della malattia. La cosa più importante è rivolgersi in tempo al medico e non sottovalutare, come troppi fanno, i cosiddetti 'dolori'».
E per finire parliamo di prevenzione.
«E' possibile oggi parlare di prevenzione di diverse forme reumatiche, soprattutto là dove noi conosciamo i fattori di rischio per l'aggravamento e per un decorso non favorevole. In tutti i paesi del mondo, una moderna e razionale terapia ed un corretto impiego delle misure preventive, nell'ambito delle malattie reumatiche, passano attraverso un'adeguata informazione e responsabilizzazione dei malati ed una stretta collaborazione tra i medici di famiglia e gli specialisti reumatologi. Con questo modello si possono ottenere grossi risultati, sul piano terapeutico e della prevenzione, delle principali complicazioni di malattie reumatiche gravi come, ad esempio, l'artrite reumatoide.»
Le cinque bugie
Pregiudizi da sfatare sulle malattie reumatiche
I reumatismi sono sinonimo di vecchiaia: le malattie reumatiche possono colpire a qualsiasi età, compresa l'infanzia.
L'esistenza di focolai infettivi può determinare il reumatismo nell'adulto: infezioni localizzate alle tonsille o ai denti non hanno nessun ruolo sull'insorgenza della malattia reumatica dell'adulto.
Osservare diete particolari può prevenire e curare il reumatismo: l'applicazione di norme dietetiche può essere utile solo nei soggetti in sovrappeso che soffrono di artrosi e nei malati di 'gotta' per diminuire l'acido urico nel sangue.
Umidità e freddo fanno venire i reumatismi: il clima e le differenze stagionali non determinano l'insorgenza di malattie reumatiche. Alcuni disturbi possono verificarsi solo quando la malattia è già esistente.
I 'dolori' chi ce li ha se li tiene: il progresso della scienza consente di migliorare in maniera soddisfacente il quadro clinico delle principali affezioni reumatiche.
Reumatici uniti
Confusione, pregiudizi, disinformazione: per ovviare a questi problemi parte da settembre una campagna intitolata 'Progetto di lotta contro l'artrite' che vedrà impegnati, oltre all'Istituto di Reumatologia di Siena, l'Associazione toscana malati reumatici, l'Unicoop Firenze e la Coop Centro Italia. Un'iniziativa che, grazie alla diffusione di materiale informativo nei punti vendita della provincia di Siena, articoli divulgativi sui giornali della cooperazione e conferenze, si pone il compito di sensibilizzare soci e consumatori Coop sul grave problema della malattia reumatica.
Il progetto, che avrà una durata di sei mesi, prevede anche un aiuto economico per sostenere un'indagine epidemiologica che riguarda la popolazione di Siena e provincia.

Per saperne di più
Associazione regionale dei malati reumatici, presidente Mario Laudisia 0577/50262,
vice presidente Maria Grazia Russo 0577/623048.