Per i risparmi dei soci garanzie, controlli... buon senso e prudenza

Scritto da Giuliano Vannini |    Aprile 2004    |    Pag.

Direttore amministrativo Unicoop Firenze

Remunerati e sicuri
Il mercato finanziario è scosso da gravi problemi
e puntuali arrivano le domande sul prestito sociale delle cooperative.
Un notissimo giornale finanziario ha pubblicato poco tempo fa la lettera del socio di una cooperativa, che chiedeva informazioni a proposito del prestito sociale; l'autorevolezza del giornale non è assolutamente in discussione, ma la risposta si presta a qualche rilievo.
In particolare si afferma che: "Non c'è competenza della Consob o della Banca d'Italia sulla raccolta del risparmio fra i soci delle cooperative". Invece gli strumenti finanziari delle cooperative sono previsti dalla legge 31 gennaio 1992 n.59 ed in particolare il prestito sociale è regolamentato dalla Deliberazione del C.I.C.R. (Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio) del 3 marzo 1994 e, inoltre, dalla Circolare della Banca d'Italia contenente le Istruzioni in materia di raccolta del risparmio dei soggetti diversi dalle banche, riportata in G.U. il12 dicembre 1994. Circolare che è continuamente aggiornata dal settore Vigilanza di Banca d'Italia.
Quindi il prestito sociale è previsto per legge ed è regolato e vigilato a cura della Banca d'Italia che è competente in materia.

L'altra inesattezza riportata nella risposta al socio-prestatore è: "Non esistono garanzie particolari per il rimborso".
La risposta non tiene conto che nelle disposizioni della Banca d'Italia, sopra citate, è riportato testualmente: "L'ammontare complessivo dei prestiti non deve eccedere il limite del triplo del patrimonio netto (capitale versato e riserve) risultante dall'ultimo bilancio approvato ". Qualora questo limite venga superato, è obbligatorio che "il complesso dei prestiti sociali sia assistito, in misura almeno pari al 30 per cento, da garanzia rilasciata da soggetti vigilati" (leggi banche); o che "la società cooperativa aderisca ad uno schema di garanzia" che assicuri " il rimborso dei prestiti effettuati dai soci in una misura almeno pari al 30 per cento ". L'ammontare complessivo del prestito non può in ogni caso superare il quintuplo del patrimonio netto.
In tal modo, in pratica vengono fornite, seppur parzialmente, garanzie sulla restituzione del prestito, dando in più un limite oltre il quale tale prestito non può andare, anche in presenza di garanzie. Limitazione che non è prevista per altri operatori finanziari.

Infine nell'autorevole quotidiano si afferma: "Non esiste un rating (grado di solvibilità) attribuito da agenzie indipendenti".
In effetti per le cooperative, in quanto non emettono obbligazioni e non sono quotate in borsa, non è richiesto alcun rating di solvibilità per attivare il prestito sociale, ciò non toglie che alcune di queste cooperative abbiano richiesto volontariamente una valutazione ad operatori indipendenti, ottenendo risultati decisamente lusinghieri.
Tutto ciò non aggiunge niente alla validità del prestito sociale, che è ben conosciuto ed apprezzato, visto il continuo sviluppo che ha. Ci è sembrato doveroso correggere affermazioni inesatte, forse perché superficiali e frettolose, che possono generare fra i soci dubbi e perplessità.

C'è inoltre da considerare che le ultime disavventure hanno interessato società poste sotto il diretto controllo di Consob e Banca d'Italia, i cui bilanci erano certificati da importanti società di revisione contabile e vantavano rating di solvibilità almeno accettabili. Peccato che quei bilanci non davano una "rappresentazione veritiera e corretta" della situazione economica, patrimoniale e finanziaria delle società.
Infatti, più che sui controlli, certificazioni e rating, bisognerebbe puntare sulla serietà e sulla prudenza degli operatori.
Gli investimenti finanziari che effettua la cooperativa permettono di remunerare in maniera corretta il prestito sociale, ma non in misura eccezionale, in quanto viene ricercata più la sicurezza che le alte remunerazioni; anche perché investimenti che sappiano coniugare alti interessi e sicurezza totale non esistono sul mercato finanziario.
Per questo la cooperativa continuerà ad operare in ambito finanziario con la massima prudenza, in considerazione che i soldi investiti sono quelli dei soci, che debbono essere ben remunerati, ma soprattutto sicuri.