Scritto da Stefano Giraldi |    Novembre 2008    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Era un periodo che collaboravo con alcune riviste settimanali di tiratura nazionale. Una di queste mi chiese di fare un servizio fotografico a Franco Zeffirelli a corredo di un articolo su di lui. Mi sentii orgoglioso della richiesta. Zeffirelli era un grande regista che aveva fatto grandi cose: la Bohème televisiva degli anni '70 era ancora nella mente di tutti gli appassionati dell'opera lirica, come nella mente dei cinefili era il bellissimo e delicato Giulietta e Romeo, dove la figura di Mercuzio si staccava prepotentemente dall'opera di Shakespeare. Avevo visto sia l'uno che l'altro lavoro di Zeffirelli e avevo una grande ammirazione per lui. La redazione della rivista lo contattò e prese un appuntamento in teatro, dove si stavano svolgendo le prove di un'opera. Arrivai all'appuntamento in anticipo, così aspettai che il maestro terminasse e mi godetti le prove. Il maestro mi si avvicinò e mi chiese di aspettarlo ancora per qualche minuto, il tempo di rinfrescarsi e poi sarebbe stato pronto.

I musicisti, i cantanti e le comparse andarono via, in teatro rimasero solo gli elettricisti per le luci.
Zeffirelli arrivò rinfrescato e a disposizione per il reportage fotografico. Allora gli dissi di avvicinarsi a... «no, no, fotografo, mettiti te laggiù - mi interruppe indicandomi un punto della sala - e scatta». Feci come mi aveva detto. «Ecco, ora mettiti sopra il palco e scatta da là». Incredibile, Zeffirelli stava facendo la regia al mio servizio fotografico! È proprio vero, regista si nasce!


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