Le varietà dalla Puglia e dalla Sicilia

Scritto da Melania Pellegrini |    Settembre 2013    |    Pag. 14

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Settembre è il mese dell’uva: ogni anno la richiesta dei consumatori per questo frutto autunnale aumenta proprio in tale periodo. Sono tanti i tipi di uva da tavola, ogni regione ha uva con caratteristiche e nomi diversi.

Buona parte dell’uva che arriva sulle nostre tavole proviene dal Sud Italia; in particolare in Sicilia e in Puglia, ci sono dei tipi di uva caratteristici. In Sicilia ad esempio c’è l’uva Igp, Indicazione geografica protetta, proveniente da Mazzarrone. Quest’uva è parte integrante e imprescindibile della vita locale, ed è legata alle caratteristiche peculiari dell’area di coltivazione che si estende per 9000 ettari fra le province di Catania e Ragusa.

Le tipologie più rappresentative di uva della zona sono la Vittoria, la Black Magic, la Red Globe e l’Italia.

Le prime due, una bianca e una nera, sono caratterizzate da maturazione precoce, grazie a tecniche di coltivazione in ambiente protetto (serra o tendone), e arrivano sui nostri banchi già da giugno; la Red Globe è un’uva rossa apprezzata non tanto per il sapore quanto per la dimensione grande dell’acino e del grappolo.

Quella più amata è però l’uva Italia, qualità storica delle uve da tavola. Proviene dal moscato di Amburgo, ha colore giallo-dorato, è aromatica e dolce, ha un sapore intenso, dal retrogusto di moscato.

In Puglia, fra le altre varietà, c’è un’uva caratteristica solo di questa zona: l’uva Pizzutella. Un vitigno storico e tradizionale del Mediterraneo per cui è stata già richiesta l’Igp.

Attualmente è coltivata in due aree specifiche, Adelfia e Andria-Canosa. Fa parte delle uve “Regine” ma il suo acino è più croccante e ha una forma tipica piramidale. Ha un alto contenuto di zuccheri e resiste bene sia sulla pianta sia ai trasporti. Matura nella terza decade di agosto e arriva sino a dicembre.

La produzione è bassa, in un ettaro di vite Pizzutella si ottengono al massimo 200 quintali di uva, ma questo garantisce la maturazione ottimale dell’uva anche in annate difficili. Prima conosciuta solo in Puglia, è sempre più richiesta sul mercato per il suo sapore particolarmente dolce.

Nonostante la forma, non è da confondere con l’uva senza semi, simile nell’aspetto ma non nel gusto. Questa seconda è un’uva ormai coltivata anche in Italia ma proveniente dalla California; geneticamente non ha semi ma è meno saporita della Pizzutella.

Sia le aziende siciliane che sono impegnate nella produzione dell’uva da tavola Mazzarrone sia quelle pugliesi che producono la Pizzutella, adottano una filosofia “green” che unisce le tecniche avanzate di produzione integrata al fine di ridurre al minimo l’utilizzo di prodotti fitosanitari, grazie all’intervento di agronomi competenti che sanno guidare gli agricoltori in questo tipo di lotta dove viene minimizzato l’utilizzo di prodotti fitosanitari a favore di metodi biologici, biotecnici e agronomici.

Per questo, a esempio, vengono usate coperture finalizzate alla protezione delle colture da fattori climatici come l’umidità; le muffe sono infatti un nemico dell’uva: essendo molto dolce, le attira facilmente. Il fine è quello di garantire un prodotto di elevata qualità organolettica, nel rispetto dell’ecosistema naturale, tutelare il territorio e soprattutto la salute del consumatore finale.


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