Fatto a mano, dall’Alto Mugello arriva subito al punto vendita Coop

Scritto da Laura D'Ettole |    Maggio 2013    |    Pag. 13

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Si chiama così, “raviggiolo” (non raveggiolo, alla toscana) per precisare subito che ha l’accento mugellano. Porta il marchio Faggiola, e insieme a ricotte, caciotte e al formaggio Alto Mugello, viene prodotto dalla cooperativa Agricoop di Palazzuolo sul Senio. La sua particolarità?

È vivo e arriva di corsa al negozio per non perdere quella freschezza e cremosità che lo rende unico. Il consiglio di chi se ne intende è di spalmarlo su una schiacciata “calduccina”, aggiungere una fetta di prosciutto di Modena e via.

Raviggiolo di corsa faggiola alto mugello articolo informatore unicoop firenze 2«Il nostro Raviggiolo è fatto rigorosamente a mano secondo le ricette di un tempo», dice Andrea Casini, direttore di Agricoop. È un prodotto difficile da gestire, aggiunge, perché è… metereopatico. Avverte se c’è il sole, se nevica, o piove e cambia sapore con gli sbalzi di temperatura. Muta perfino con il mutare di chi lo produce.

I nostri nonni lo facevano in autunno, appena le mucche tornavano in stalla dai pascoli per partorire. In quel momento, con la produzione di latte dei primi mesi, si faceva il raviggiolo: era da mangiare ogni giorno, ancora caldo.

Oggi si può trovare tutto l’anno, perché gli animali hanno altre abitudini. Agricoop lo produce così: con piccole partite di latte, non più di 5 o 6 q.li, perché ha tempi di lavorazione stretti. Se sta lì troppo tempo ad aspettare cambia il suo look e assume l’aspetto di un “primo sale”.

Il latte viene trattato termicamente, si aggiungono fermenti selezionati, caglio e sale. Niente conservanti. La lavorazione dura un’ora, poi il raviggiolo staziona in cella frigorifera per raffreddarsi. Nel pomeriggio viene confezionato e poi via di corsa: il giorno dopo è già in vendita.

Raviggiolo di corsa faggiola alto mugello articolo informatore unicoop firenze 3La cooperativa Agricoop nasce nel 1961in un luogo (Palazzuolo sul Senio, appunto) che ha ricevuto la “certificazione ambientale” per il valore naturalistico. Nasce per cause di forza maggiore, perché i singoli allevatori, piccoli e divisi, avevano difficoltà a collocare sul mercato il proprio prodotto. Intuiscono già da allora però che il loro territorio è un valore aggiunto importante per farsi spazio nella giungla del marketing e ne fanno il loro pilastro.

Agricoop produce unicamente con latte dei soci ed esclusivamente prodotti della tradizione mugellana. Oggi le aziende associate sono 42 e producono quotidianamente 12.000 litri di latte, mentre nello stabilimento produttivo lavorano 15 persone.

I loro nuovi prodotti, sbarcati da poco nei punti vendita Coop, sono la ricotta con salsa ai frutti di bosco e quella con i marroni canditi. I frutti di bosco, superfluo ricordarlo, vengono raccolti sul territorio e i marroni pure.


Notizie correlate

Fornai per tradizione

Dalla schiacciata alla fiorentina alla “stiacciata” toscana. Da Firenze a New York, fino alla Cina, ecco la storia del Panificio Toscano