A giro per l'antica capitale di re Teodorico con una guida davvero speciale

Scritto da Francesco Giannoni |    Febbraio 2006    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

Ravenna fuori schema 2
Brunella Foschi è una signora di Ravenna
che, dopo tanti anni di insegnamento della lingua francese, è andata in pensione e si è dedicata a quella che sembra essere la passione della sua vita: studiare e approfondire la storia della sua bellissima e illustre città (proclamata dall'Unesco patrimonio dell'umanità), mettendo poi la sua cultura al servizio degli altri. Come? Facendo la guida di gruppi turistici che visitano l'antica capitale del regno del grande re Teodorico. Una guida come tante altre? No, sicuramente.
Dieci anni fa ha fondato insieme ad altri l'associazione culturale Ad Arte (www.ad-arte.com). Gli aderenti, oltre alle qualifiche di prassi per poter svolgere il mestiere di guida, vantano lauree in varie discipline: arte e archeologia, musica e spettacolo, storia e lingue straniere. Oltre a Ravenna, conoscono bene città come Bologna, Faenza, Rimini, località come Pomposa, Comacchio, Mesola e il Parco del Po.

Ma i turisti che richiedono una guida come lei o le altre dell'associazione sono intellettuali con la puzza al naso?
«No, no, abbiamo scolaresche, gite sociali di associazioni culturali, pellegrinaggi, gruppi di pensionati, membri dell'università dell'età libera. Tutti però sono interessati a itinerari meno consueti: vogliono sì visitare i musei, i palazzi, le chiese con i mosaici per cui Ravenna è celebre, ma accettano anche la nostra proposta di seguire percorsi a tema per approfondire certi argomenti: la Ravenna bizantina e teodoriciana, la dantesca o anche la città di oggi. Quest'ultimo tema interessa molto il pubblico sia per gli aspetti artistico-architettonici che per quelli sociali e umani, per cui ci vengono rivolte domande sia sull'arte moderna che sull'immigrazione e sulle attività economiche della città».
Sapendo che gli italiani in genere non si interessano a qualcosa che vada oltre l'Ottocento - perché spesso vige l'equivalenza moderno=brutto - strabuzzo gli occhi.

La città moderna? E come fa ad interessare le persone?
«Quando cammino per la città "leggo" insieme a loro le strade e i segni del passato affiancati a quelli del presente, le porto a vedere, per esempio, nella Casa del mutilato, i mosaici del ventennio fascista: un documento raro, perché uniscono il mosaico tradizionale ravennate all'arte ufficiale del ventennio».

Ravenna fuori schema 3
Da San Vitale o da Sant'Apollinare in Classe,
con i loro mosaici carichi di suggestione, al palazzo della Provincia il salto è enorme, ma i motivi di interesse sono notevoli e vari: costruito da un grande architetto, Giulio Ulisse Arata, è un bel documento del gusto neomedievale con intelligenti allusioni agli edifici cittadini del Medioevo.
«Lo mostro quasi sempre perché è sul percorso che porta a uno dei "pezzi forti" di Ravenna, la tomba di Dante, e mi dà l'occasione per parlare di un pezzo importante della nostra storia recente: fu costruito sulle rovine di uno storico palazzo, sede della Federazione delle cooperative di Nullo Baldini, dopo che venne distrutto dalle squadre di Italo Balbo. Mi dà grande soddisfazione vedere che le persone sono incuriosite anche quando parlo della Ravenna minore. Dipende molto dalla guida: la gente si accorge se è fredda o se invece prova piacere lei stessa in quello che fa. A me viene naturale narrare passeggiando».

Immagino che anche da un punto di vista gastronomico lei proponga qualcosa di diverso...
«Certamente. Non li facciamo mangiare solo tagliatelle e lasagne, ma anche piatti meno cucinati come i cappelletti, i passatelli, il brodetto o magari il castrato».

L'interesse che può suscitare la visita a Ravenna in compagnia di Brunella Foschi è grande: ho toccato con mano. Ho fatto insieme a lei una passeggiata per la città durata una mezzora e poco più.
Ma quello che mi ha raccontato in questo breve tempo è stato davvero singolare: «ecco, guardi: quello che sembra un astruso ghirigoro su questo capitello è il monogramma di re Teodorico: quella è la O, quel baffo è la C, quel ricciolo è la R, quello scarabocchio in realtà è la T... Vede questa strada? Una volta era un canale, ma i veneziani lo coprirono ed è così da allora... Le tessere di quel mosaico che inneggia ai fanti in trincea della prima guerra mondiale sono state fatte sminuzzando le pietre raccolte dall'artista proprio sul greto del Piave»... e altro ancora. È interessante e davvero piacevole: provare per credere!



VIAGGI DA SOCI
Ravenna dantesca e bizantina

Ravenna fuori schema 1
1° giorno:
partenza via autostrada in direzione Bologna. Arrivo a Ravenna, incontro con la guida e inizio della visita: zona dantesca con la chiesa di San Francesco, i chiostri francescani e il Quadrarco di Braccioforte, il Museo Dantesco e, ristrutturazione permettendo, la Biblioteca Dantesca (in alternativa la chiesa di San Giovanni Evangelista con il portale gotico ed il campanile e gli interni con affreschi del XIV secolo e pavimento a mosaico del XII secolo), Piazza del Popolo e la Torre Civica. Pranzo libero.
Pomeriggio libero per attività individuali. Nel tardo pomeriggio rientro in hotel, sistemazione nelle camere, cena e pernottamento.

2° giorno: prima colazione ed incontro con la guida. Proseguimento della visita, con una panoramica sui segni del passato (le vie, la rocca, le acque) e del presente (la fontana Ardia Purpurea). Poi a piedi lungo le mura imperiali fino all'ex monastero benedettino di San Vitale, con visita alla Basilica omonima, il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano e la Basilica di Sant'Apollinare nuovo. Rientro in hotel per il pranzo.
Pomeriggio libero, facoltativa l'escursione a Sant'Apollinare in Classe. Al termine partenza per il viaggio di rientro, previsto per la tarda serata.

Le date: 11, 18 e 25 marzo.
Durata: 2 giorni/1 notte.

Quota individuale di partecipazione: 95 euro.
Supplemento camera singola: 10 euro. Bambini: 0-3 anni 45 euro, 3-12 anni in camera con i genitori 83 euro.
Costo individuale gestione pratica 5 euro.

La quota comprende: viaggio in pullman GT, un pernottamento in hotel 3 stelle in camere doppie con servizi privati, trattamento di pensione completa dalla cena del primo giorno al pranzo del secondo giorno, bevande incluse ai pasti (un quarto di vino e mezza minerale), visita guidata di Ravenna per due mezze giornate, assicurazione sanitaria, bagaglio e annullamento.

La quota esclude: il pranzo del primo giorno, le mance, gli ingressi (10 euro circa), gli extra di carattere personale.

Le gite dei soci avranno partenza dalle città in cui Unicoop Firenze opera. Queste le partenze:

11 marzo
Arezzo, stazione FS ore 6,00
Casello Valdarno ore 6,30
Casello Firenze sud (parcheggio Hotel Sheraton) ore 7,00
Casello Firenze Certosa ore 7,15
Area servizio casello Firenze nord ore 7,30

18 marzo
Navacchio, rotonda Ipercoop ore 6,15
Empoli, piazza G. Guerra ore 6,50
Scandicci, rotonda uscita Fi-Pi-Li ore 7,20
Area servizio casello Firenze nord ore 7,30

25 marzo
Casello Lucca est, viale Luporini ore 6,00
Pistoia, stazione FS ore 6,20
Prato, piazza Falcone e Borsellino ore 6,50
Firenze, piazza Adua ore 7,15
Area servizio casello Firenze nord ore 7,30

Info: Argonauta viaggi, lungarno Torrigiani 33 a/b, Firenze, tel. 0552342777