Come proteggersi dagli effetti del sole

Scritto da Domenico Palli |    Luglio 1997    |    Pag.

Questioni di pelle
La luce solare è costituita per il 10% circa da radiazioni ultraviolette (Uv) che vengono distinte, a seconda della lunghezza d'onda, in tre tipi: Uvc (più corte e ricche di energia), Uvb e Uva (più lunghe e a bassa energia).
L'arrivo sulla terra delle Uvc è bloccato dalla fascia d'ozono e dai gas dell'atmosfera. Le altre radiazioni ultraviolette raggiungono invece la superficie terrestre e possono esercitare i loro effetti sulla nostra pelle. Le radiazioni Uvb sono assorbite dallo strato più superficiale della cute, mentre quelle Uva penetrano più profondamente. Stare troppo al sole può causare, su una pelle non abbronzata, la comparsa dell'eritema solare, il tipico arrossamento che si manifesta dopo circa 12 ore, con bruciore e talvolta con edema (gonfiore) della parte. Esposizioni prolungate possono causare vescicole o bolle seguite da erosioni.
L'eritema colpisce più facilmente i bambini, gli anziani e i soggetti di carnagione chiara con capelli biondo-rossicci e con lentiggini.
La protezione naturale della pelle è affidata allo strato corneo e alla melanina, un pigmento scuro prodotto da cellule specializzate presenti nella pelle in numero molto diverso a seconda del tipo di carnagione. L'abbronzatura è l'effetto dovuto all'aumento di produzione della melanina, che ha un certo effetto protettivo, e all'aumento di spessore dello strato corneo della cute. I raggi solari sono la causa principale non solo dell'invecchiamento precoce ma anche di lesioni e tumori della pelle. Questi effetti cronici derivano dall'accumularsi dei danni causati da anni ed anni di esposizioni prolungate al sole e a fonti artificiali e sono tanto più precoci e marcati quanto più la pelle è chiara o scarsamente protetta. In passato le radiazioni Uvb sono state ritenute le uniche colpevoli ma oggi anche le radiazioni Uva, tipiche delle sorgenti artificiali tanto di moda (lettini e lampade), sono al centro di studi per i loro possibili effetti dannosi, più subdoli perché non accompagnati dall'arrossamento.
Le attività all'aperto restano comunque le fonti principali di esposizione ed è importante sapere che le radiazioni vengono riflesse diversamente a seconda del tipo di superficie: la neve, soprattutto, ma anche la sabbia riflette molto gli Uv e si possono avere conseguenze spiacevoli anche stando sotto l'ombrellone. L'eccessiva esposizione solare da bambini e da ragazzi costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo di tumori della cute in età adulta. Per il melanoma, un tumore in netto aumento in molte popolazioni, sono più pericolose le esposizioni brevi ma molto intense, soprattutto se accompagnate da ustioni solari.

I filtri solari
I principali requisiti richiesti ad un prodotto per la prevenzione del danno da esposizione solare sono la sicurezza, la capacità protettiva nei confronti sia dei raggi Uvb che Uva e la buona accettabilità da un punto di vista cosmetico. La maggior parte dei filtri solari in commercio fino a poco tempo fa era rivolta soprattutto a evitare le scottature e quindi era attiva in particolare nei confronti dei raggi Uvb, con scarso potere filtrante per le radiazioni del tipo Uva a maggiore lunghezza d'onda. Oggi si tende a privilegiare l'uso di filtri che contengono polveri di diossido di titanio, inerti sia da un punto di vista chimico che biologico, che non penetrano a livello cutaneo ed in grado di esercitare una azione protettiva anche nei confronti dei raggi Uva. Il limite principale di questi prodotti è il colore bianco, che persiste in parte dopo l'applicazione. I produttori sono passati recentemente all'impiego di particelle microfini di diossido di titanio (che misurano millesimi di millimetro!) e hanno così nettamente migliorato l'accettabilità di queste creme da parte dei consumatori.
Va comunque ricordato che l'uso corretto dei filtri ha l'obiettivo di proteggere la cute durante un'esposizione ragionevole. E' invece sbagliato pensare che con una buona crema tutti possano stare al sole senza problemi per tanto tempo!
In conclusione è opportuno limitare, per quanto possibile, l'esposizione ai raggi solari per prevenire non solo l'invecchiamento della pelle ma anche il rischio di tumore, in particolare il melanoma maligno oggi in aumento. Durante il soggiorno al mare è buona regola limitare le occasioni di esposizione a quelle inevitabili, come il bagno in mare e la gita in barca, utilizzando comunque una protezione con filtri solari o indumenti. In particolare va fatta attenzione a non esporre troppo i bambini. La pelle non dimentica le ustioni solari che ha subito in età infantile: possiamo star certi che ha ìregistratoî il danno e potrebbe chiedere il conto trent'anni più tardi.

Sole senza rischi
Poche e semplici regole per ridurre i rischi:
Cominciare la stagione al mare esponendosi al sole gradualmente
Ricordare che anche in acqua o sotto l'ombrellone si riceve una dose consistente di raggi Uv
Chi ha carnagione chiara e va incontro con facilità a scottature deve utilizzare creme solari e limitare l'esposizione al sole
Ricordare che le ore in cui è più facile scottarsi sono quelle tra le 11 e le 15. In questo periodo è consigliata la protezione offerta dall'ombra e da cappelli e indumenti adeguati (maglietta e pantaloni).
Evitare l'uso di sostanze contenenti profumi e ricordare che alcuni farmaci possono potenziare l'effetto dei raggi solari (chiedere consiglio a un medico).

Al fuoco
I rimedi in caso di scottatura sono diversi a secondo del grado di intensità: a volte può bastare la sospensione dell'esposizione per qualche giorno. Sono necessarie creme a base di idrocortisone in caso di eritema più intenso accompagnato da bruciore, mentre è preferibile non applicare localmente prodotti contenenti antistaminici. E' sempre consigliabile consultare un medico in caso di comparsa di bolle o sintomi di malessere generale (cefalea, febbre, brividi).