Plasma, Lcd, alta definizione: ecco come cambia la tv. Pregi e difetti dell'era digitale

Scritto da Paolo Gelli |    Marzo 2007    |    Pag.

Trentasei anni, vive a San Miniato, in provincia di Pisa, con sua moglie Marzia, e i loro due figli Andrea e Chiara Benedetta. Ha due grandi passioni: il cinema e la musica. La prima si ripercuote da diversi anni sulla sua vita professionale. Paolo è infatti un operatore cinematografico di cabina (altrimenti detto "proiezionista"), vale a dire la persona che si occupa di effettuare e garantire la corretta proiezione di un film in una sala cinematografica. Innamorato della scrittura letteraria fin da giovanissimo si cimenta nella scrittura di testi per le canzoni; dapprima con i vari gruppi rock nei quali canta, in seguito scrivendo testi per cantanti emergenti ed alcune trasmissioni televisive. Dal 1995 è iscritto alla SIAE come "paroliere". Nel 2004, dopo aver ripreso gli studi interrotti in gioventù, si laurea in Scienze della Formazione all'Università di Firenze discutendo una tesi sulla formazione fatta attraverso l'uso di film. Da allora affianca al lavoro di proiezionista diverse collaborazioni: docente per alcune agenzie formative, educatore in una casa famiglia per minori con disagi familiari, terapista occupazionale in una residenza per anziani e copywriter per alcune aziende. Per Coop ha curato la stesura del libretto "Storie di Prodotti", per il progetto di educazione al consumo consapevole. Dal dicembre 2006 collabora con L'Informatore tentando di spiegare le parole nuove legate soprattutto all'evoluzione della tecnologia domestica, un'altra grande passione.

Questione di pixel 2
Nello scorso numero abbiamo iniziato a dare un senso alle parole "nuove" che girano intorno alla tecnologia del cosiddetto home entertainment. Con questo ci riferiamo a tutti quei dispositivi che offrono la possibilità di fare entrare nella propria casa l'intrattenimento che - storicamente - viene offerto in luoghi appositamente deputati. È il caso del cinema, che qui trattiamo, ma anche della musica e, perché no, dei videogiochi. A ben pensarci l'unica forma di intrattenimento difficile da portarsi a casa è anche la più antica: il teatro! Per il resto la tecnologia (che è scienza applicata) sta continuamente implementando dispositivi per far entrare tra le mura domestiche la stessa qualità di un film visto in sala.
Questione di pixel 1
Nel numero di febbraio
abbiamo evidenziato che questa qualità è ormai accessibile per quello che riquarda l'audio. Adesso affrontiamo qualche parola che riguarda la visione delle immagini, cominciando dal capire come sono fatte le immagini che vediamo scorrere in tv. Per connotare la definizione delle immagini televisive si usano due unità di misura, a seconda che si parli di immagine analogica o immagine digitale. Per quanto riguarda l'immagine analogica, che è poi quella alla quale siamo abituati perché propria dei televisori a tubo catodico, si parla di linee. L'unità di misura per le immagini digitali, ed in uso sugli schermi al plasma o Lcd (di cui parleremo fra poco) è il pixel. Un pixel non è altro che l'elemento più piccolo di un'immagine digitale. Ogni pixel è costituito da tre sotto-pixel dei colori elementari: rosso, blu, verde (RGB,red, green, blue in inglese). In buona sostanza, aumentare il numero dei pixel vuol dire aumentare la definizione, e quindi la qualità di un'immagine. Quando ci riferiamo alle forze messe in campo dalle aziende costruttrici di televisori per ottenere una bella immagine definita e "più vicina possibile alla realtà", la parola che gira maggiormente è in realtà un acronimo: Hdtv, che sta per High definition television, ovvero "televisione in alta definizione". La definizione attuale delle trasmissioni televisive nello standard pal color, ma anche quella dei dvd, è - normalmente - di 720 x 576 linee o di 640 x 480 pixel. Andare verso l'alta definizione significa aumentare il numero di questi valori. Il massimo finora raggiunto è il cosiddetto full HD che ha una risoluzione di 1920 x 1080 pixel. Nel mezzo c'è l'HD ready, che di norma si aggira sui 1366 x 768 pixel. Abbiamo dato i numeri! Ma è stato necessario per mettersi d'accordo sull'idea di "definizione dell'immagine". Adesso parliamo finalmente dei pannelli, leggi televisori, che rendono - e renderanno sempre di più - possibile la visione di un film o di un evento sportivo con immagini definite e lucenti. Per molti anni siamo stati abituati a fare i conti con televisori più o meno grandi, ma tutti con la caratteristica di possedere un'importante profondità; oggi entriamo in un ipermercato e vediamo schermi enormi ma sottili, da appendere al muro come un quadro. Qui sconfiniamo in un campo di battaglia, in una lotta fra due giganti che si contendono il primato della "visione perfetta"; lo scontro è fra due tecnologie, quella al plasma e quella Lcd.È questa una lotta che riguarda i gusti personali e quelli... del nostro portafoglio! I primi televisori flat (piatti) sono stati quelli al plasma, ma il monopolio è durato poco, raggiunto dalla tecnologia Lcd che è un po' più antica. Proviamo a spiegare brevemente e ad evidenziare alcune differenze fra questi due sistemi. Un televisore al plasma è formato da una serie di microcelle piene di gas che s'illuminano se sollecitate da un'energia elettromagnetica. Lo schermo al plasma fino ad ora è stato il re indiscusso dei pannelli superiori ai 36 pollici, l'Lcd aveva difficoltà ad ingrandirsi al di sopra di questa soglia. La differenza principale fra il plasma e l'Lcd sta nel fatto che i pixel Lcdnon emettono alcuna luce, ma sono illuminati da una lampada a luce bianca non polarizzata. Un pixel di questo tipo funziona come selettore della luce emessa (virando sul rosso, sul blu o sul verde). Un'altra differenza da tenere in considerazione è il consumo di energia elettrica: per far funzionare uno schermo Lcd sono sufficienti 20 volt; per uno al plasma ce ne vogliono (a seconda della grandezza) diverse centinaia. D'altronde il plasma è forse ancora più vicino alla nostra idea di televisione: i colori e il movimento delle immagini sono più simili alla tecnologia del tubo catodico (Crt). Nei pannelli Lcd i colori sono forse più "artificiali" e il contrasto è un po' più sfumato; ma forse il difetto più importante di questi televisori è legato alla profondità del colore nero. Infatti, a causa della lampada che deve retroilluminare le matrici Lcd, si ha sempre una percepibile fonte di luce. Entrambe le tecnologie vanno verso continui mutamenti in senso migliorativo e ormai sia i plasma che gli Lcd sono HD ready, pronti per le trasmissioni ad alta definizione e per i futuristici nuovi dvd (lettori e supporti) che useranno due tecnologie speculari: HD dvd e blu ray, di cui parleremo - magari - in una delle prossime puntate. In ogni caso il metodo migliore per scegliere un bel televisore da appendere al muro è quello di rivolgersi a persone specializzate e farsi mostrare "dal vivo" le prestazioni e le differenze fra le due tecnologie. Persone esperte come Massimo Trubbi, Francesco La Rosa e Marco Tarducci dell'Ipercoop di Sesto Fiorentino, che ci hanno aiutato non poco per la realizzazione di questo articolo e ai quali va il nostro ringraziamento.
Glossario

Digitale terrestre - È la tecnologia che permette di ricevere sul televisore di casa trasmissioni televisive dello stesso livello della tv satellitare senza dover ricorrere all'installazione dell'antenna parabolica, ma utilizzando l'impianto ricevente preesistente, affiancato da un decoder, ovvero un apparecchio che ha come funzione quella di decodificare un segnale video, precedentemente codificato dall'emittente al momento della trasmissione per renderlo fruibile da chi ha pagato la quota di abbonamento all'emittente stessa.

Hdtv -High Definition Television, vale a dire la più alta risoluzione visualizzabile da un televisore digitale (anche se esistono tentativi più che dignitosi di Hdtv su tecnologia Crt).

Pal - È lo standard della televisione a colori che abbiamo in Italia (nasce in Germania negli anni '60). È l'acronimo di Phase alternation line, ovvero linea a fase alternata. Le linee dei tradizionali televisori a tubo catodico si dicono infatti interlacciate, vale a dire che le linee dispari e quelle pari si alternano sullo schermo (a 50 o 100 hertz).

Lcd - Liquid crystal display: è uno schermo sottile e leggero fatto in plexiglass e non in vetro come gli schermi a tubo catodico o al plasma. È composto da un liquido intrappolato in numerose celle. Ogni cella è provvista di contatti elettrici in modo da poter applicare un campo elettrico al liquido che contiene.

Pixel - Contrazione di picture element. Ovvero l'elemento più piccolo di un'immagine digitale.

Plasma - È una tecnologia che si basa su microcelle di gas che quando vengono sollecitate da una radiazione elettromagnetica virano allo stato di plasma, che non significa "liquido" ma lo stato di un gas eccitato.

Pollici - La misura della diagonale dello schermo.

Tubo catodico - Detto anche Crt, ovvero Cathode ray tube. È un ambiente sotto vuoto nel quale vengono create le immagini grazie a fasci di elettroni che vanno a colpire una superficie di vetro ricoperta di fosfori.