L'attività fisica fa bene a tutti, ma senza esagerare. Intervista al professor Giorgio Galanti, esperto in medicina dello sport

Scritto da Alma Valente |    Ottobre 2002    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Questione di movimento
Può capitare, soprattutto quando si è dormito male perché troppo stanchi e stressati, di svegliarsi al mattino tutti intorpiditi e con la sgradevole sensazione che le nostre membra siano in tilt e facciano fatica ad obbedire agli input inviati dal cervello. Un buon caffè, anche se può aiutare, non basta. La ricetta magica è: attività fisica che, se praticata in maniera corretta e costante, aumenta la capacità di rendimento fisico regalandoci un benessere generalizzato. Attraverso l'attività fisica, infatti, tutti gli apparati del nostro organismo vengono coinvolti e stimolati: da quello muscolare a quello scheletrico, dal sistema nervoso all'apparato respiratorio, fino ad arrivare al sistema circolatorio e a quello endocrino e digerente. Molto spesso però, soprattutto se non siamo allenati, dopo uno sforzo fisico chi si fa sentire maggiormente con dolori o bruciori sono proprio i nostri muscoli. Ne abbiamo parlato con il professor Giorgio Galanti, ordinario di medicina dello sport dell'Università di Firenze.
«Il nostro apparato muscolare è molto più complesso di quanto comunemente si creda. Ogni muscolo ha una funzione specifica a seconda dei nervi che lo comandano e dei segmenti che muove. I muscoli scheletrici sono avviluppati da vari strati di tessuto, che agli estremi si fondono per formare i tendini che s'inseriscono sull'osso. L'inserimento consente di trasmettere all'osso la forza generata dai muscoli. In una fibra muscolare ci sono mediamente 4500 unità che si contraggono, ciascuna delle quali è costituita da due tipi di molecole chiamate miosina ed actina. Le variazioni di lunghezza del muscolo dipendono dallo scivolamento dei filamenti più spessi (miosina) rispetto a quelli più sottili (actina)».

Perché alcune persone sembrano avere una massa muscolare più grande rispetto ad altre?
La massa muscolare varia tra i singoli individui e questo dipende molto da fattori ereditari. Si possono identificare due tipi di fibre muscolari, distinguibili in base alle caratteristiche morfologiche e funzionali. Esse possono essere o "fibre rapide" in grado di esercitare forza elevata, con elevata velocità di contrazione e rapido affaticamento, oppure "fibre lente", a bassa velocità di contrazione che esercitano bassa forza, ma sono molto resistenti.

Questa distribuzione delle fibre può essere in qualche misura modificata attraverso l'allenamento?
Anche la distribuzione delle fibre varia tra persona e persona in relazione a fattori ereditari e, seppure in misura molto piccola, può essere modificata dall'allenamento, purché lo sforzo sia graduale, aerobico (cioè non troppo forte e con adeguato consumo di ossigeno, come la bicicletta o il cammino a passo svelto) e costante. Un allenamento specifico, inoltre, può modificare le capacità metaboliche delle fibre rapide e lente, migliorando le relative capacità di prestazione.

Avere dei muscoli allenati significa avere maggior forza?
La forza muscolare dipende dal tipo delle fibre muscolari e dalla leva con cui i muscoli lavorano. L'aumento della forza che si genera in conseguenza del potenziamento muscolare dipende da un maggior reclutamento di fibre per lo stesso nervo che le muove, e dalla modificazione della composizione delle fibre muscolari. Il sovraccarico di lavoro induce un aumento della sezione delle fibre muscolari, cioè ipertrofia.

Un muscolo che viene utilizzato più del solito o in maniera inconsueta si stanca più rapidamente. Perché?
Un muscolo non allenato a compiere un determinato sforzo funziona in modo anaerobico, cioè in carenza di ossigeno. Questo determina un diverso metabolismo delle sostanze utilizzate per fornire energia ai muscoli, che ha come conseguenza l'accumulo all'interno del muscolo di acido lattico. L'accumulo di questa sostanza, se modesto, determina una sensazione di calore, ma se è notevole si può avere un vero e proprio dolore, ed occorre un po' di tempo perché si smaltisca.

E' bene continuare gli esercizi quando avvertiamo questo tipo di disturbi?
Se avvertiamo questi disturbi vuole dire che abbiamo fatto un'attività fisica di entità superiore alle nostre possibilità muscolari. E' giusto continuare a muoversi, ma con un'entità di sforzo minore perché il lavoro muscolare sia aerobico.

Come influisce l'invecchiamento sui nostri muscoli?
L'età avanzata si accompagna di solito ad una progressiva debolezza muscolare, che in molti casi è responsabile di incidenti. L'invecchiamento è caratterizzato da perdita di massa e forza muscolare; questa, infatti, raggiunge il suo massimo fra venti e trenta anni, rimane inalterata fino a 50 anni e poi comincia a declinare. L'attività fisica, con esercizi di forza e di resistenza, attenua questo declino, ma soprattutto mantiene in efficienza l'apparato muscolare.


Con gli anabolizzanti
Gonfiati ma non forti
Ultimamente le cronache sportive propongono spesso il problema delle sostanze anabolizzanti. Ma di cosa si tratta in realtà?
I farmaci con effetto anabolizzante ("di crescita") maggiormente usati per potenziare l'azione muscolare appartengono alla famiglia degli steroidi maschili ad azione ormonale, introdotti in commercio nei primi anni '50 per curare deficienze ormonali. Sono usati anche nel trattamento di alcune forme di osteoporosi e per aumentare la massa muscolare negli anziani.
Ma gli steroidi sono realmente efficaci nell'aumentare la forza e le prestazioni atletiche? I risultati della ricerca medica in questo campo sono discordanti. Gli steroidi aumentano l'aggressività e quindi indirettamente agiscono come fattore di miglioramento della prestazione atletica. Secondo alcuni aumentano la massa, ma non la forza muscolare. Purtroppo le informazioni che derivano dalla sperimentazione ufficiale sono insufficienti, mentre le dosi di steroidi utilizzate per fini illeciti sono molto elevate e quindi non riproducibili. I culturisti usano gli steroidi e l'ormone della crescita per aumentare la massa muscolare, in realtà sono muscoli scolpiti e gonfiati, ma non forti. E' bene sottolineare inoltre che l'uso degli steroidi si accompagna ad effetti collaterali devastanti quali: atrofia testicolare, ridotto numero di spermatozoi e bassi livelli di testosterone nell'uomo; nelle donne, riduzione del volume delle mammelle, modificazioni del timbro della voce, aumento della peluria. Altri effetti collaterali possibili sono ipertensione, alterazioni della funzione tiroidea e del tessuto cardiaco.