Scritto da Stefano Giraldi |    Settembre 2007    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Quelle api non pungono
Uno dei granduchi medicei più stimati
che abbia avuto Firenze è stato senza dubbio Ferdinando I. Fratello minore di Francesco, il quale morì senza eredi maschi, lasciò la carica di cardinale, che ebbe dal pontefice Pio IV, per assumere quella di granduca di Toscana.
Durante il suo regno operò in Toscana innumerevoli lavori di miglioramento, fra cui la sistemazione del porto di Livorno, rendendolo porto franco, facendo una comunicazione più diretta per le merci tra Livorno e Pisa con il canale Naviglio e, cosa straordinaria, liberando finalmente il Mediterraneo dai pirati saraceni che per decenni avevano imperversato sul mare e sulle coste con gravissimi danni a merci e persone. Ferdinando I fu realmente uno dei migliori regnanti medicei.

Il monumento che ne esalta la grandezza lo possiamo vedere a Firenze in piazza Santissima Annunziata davanti a via dei Servi, che si chiude sulla bella cupola del Brunelleschi. Il monumento, fatto da Giambologna, ha alla sua base un gran numero di api (il popolo fiorentino) che convergono verso l'ape regina (che simboleggia il granduca) e al centro della targa di bronzo il motto di Ferdinando: "Maiestate tantum". Una leggenda popolare garantisce buona sorte a chi riuscirà a contare tutte le api senza toccarle.

Un'altra piccola curiosità: il bronzo usato dal Giambologna per fare il monumento era quello dei cannoni catturati ai pirati saraceni sbaragliati da Ferdinando I.

Fonti: Emanuele Repetti, Dizionario storico della Toscana; Rodolfo Malquori, Le vecchie strade e le piazze raccontano la storia di Firenze