Il morbo di Parkinson, una malattia dalle cause ancora sconosciute

Quel tremore incontrollabile
Il morbo di Parkinson è una delle malattie neurologiche più diffuse nell'età adulta, con una età media di inizio compresa tra i 50 e i 62 anni.
Si calcola che oggi vi siano in Italia 200.000 parkinsoniani, molti dei quali non ricevono ancora il trattamento farmacologico e riabilitativo più idoneo a controllare i sintomi della malattia.
Il morbo di Parkinson fu descritto già dall'inizio del secolo scorso, ma la sua causa rimane sconosciuta. E' molto recente la notizia che, per la forma familiare ereditaria (15% dei casi), è stato localizzato il gene responsabile nel braccio lungo del cromosoma 4. Gli scienziati sperano in un prossimo futuro di poter capire come e perché la malattia si sviluppa e elaborare metodi per prevenirla.
Quello che già si sa è che nel cervello dei parkinsoniani si verifica una perdita progressiva di cellule nervose e di una sostanza fondamentale da esse prodotta, la Dopamina, che trasmette impulsi nervosi. la conseguenza di questa perdita è un disturbo progressivo della motilità, che si manifesta con quattro sintomi principali:
BRADICINESIA o lentezza del movimento, per cui il paziente parkinsoniano appare rallentato nell'iniziare e proseguire un movimento (camminare, vestirsi, mangiare ecc.). Si può addirittura arrivare a periodi, di durata variabile, durante i quali il soggetto non riesce assolutamente a muoversi (blocco). Anche la parola diventa più lenta, monotona, difficilmente comprensibile.
TREMORE, più evidente a riposo e quando il malato è agitato, che colpisce soprattutto le mani e, in misura minore, gli arti inferiori.
RIGIDITA' (o aumento del tono di alcuni gruppi di muscoli), per cui il malato assume un atteggiamento tipico con capo e tronco inclinati in avanti, braccia piegate ai gomiti e strette al corpo, ginocchia leggermente flesse. Anche il viso appare rigido, con perdita dei movimenti spontanei; gli occhi sono fissi, leggermente dilatati.
Tale aspetto può dare l'impressione che la persona sia assente o, a volte, addirittura intellettualmente minorata. Invece i parkinsoniani, nella stragrande maggioranza, conservano intatte le facoltà intellettive.
DISTURBI DELL'EQUILIBRIO, per cui il soggetto è incerto nel mantenersi in piedi e nel camminare e sente il bisogno di un punto di appoggio. Si possono verificare cadute.
Sintomi accessori possono essere la depressione, i dolori, i disturbi dell'apparato digerente e della pressione arteriosa.
La malattia tende ad un progressivo peggioramento, ma bisogna sempre ricordare che il decorso può variare moltissimo da un soggetto all'altro e che ci sono forme a decorso benigno.
Di importanza fondamentale è la diagnosi precoce ed il corretto trattamento farmacologico. Sono infatti oggi disponibili numerosi farmaci, il cui effetto è quello di ripristinare il contenuto di dopamina nel cervello. Lo schema di trattamento è diverso a seconda dei sintomi prevalenti e dello stadio di evoluzione della malattia. Si possono utilmente associare ginnastica per il corpo e i difetti di parola e una dieta apposita. Da alcuni anni vengono eseguiti anche interventi di neurochirurgia (impianto di neurostimolatori in aree particolari del cervello) per controllare alcuni sintomi, quali il tremore, i movimenti involontari, la bradicinesia.
Nonostante tutto questo il Parkinson rimane una malattia grave e socialmente disabilitante.
Malati, familiari e amici si sono uniti a formare l'A.I.P. (Associazione Italiana Parkinsoniani), con lo scopo principale di fornire informazioni sulle novità in campo medico-farmacologico, sui centri medici e fisioterapici specializzati, sulla legislazione sanitaria e sociale.
Altri scopi sono quelli di attivare gruppi di autosostegno, coadiuvati da psicologi, e contribuire allo studio e alla ricerca sulla malattia.

Per saperne di più sulla Associazione Italiana Parkinsoniani Sezione Centro Territoriale di Firenze:
Aip, sezione territoriale di Firenze, via Vincenzo Monti 18/d, Scandicci, tel. e fax 055/254624. La sezione è aperta il martedì e il giovedì dalle 17.30 alle 19.30; il sabato dalle 9.30 alle 11.30.