Il mito di Europa

Scritto da Stefano Giraldi |    Maggio 2008    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

quel toro è un farfallone
«A un certo punto la figlia del re si azzarda a sedersi sul dorso del toro, senza sospettare di chi sia in verità». Così Ovidio nelle sue Metamorfosi (libro II) parla di Europa, una delle numerose conquiste di Giove. Invaghitosi della bellezza della principessa fenicia, figlia del re Agenore, il dio assunse l'aspetto di un toro bianco per poterla avvicinare mentre raccoglieva fiori sulla spiaggia di Sidone con le sue ancelle. Attratta dall'apparente mansuetudine del toro, Europa cominciò ad accarezzarlo e poi gli montò in groppa. Era proprio quello che aspettava il toro (Giove), che si lanciò in mare con la ragazza e nuotò dalla Fenicia, l'attuale costa del Libano, fino a Creta. Qui Giove si rivelò alla fanciulla, consumò il suo amore rendendo Europa madre di quattro figli e convincendo il re dell'isola di Creta a sposare Europa e ad adottare anche i figli. Questo è il mito - di origine greca - che ha dato il nome al continente nel quale abitiamo. Alcuni studiosi hanno però individuato una radice semitica nella parola "Europa", che acquisterebbe il significato di "tramonto".

Indubbiamente il mito d'Europa in groppa al toro ha sempre affascinato gli artisti di ogni epoca, a cominciare dall'antico frammento di un vaso di Beozia risalente alla metà del VII secolo a.C. passando poi al mosaico pavimentale della basilica di Aquileia (fine del I secolo d.C.) agli stucchi di Giulio Romano di Palazzo Te a Mantova (XV secolo) ai grandi pittori cinquecenteschi come Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Veronese, fino ai contemporanei. Ma la fortuna del mito è entrata anche in astronomia: una costellazione rappresenta il toro bianco dalle corna a forma di mezza luna in cui si trasformò Giove per rapire Europa. La stella più brillante della vasta costellazione del toro è Aldebaran circondata da un vasto ammasso di stelle visibili anche ad occhio nudo nel cielo di nord ovest. Il segno zodiacale del toro è proprio in questo mese di Maggio fino al giorno 19, un segno le cui origini si perdono davvero nella notte dei tempi.

Info: Europa e il mito di una fanciulla rapita, articolo a firma di Fabrizio Paolucci pubblicato sul n. 96 di Archeologia Viva (2002), Giunti Editore

Nella foto: Ratto di Europa, Guido Cagnacci (1601-1663), collezione Molinari Radelli, Marano di Castenaso (BO)