Kanzi scrive e comprende l'inglese. Una comunità che preferisce l'amore alla guerra

Scritto da Silvia Amodio |    Ottobre 2006    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Quel gran genio del bonobo 1
Lo scorso ottobre Kanzi ha festeggiato il suo 25° compleanno con una torta al cioccolato insieme ai suoi amici. Guarda spesso la tv, passa molto tempo davanti ai videogiochi e a suonare la tastiera ma, più di tutto, adora fare sesso di gruppo.
Una vita normale (a parte i gusti a luci rosse) per un tipo della sua età, se non fosse che Kanzi non è un ragazzo ma un bonobo, una specie di scimpanzé.
Di origini congolesi, è nato e cresciuto negli Stati Uniti e attualmente è ospite, insieme ad altri membri della sua specie, in un prestigioso centro di ricerca nell'Iowa, a Des Moines, dove vengono studiate le capacità cognitive della sua specie. Gli scimpanzé, per evidenti ragioni morfologiche, non sono in grado di articolare le parole ma possono imparare altri tipi di linguaggi.

Che Kanzi fosse un genio si è visto subito, da quando gli studiosi cercavano di insegnare alla sua mamma adottiva, di nome Matata, a "parlare" attraverso l'uso di un computer. Per evitare che il piccoletto potesse soffrire per una separazione, sia pur temporanea, decisero di tenere anche Kanzi nella stanza dove venivano condotte le ricerche. Così, mentre Matata veniva indottrinata, Kanzi giocava, osservava, girellava per la stanza. Dopo diversi mesi di lezioni però i risultati non dettero i frutti sperati: la mamma bonobo non imparò in modo fluente a comunicare. Inutile dire che i ricercatori erano piuttosto demoralizzati, quando successe un fatto insperato che cambiò il corso della storia. Kanzi di punto in bianco si rivolse ai presenti chiedendo nel modo corretto (digitando su una tastiera) di avere una mela! All'inizio pensarono che si trattasse di una coincidenza, invece Kanzi aveva effettivamente imparato molti vocaboli, semplicemente osservando quello che gli succedeva intorno.

Quel gran genio del bonobo 2
Era evidente che questa pallottola di pelo
era particolarmente predisposta, così tutte le attenzioni si concentrarono su di lui. Sue Savage Roumbaugh, la studiosa che da allora segue Kanzi, è partita da una semplice considerazione: come fa un bambino piccolo ad imparare a comunicare? Semplice, viene calato nella cultura umana a tempo pieno. Non si pretende, infatti, che un bambino impari a parlare in orari e in giorni prestabiliti, il modo in cui solitamente vengono condotte le ricerche linguistiche con gli animali.
Così Kanzi è cresciuto con la dottoressa Sue facendo una vita "normale". Va con lei in macchina, l'aiuta a cucinare, fanno pic-nic insieme raccogliendo la legna e preparando il barbecue. Insomma, vivono come una qualsiasi famiglia.

Il risultato è che Kanzi attualmente comprende perfettamente l'inglese parlato e comunicaattraverso l'uso di lessigrammi. Ad ogni lessigramma corrisponde una parola, che non necessariamente ha un riferimento iconografico. Per esempio, la mela può essere rappresentata da una X. Queste figure possono esprimere nomi, verbi, aggettivi, e anche stati d'animo. È stato costruito un computer apposta per Kanzi, e per gli altri bonobo con cui vive. Quando viene premuto un tasto, il simbolo scelto si impressiona sullo schermo e una voce pronuncia in inglese il significato corrispondente al simbolo. I simboli possono essere combinati per comporre brevi sequenze, che rimangono registrate sullo schermo. Così Kanzi può "scrivere" semplici frasi che si riferiscono al suo stato d'animo o ai suoi bisogni. I ricercatori si esprimono allo stesso modo, usando il computer, oppure parlando in inglese, creando un vero e proprio dialogo. Al momento Kanzi conosce circa 250 lessigrammi e sembra comprendere un'infinità di parole.
Anche gli altri bonobo sono poliglotti e, come nel caso degli umani, ognuno ha le proprie peculiarità: la sorella di Kanzi, Panpanisha, per esempio, è particolarmente brava con i videogiochi, come il pacman, quello dove l'omino giallo deve rincorrere e mangiare dei mostriciattoli.
Di certo la televisione piace a tutti, con una chiara preferenza per i programmi che hanno per protagonisti i bambini e gli animali, meglio ancora se scimmie. Se la visione non gli piace chiedono di cambiare cassetta con l'uso dei gesti o dei lessigrammi.

Anche Peter Gabriel, il famoso leader dei Genesis, è amico di Kanzi e spesso si reca al centro per fare una suonatina insieme a lui. Kanzi strimpella le tastiere e Peter armonizza sulle sue note. Da questa collaborazione artistica è nato un disco. Kanzi e la sua famiglia hanno creato un grande scompiglio nella comunità scientifica, non ancora pronta ad ammettere che anche altri animali, oltre all'animale uomo, sono in grado di avere un linguaggio e complessi processi cognitivi. Un'affermazione del genere fa vacillare le forti posizioni antropocentriche e molte certezze che ci hanno fatto sentire al sicuro fino ad ora.

I bonobo sono noti non solo per le loro inclinazioni linguistiche, ma anche perquestioni amorose. Fanno sesso in continuazione, senza operare grandi differenze: maschi con femmine, maschi con maschi, femmine con femmine. I loro orgasmi sono talmente contagiosi che spesso sfociano in vere e proprie orge. Questo è il loro modo di stemperare le tensioni e anche la chiave della loro intera vita sociale. Per esempio, invece che litigare per il cibo preferiscono amoreggiare e poi spartirsi equamente quello che c'è.
"Fate l'amore, non fate la guerra": così il famoso etologo Frans de Waal riassume ironicamente nel titolo di un suo articolo questo aspetto. Un riferimento al famoso motto degli anni '60, più che mai appropriato.



Aiuto ai bonobo

Il centro di Des Moines studia l'evoluzione culturale dei bonobo ed è impegnato nella salvaguardia dei pochi individui rimasti in libertà. Ha sempre bisogno di fondi per continuare la sua attività, in particolare per sostenere l'orfanatrofio per bonobo di Kinshasa. Donazioni possono essere fatte a:

Great Ape Trust Bonobo Fund
4200 44th Street
Des Moines, Iowa