Un fenomeno assai diffuso anche tra i giovanissimi. La dipendenza ha effetti tossici su organi vitali e provoca tumori

Scritto da Alma Valente |    Aprile 2015    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Disegno di L. Contemori

«Quale ragazza non sogna un abito bianco e una famiglia felice? A 22 anni questo sogno si realizzò. Conobbi un ragazzo bello e ricco in una sala da ballo. Fu amore a prima vista! O, magari, al primo sguardo e persa nei suoi occhi azzurri decisi di sposarlo. Dopo un anno il mio sogno si realizzò e quando ci sposammo mi tremavano le gambe per l’emozione.

Dopo venti anni il mio Principe Azzurro mi disse che amava una donna più giovane. E fu da allora che cominciai a soffrire di quel male profondo che si chiama infelicità. Una specie di malattia che ti porta a isolarti e a rinchiuderti in te stessa. Dopo qualche tempo anche gli amici mi abbandonarono. E nella mia grande casa mi ritrovai sola. Io, da astemia, cominciai con un bicchiere di vino “leggero” e poi ancora un altro, sino ad arrivare a una bottiglia, così andavo a letto senza pensare.

Dopo qualche tempo quella “Bordolese” non mi bastava più e cominciai con i super alcolici. Al risveglio, però, mi sentivo stanca e mi tremavano le mani soprattutto al lavoro. Ero ingrassata e gonfia e non mi riconoscevo più. La ricordo ancora quella notte del 2000, i miei vicini di casa festeggiavano allegramente ed io ero sola al tavolo con il mio amico-nemico: l’alcol. Fu allora che presi l’elenco telefonico e chiamai gli Alcolisti anonimi. Da quel momento la mia vita è cambiata. Il percorso è stato lungo, ma soprattutto ho compreso che distruggersi la vita per un uomo che non ti ama non vale la pena!».

Alla signora che mi ha fatto questo racconto ho promesso l’anonimato. E mantengo la promessa

Ci aiuta a comprendere l’entità del fenomeno il professor Valentino Patussi, direttore del Centro alcologico regionale Toscano. «Sono quasi quattro milioni gli italiani e le italiane che si ubriacano con un picco intorno ai 18-24 anni; ma si beve anche prima, come testimoniato dalle prevalenze rilevate anche nelle età comprese tra gli 11 e i 17 anni. È di preoccupante rilievo che non si tratti di “semplici” consumatori, ma di persone che bevono sino all’intossicazione prevalentemente nei luoghi di aggregazione giovanile come dimostrato dalle indagini europee Espad».

La legge impone che ai minorenni non dovrebbero essere vendute bevande alcoliche; quindi siamo di fronte a un grave problema.

«Oltre 400.000 giovani di entrambi i sessi di età inferiore ai 18 anni, che non devono consumare alcol, dovrebbero essere oggetto, insieme ai circa 8 milioni di italiani e italiane a rischio, di intercettazione e di intervento da parte di medici o strutture sanitarie al fine di evitare che un’abitudine non salutare possa progredire verso il danno e l’alcol dipendenza».

Oltre ai giovani, quale fascia di età è particolarmente colpita?

«Gli anziani rappresentano la popolazione con il maggior numero di consumatori a rischio con quasi la metà degli ultra 65enni maschi a rischio, circa 2.100.000 individui che insieme al 20% circa di ultra 65enni femmine richiederebbero una sensibilizzazione e rimodulazione dei consumi».

Come si spiega questo fenomeno?

«L’alcol è una sostanza attiva a livello cerebrale che induce dipendenza molto più delle droghe illegali più conosciute. È responsabile della formazione di tumori e determina effetti tossici su tutti i nostri organi, fra cui i più vulnerabili sono il fegato e il sistema nervoso centrale».

Quando possiamo dire che un individuo è dipendente dall’alcol?

«L’Organizzazione mondiale per la sanità definisce questo fenomeno come un insieme di fenomeni fisiologici, comportamentali e cognitivi in cui l’uso di alcol riveste per l’individuo una priorità sempre maggiore rispetto ad abitudini che in precedenza avevano ruoli più importanti».

A quali conseguenze porta questa patologia?

«L’alcol costituisce in Europa il secondo fattore di rischio di morte prematura e malattia, è ritenuto responsabile di circa 120.000 morti all’anno (1 su 7 tra gli uomini, 1 su 13 tra le donne, 1 su 4 tra i giovani nella fascia di età 15-29 anni)».

Oltre agli organi a rischio di malattie già menzionate, quali sono le altre conseguenze dell’alcolismo?

«Le patologie cardiovascolari, fra cui ipertensione e ictus, i problemi all’apparato scheletrico fra cui osteoporosi e fratture; il sovrappeso o la malnutrizione, le disfunzioni sessuali, l’infertilità; i problemi gravidici, fra cui aborto o danni al feto».

A quanto si apprende dalla cronaca l’alcol non causa danni solo a coloro che lo consumano, ma anche alle persone intorno, familiari e non.

«Certamente, si pensi agli incidenti stradali provocati da guidatori in stato di ebbrezza, a quelli lavorativi e domestici, oltre agli episodi di violenza e omicidi».

Quali gli interventi per contrastare il fenomeno?

«Non basta il solo approccio medico-biologico-farmacologico, e per questo esiste una fitta rete di strutture pubbliche del Sistema sanitario nazionale. Il fenomeno va affrontato anche da un punto di vista sociale, economico e politico. Tutta la famiglia e la comunità devono essere coinvolte in un processo di assunzione di responsabilità e di promozione della salute. In questo processo un impegno importante viene dal mondo del volontariato, quali gli Alcolisti anonimi e l’Associazione dei club alcologici territoriali».

Info: Centro di Alcologia Aou-Careggi; Centro alcologico regionale Toscana 0557946488, 7949650; Alcolisti anonimi 066636620; Club alcologici territoriali 3666888363

Alcolismo - Il videocartoon di Testadialkol. Da Repubblica TV – 04.02.13 - durata 2’ 46’’