La torre Matilda a Viareggio

Scritto da Stefano Giraldi |    Ottobre 2005    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Quei diavoli dei turchi
Nel 1534, lungo l'importante via Regia
(l'attuale Viareggio), fu deciso di costruire una torre - Torre Matilda - per sorvegliare la costa da eventuali incursioni di pirati turchi che all'epoca scorrazzavano per i mari della Toscana. I lavori terminarono nel 1541, e per un po' la torre assolse in pieno alla sua funzione di guardiana della zona.
Ma una ventina d'anni dopo, era il 1565, da due imbarcazioni turche sbarcarono un'ottantina di pirati armati: evitarono la torre ben difesa, raggiunsero Massarosa e rapirono quarantadue abitanti fra uomini, donne e bambini. Fu una delle più grosse tragedie dell'epoca in quella zona. La torre in seguito fu al centro di altri fatti - alcuni curiosi, altri tragici - fino a quando, nel 1825, venne trasformata in un carcere che fu chiuso solo nel 1944.

I pirati turchi continuarono a terrorizzare le coste della Toscana tanto da essere soprannominati "diavoli neri": ma il loro tempo volgeva alla fine. All'epoca regnava in Toscana il Granduca Ferdinando I de' Medici, secondogenito di Cosimo I, il quale rinunciò alla dignità cardinalizia dopo la morte del fratello Francesco I che gli apriva la successione.
Egli, oltre ad ampliare il porto di Livorno, dotandolo dello statuto di porto franco, creò una potente marina da guerra sconfiggendo i temuti pirati turchi (i mori). Chi meglio di lui, che era stato cardinale, poteva sconfiggere i terribili diavoli neri? I turchi così sparirono, ma non Torre Matilda, che ancora oggi sorge nel centro storico della città. Nel XVII secolo la torre fu rialzata di un piano, poi demolito nel 1947. Attualmente viene utilizzata per l'allestimento di mostre d'arte.



Bibliografia
Luigi Pruneti, La Toscana dei misteri, Le Lettere