Come leggere la composizione dei mangimi per i nostri amici domestici

Scritto da Silvia Amodio |    Maggio 2015    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Foto di D. Tartaglia

Come si leggono le etichette dei mangimi animali?

Lo abbiamo chiestoa Sergio Canello, medico veterinario esperto nell’alimentazione di cani e gatti e specialista in medicina naturale e patologie derivanti dal cibo.

Con quali criteri viene fatta la lista degli ingredienti?

«L'elenco delle materie prime è in ordine decrescente, cioè quella che è presente in misura prevalente è al primo posto, di seguito ci sono le altre. Per un ingrediente indicato come qualificante, per esempio “Crocchette al pollo”, si dovrà dare la percentuale di quell’ingrediente nella composizione».

Le norme sul cibo per animali indicano le quantità minime che ci devono essere di un determinato ingrediente vantato in etichetta?

«Sì, quando sono riportate in etichetta diciture quali “con” o “ricco in”, gli ingredienti menzionati devono essere presenti in quantità ben definite, e dovranno essere indicate sull’etichetta. Se si dichiara “al gusto di …” o “aromatizzato con …”, quell’ingrediente sarà presente con meno del 4 per cento; se c’è l’indicazione “con …”, ci dovrà essere almeno il 4 per cento di quell’ingrediente; se ce n’è di più, si potrà dichiarare “ricco di …” con almeno il 14 per cento, e la dicitura “menù” se quell’ingrediente è presente con più del 26 per cento. Alcuni ingredienti, ad esempio quelli con un sapore intenso come le erbe, necessariamente saranno inclusi a livelli più bassi. Esempio: una varietà “con carote” deve contenere almeno il 4 per cento di carote fresche, oppure l’equivalente di carote disidratate ricalcolate con la naturale presenza di umidità».

Quali materie prime possono essere utilizzate per il cibo per animali?

«Non sempre sono disponibili materie prime fresche o congelate, ma possono essere utilizzate anche in forma disidratata sia per una lavorazione più semplice, sia per la mancata disponibilità stagionale.

Nel cibo umido per animaliè permesso aggiungere l’acqua, in quantità sufficiente per ristabilire il grado di umidità originale delle materie prime. Per le carni è possibile utilizzare anche parti poco pregiate, l’industria europea del cibo per animaliconsidera carne non solo il muscolo, ma anche trippa, fegato, cuore, rene, che hanno un buon valore nutrizionale per gli animali.

Per produrre un alimento nutriente e conveniente, alla portata di tutti, l’industria impiega materie prime derivanti dalla filiera alimentare umana che sono in surplus rispetto alla domanda dei consumatori. Quindi le materie prime derivanti dalla macellazione sono tutte utilizzabili; se così non fosse, dovrebbero essere smaltite con un conseguente impatto ambientale».

Marchio Coop: mangimi equilibrati

L' intervistato: Sergio Canello, medico veterinario esperto nell’alimentazione di cani e gatti, specialista in medicina naturale e patologie derivanti dal cibo.

Alessandro Gnudi, specialista del settore cibo per animaliper Coop Italia, sottolinea che nei mangimi vengono impiegati gli stessi criteri di qualità e controllo utilizzati per l’alimentazione umana e ci spiega che «nell’ottica di fornire un crescente livello di sicurezza, Coop interviene nella formulazione dei prodotti a proprio marchio, definendo rigorose politiche in merito all’utilizzo di ingredienti e additivi.

Negli ultimi anni anche la qualità della vita dei nostri animali è migliorata, per questo stiamo attenti a formulare dei mangimi equilibrati. Ci deve essere un sufficiente apporto di acidi grassi essenziali sia nel cane, sia nel gatto, si dovrà evitare un eccesso di grassi (in particolare quelli saturi) per ridurre il rischio di obesità.

Nel gatto dovrà essere assicurata un’adeguata presenza di taurina, aminoacido essenziale per questo animale. E poi, fosforo, vitamine, calcio, tutto ciò che serve per garantire ai nostri amici una buona salute. Coop privilegia l’utilizzo di materie prime di elevato valore nutrizionale e digeribilità, sia di origine animale che vegetale».

«Un aspetto invece ancora da sviluppare – prosegue Gnudi - è quello legato a ingredienti allergizzanti. Le soluzioni sono individuali perché si tratta di problemi molto specifici, nei quali non è possibile, per ora, disporre di criteri applicabili a gruppi di soggetti e a precisi ingredienti. Di fronte alle divisioni del mondo scientifico, in merito a potenziali rischi per l’uomo e per l’ambiente derivanti dalla coltivazione e dall’utilizzo di Ogm e derivati, Coop ha deciso di non utilizzarli all’interno dei prodotti alimentari a proprio marchio».

L'intervistato: Alessandro Gnudi, specialista del settore pet food Coop Italia

Etichette Pet Food - Saper leggere le etichette: crocchette per cani. Dal canale Polepoleproduction – 20.11.13 - durata 1’ 03’’