Cerreto Guidi

Scritto da Leo Codacci |    Febbraio 1998    |    Pag.

Scrittore ed esperto in enogastronomia

Quattro rampe per i Medici
Quando nel XVI secolo i Medici scelsero Cerreto come posto per andare a villeggiare non sbagliarono davvero poiché qui l'aria è salubre, l'umidità della notte non esiste e il caldo dell'estate è attenuato dal venticello che arriva dal mare.
Il Buontalenti, che progettò molte sue costruzioni alla magnifica villa medicea di Cerreto, ha lasciato diverse testimonianze della sua presenza, anche nelle quattro maestose rampe che a Cerreto chiamano i ponti.
Per poter andare veloci nel lavoro fu costruita appositamente una fornace e tutto terminò in due anni, pochi anche per i tempi attuali, fatti di macchine, di aiuti meccanici, di grandi tecnologie.
E invece bastarono 24 mesi per far apparire, su quello che era un piccolo monticello, la villa che ancora oggi guarda Santa Liberata.
Cerreto è anche famosa per le continue lotte e i furti reciproci: secchi, chiavistelli, perfino campane passavano da un castello di Vinci a un altro di Cerreto, da una villa cerretese a una di Vinci. Tante cose avvennero, perfino morti se ne contarono molti... e il Rio dei morticini è lì a ricordare una stupida battaglia fra i due paesi.
A Cerreto Guidi c'è ogni anno la Mostra del vino: ed è vino di quello buono, perché queste colline, questi valloncelli che degradano fino alla piana che porta a Montecatini hanno terra e clima adatto.

Fra arte e storia
Il capoluogo è nominato per la prima volta, come Cerreto in Greti, in un documento del 780. Il nome attuale, oltre ai cerri che popolavano la zona, ricorda la dominazione dei Guidi, originari del Casentino, documentata fin dal 1086. Diviso tra pianura e collina, nel Valdarno inferiore, il comune di Cerreto Guidi si incunea fra le province di Pisa e Pistoia; durante il Medioevo vi fu edificata una rocca, trasformata in villa dai Medici, ancora oggi il monumento più importante della città. Collegata alla villa da una galleria, la parrocchiale di San Leonardo (documentata fin dal X secolo ma radicalmente strutturata nel 1827) ospita dipinti della cerchia di Ridolfo del Ghirlandaio, un fonte battesimale in terracotta invetriata di Giovanni della Robbia (1511) e un crocifisso ligneo del Giambologna sull'altar maggiore. Il tozzo campanile si innesta sui resti di una delle torri dell'antica rocca. L'attigua Palazzina dei cacciatori è l'antica fattoria della villa. Poco fuori, verso Montecatini, si trova il santuario di Santa Liberata.

Un anno di feste
Tradizione e folclore a Cerreto Guidi
Il Palio del Cerro
Tutti gli anni, a cominciare dal 1968, il venerdì precedente la prima domenica di settembre, le quattro contrade del paese si sfidano in antichi giochi di forza, destrezza e di agilità: il tiro alla fune, il tiro con la balestra e il tiro dei cerchi, l'esilarante corsa nelle bigonce e la corsa sui 'troppoli', cubi di legno legati sotto le suole delle calzature, sui quali è pressoché impossibile mantenersi in equilibrio. La tradizione vuole che i giochi ricordino le antiche sfide fra rioni e paesi, di cui restano memorabili quelle con Vinci. La disfida è introdotta da una rievocazione storica, con sfilata per le vie del centro di figuranti in costumi del '500.
Il Carnevale
Feste e sfilate nelle quattro domeniche di Carnevale.
Festa di S. Liberata
Grandi festeggiamenti per la santa patrona del paese. La festa, che cade dalla prima alla seconda domenica di settembre, risale al 1750.
La sagra del pesce
In località Bassa nei quattro fine settimana tra giugno e luglio.
Minipalio
E' una gara alla quale partecipano i ragazzi delle varie contrade del paese. Si festeggia la domenica antecedente il martedì di Carnevale a partire dal 1984.

Per informazioni:
Pro loco, tel. 0571/55529