L'impossibilità di controllare la vescica è un problema molto diffuso fra gli anziani, e non solo. Rimedi senza pannolone

Scritto da Alma Valente |    Settembre 2009    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Consultando i vari siti internet sembrerebbe che il volume di pannolini e pannoloni da smaltire ogni anno in Italia formerebbero un grattacelo alto 1500 metri e largo come un campo di calcio. Ma, se l'uso di questi supporti nei primi mesi di vita è strettamente limitato nel tempo, lo stesso non si può dire quando a farne uso è un adulto.

Tutto ciò porta alla ribalta il grosso problema della incontinenza urinaria in età più matura. Cominciamo dagli over 65 che, pur essendo ancora giovani, possono incorrere in questo problemino. Dati e consigli ci vengono dal dottor Matteo Monami, geriatra presso l'Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi.

Si stima che in Italia circa 2,5 - 3 milioni di persone soffrano di incontinenza urinaria. Questa patologia è molto più frequente nelle donne fra le quali, dopo i 65 anni, più del 50% ne soffre almeno occasionalmente. È accertato che almeno il 50% delle persone residenti nelle case di riposo per anziani soffrono di questo problema e nel 70% dei casi il problema è al femminile.

 

Cause

Nelle donne in età avanzata l'impossibilità di trattenere la pipì può essere causata da molteplici problemi: da stress, che dal punto di vista clinico consiste nella perdita di urina in conseguenza di aumenti della pressione addominale, come colpi di tosse o starnuti, il tutto dovuto alla mancanza della muscolatura del pavimento pelvico (i muscoli che stanno tra l'ano ed i genitali esterni), altre cause possono essere (tra le altre) cistiti ed obesità.

Negli uomini la causa più comune di perdite da sforzo è rappresentata dall'esito di interventi chirurgici sulla prostata o, magari, solamente ingrossata, oppure patologie neurologiche, prime fra tutte la malattia di Parkison o la sclerosi multipla.

 

Come fare

I rimedi possono essere farmacologici o chirurgici. Nel caso di problemi alla prostata o di anomalie ginecologiche, molto importanti sono le terapie educazionali e riabilitative. La riabilitazione "vescico-sfinterica" comprende varie tecniche a volte anche completamente diverse fra loro quali ad esempio: la rieducazione vescicale che può avvenire con metodologie diverse permettendo il ripristino della normale attività della vescica aiutando a cancellare abitudini erroneamente acquisite nell'emettere le urine; oppure la fisiochinesiterapia perineale che utilizzando esercizi fisici permette il rinforzo della muscolatura perineale, in grado di opporsi ad eventuali piccole o modeste fughe di urina.


Mamme incontinenti

E dal geriatra passiamo a chi quotidianamente porta alla luce tanti bambini e segue le mamme con il piccolo-grande problema dell'incontinenza. Sentiamo cosa ci dice su questo argomento il professor Carlo Penna, direttore del Dipartimento di ginecologia, perinatologia e riproduzione umana dell'Università di Firenze.

«L'anatomia del pavimento pelvico femminile predispone a problemi dei meccanismi di tenuta. Inoltre alcune modificazioni fisiologiche femminili, quali quelle associate con la gravidanza, il parto o la menopausa comportano un peggioramento delle condizioni che permettono una normale emissione di urina. Le altre cause favorenti l'incontinenza urinaria sono: i traumi del perineo, la stipsi, l'obesità e le infezioni urinarie ripetute».

Cosa si intende, professor Penna, per incontinenza urinaria?
«È un termine generico che indica solamente una delle manifestazioni dei problemi legati ai muscoli del pavimento pelvico. Sarebbe più opportuno parlare di disfunzioni perineali le quali comprendono: il prolasso genitale, l'incontinenza urinaria da sforzo, l'incontinenza da urgenza e il dolore cronico pelvico perineale».

Si può prevedere la comparsa di incontinenza dopo il parto?
«Dobbiamo sottolineare che un importante studio prospettico canadese condotto su 1000 soggetti ha dimostrato che l'insorgenza di incontinenza urinaria da sforzo durante la gravidanza è il principale fattore di rischio per essere soggetti a tale disfunzione anche dopo il parto, indipendentemente dalla modalità con cui si partorisce (via vaginale o taglio cesareo)».

E cosa dovrebbero fare le gestanti?
«Prevenire le alterazioni della muscolatura pelvica durante la gravidanza riduce il rischio di incontinenza urinaria nelle età successive. La prevenzione deve prevedere il controllo delle condizioni predisponenti quali l'eccessivo incremento ponderale, lo stretto controllo della glicemia per la prevenzione della patologia gestazionale diabetica, il trattamento locale delle infezioni urinarie ricorrenti».

Se il fenomeno si presenta qual è l'alternativa al pannolone?
«Sebbene non molto diffuse, le pratiche di allenamento dei muscoli del pavimento pelvico o di rieducazione dei nervi pelvici hanno dimostrato una elevata efficacia per la salvaguardia della funzione muscolare in quella zona. Il loro utilizzo è fondamentale soprattutto nei periodi più delicati di una donna (gravidanza, parto, menopausa), in caso di attività fisica importante (lavori manuali, sport agonistico) o in seguito ad interventi chirurgici pelvici o perineali».

Buone notizie dunque: se ci rivolgiamo agli esperti, possiamo risparmiare lo spiacevole incomodo del pannolone.

 

RICORDI
Sara la dolce

Qualche giorno fa mio marito, vedendomi scrivere questo articolo su vari pannolini e pannoloni, gentilmente mi ha detto: «sarà dura scrivere qualcosa di poetico su questo argomento!». Dentro di me pensavo di non farcela, invece alzando gli occhi dalla mia scrivania ho visto la foto di Sara, la mia dolce amica a quattro zampe che mi ha accompagnato per diciotto anni. La presi al canile di Porta Portese nel 1986 e, pur essendo grande e grossa, si faceva la pipì addosso per la paura degli umani, gli stessi umani che la chiamavano un cane "vigliacco".

Una sera però, io fui aggredita da un "balordo"; la chiamai e mi salvò la vita. Ora la mia dolce compagna di tante gioie e battaglie se n'è andata, ma sono certa e fiduciosa che quando arriverà anche per me il momento del "grande salto", lei sarà lì ad aspettarmi scodinzolando facendomi ancora una volta capire che, pur facendosi pipì addosso, la parola morte appartiene solo a chi, non credendo nella vita e nell'amore, ostenta atteggiamenti di forza solo per prevaricare gli altri. Insomma: i "vigliacchi" veri!

 


Disegno di Lido Contemori.

 


Notizie correlate

Salute a tutto campo

I primi risultati della sperimentazione. Intervista all'assessore Graziano Cioni e al direttore di Firenze Fabio Focardi