Intervista al dottor Donato Matera

Scritto da Alma Valente |    Aprile 1999    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Il dolore?
Quando il dolore è malattia
Nessuno lo vorrebbe. Ma se non ci fosse sarebbe un vero problema. Il dolore ha infatti la funzione di segnalarci che qualcosa nel nostro organismo non va - una ferita, una malattia, un trauma - permettendo così al corpo di organizzare le proprie difese. Di solito, per fortuna, l'esperienza dolorosa è limitata nel tempo. Esistono invece altri casi - l'1 per cento della popolazione adulta, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità - in cui può durare per mesi o per anni, peggiorando in maniera significativa la qualità della vita e procurando, in situazioni estreme, un'invalidità permanente. Insomma, un vero e proprio dolore cronico che, superata una certa soglia, 'non deve essere più considerato soltanto un sintomo, ma esso stesso una malattia', come dice il dottor Donato Matera, responsabile dei servizi di Algologia (ramo della medicina che si occupa della terapia del dolore) degli ospedali Iot, Torregalli e Ponte a Niccheri di Firenze. E la soluzione diagnostica di queste sindromi non è facile, perché il quadro di partenza si presenta nelle forme più diverse. C'è chi soffre di cefalea o di emicrania; chi di malattie reumatiche o artritiche, chi di nevralgie del trigemino o post-erpetiche (cioè causate dall'herpes zoster, o fuoco di Sant'Antonio) fino ad arrivare alle malattie neoplasiche in fase avanzata, nelle quali il dolore è presente in oltre il 70% dei casi.
Quali sono i metodi degli specialisti di terapia del dolore per alleviare le nostre sofferenze? 'Il primo passo per una corretta terapia antalgica è un'accurata valutazione del tipo di dolore. Una volta poi riconosciute le sedi di insorgenza le strade possono essere molto diverse e variare a seconda dei casi - spiega il dottor Matera -. Il dolore reumatico, per esempio, può essere alleviato con gli anti-infiammatori non steroidei, i cosiddetti Fans, che svolgono la propria azione a livello periferico, mentre nelle neoplasie in stato avanzato buoni risultati si possono ottenere con i derivati dell'oppio, morfina e simili, che agiscono direttamente sul sistema nervoso centrale. Fra le varie modalità di trattamento, inoltre, c'è anche quella chirurgica, di sicura efficacia in molte patologie, tra cui quelle del trigemino'.
Ma all'interno dei centri specializzati vengono utilizzate con successo anche terapie alternative, come l'agopuntura. Disciplina millenaria della medicina cinese che, stimolando attraverso aghi alcune terminazioni nervose, ciascuna coincidente con una zona del corpo, modula il dolore a livello del sistema nervoso centrale. Risultato? Attraverso questa procedura vengono liberate nel nostro corpo sostanze simili alla morfina, le cosiddette endorfine, che agiscono come analgesici naturali. Da questa breve rassegna emerge dunque che oggi gli strumenti per combattere il dolore inutile sono tanti e sempre più sofisticati. L'importante però è rivolgersi ai centri specializzati, all'interno dei quali anestesisti, oncologi, neurochirurghi, personale infermieristico e associazioni del volontariato sono in grado di valutare e trattare il problema. Offrendo al cittadino sofferente quell'atto dovuto dalla società, come è stato più volte indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità.

A Siena contro il dolore
Sebbene il dolore possa essere controllato nella quasi totalità dei pazienti, la situazione nel nostro paese presenta ancora gravi lacune terapeutiche e culturali. I pazienti oncologici in fase avanzata della malattia, per esempio, in alcune realtà vengono ancora etichettati come 'incurabili' e abbandonati al loro destino. E' proprio in quel momento così difficile dell'esistenza, invece, che è necessario un intervento più mirato a risolvere il problema. Proprio a questi argomenti, così difficili e delicati, verrà dedicato un congresso internazionale intitolato 'Il dolore e la sofferenza. Esperienze cliniche, aspetti etici e solidarietà'. L'iniziativa si terrà dal 15 al 17 aprile a Siena, nel complesso di Santa Maria della Scala, piazza Duomo 2. Organizzato dall'Associazione di volontariato QuaVio (Qualità della vita in oncologia), al congresso parteciperanno medici e pazienti di tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Russia, per trattare un tema che coinvolge milioni di persone.