Una malattia in crescita che colpisce soprattutto gli anziani, dovuta anche a patologie o carenze alimentari

Scritto da Alma Valente |    Febbraio 2010    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Si calcola che nel mondo, dai 12 ai 15 milioni di individui siano non vedenti a causa della cataratta; si pensi che solo in India i ciechi per questa malattia sarebbero circa 6 milioni. Una mancanza di "luce" che, nei Paesi più poveri del mondo può portare addirittura alla morte perché questa grave disabilità impedisce a tante persone di procurarsi il cibo necessario per la sopravvivenza.

Noi in Italia siamo più fortunati perché, grazie al nostro sistema sanitario, la malattia può essere agevolmente curata. Il dottor Alessandro Franchini, Dirigente medico dell'Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze ci aiuterà a conoscere, senza paura, qualcosa di più su questa patologia.

 

Cos'è la cataratta?
È una patologia dovuta alla parziale o totale opacizzazione del cristallino (una delle lenti del nostro occhio) provocata dalla degenerazione delle proteine che lo compongono. Interessa soprattutto le persone anziane a causa dall'invecchiamento dei tessuti. Ma possono esistere anche forme congenite, traumatiche o secondarie ad altre malattie (ad esempio: glaucoma, distacco di retina, miopia) o da patologie che colpiscono l'intero organismo come le carenze alimentari ed il diabete.

 

Con quale frequenza si presenta?
La sua frequenza è destinata ad aumentare nei prossimi anni, sia per la forte crescita demografica nei paesi del terzo mondo, che per l'incremento delle quote di invecchiamento della popolazione dei paesi industrializzati. Per esempio, negli Stati Uniti è stato stimato per il 2030 un incremento dell'82% della popolazione di età superiore a 54 anni e del 150% della popolazione di età superiore agli 84 anni. In Italia è emerso che, negli ultimi 30 anni, la popolazione di età superiore a 64 anni è aumentata del 92% e quella di età superiore a 74 anni addirittura del 116%. Di conseguenza l'intervento per la rimozione del cristallino è quello oggi più eseguito al mondo e che assorbe le maggiori risorse economiche.

 

Come ci si accorge di avere la cataratta?
Il sintomo più comune è l'abbassamento progressivo della capacità visiva che può svilupparsi in qualche mese o a volte in qualche anno. Spesso uno dei primi segni è la percezione di un "abbagliamento" in condizioni di luce intensa. Altre volte può essere presente una alterazione della percezione dei colori o di aloni luminosi intorno alle sorgenti di luce o magari anche la sensazione di immagini sdoppiate.

 

Cosa si intende per "cataratta matura"?
È un vecchio termine che indicava quando una cataratta era evoluta e pronta per essere operata. In passato infatti le tecniche chirurgiche erano tanto più sicure quanto più venivano eseguite su cataratte ormai completamente opacizzate. Con le moderne tecniche questo concetto si è ribaltato ed oggi aspettare che la cataratta sia evoluta o "dura", come comunemente viene detto, può addirittura aumentare le difficoltà chirurgiche.

 

Sono utili i colliri rischiaranti?
Da alcuni anni sono stati via via proposti numerosi colliri a base di sostanze antiossidanti, vitamine, sali minerali ed altro, nel tentativo di trovare una soluzione farmacologica che consentisse ai pazienti di evitare l'intervento o quantomeno di posticiparlo. A distanza ormai di molti anni possiamo affermare che non esistono evidenze scientifiche che queste terapie influenzino l'evoluzione di tale patologia, il cui trattamento resta quindi di pertinenza chirurgica.

 

La terapia chirurgica.
Negli ultimi anni l'intervento di cataratta ha subito una evoluzione rapidissima legata allo sviluppo di nuove tecnologie. Oggi viene eseguito attraverso microincisioni che consentono un rapido recupero funzionale. Trenta anni fa veniva eseguito in anestesia generale ed era necessaria una settimana di ricovero in ospedale, con il paziente bendato anche ad entrambi gli occhi. Oggi viene eseguito ambulatorialmente, in anestesia locale (con il solo uso di gocce di anestetico) e il paziente porta per un giorno solamente una conchiglia protettiva trasparente. Tutto questo, anche se associato all'altissima percentuale di successi, non deve però far pensare che sia un intervento semplice e privo di rischi o possibili complicanze. Pertanto è necessario non sottovalutarlo e rivolgersi con fiducia a centri e professionisti preparati che siano in grado di garantire tutte le necessarie norme di efficienza e sicurezza.

Abbiamo compreso che avere la cataratta non è una condizione grave o irreparabile, ma è prudente fare periodici controlli dal nostro oculista di fiducia, specie se ci avviamo verso la terza età.



Problemi oculistici
Distacco di retina

Tra i problemi che può causare la presenza di cataratta è la difficoltà ad esplorare il fondo dell'occhio, mascherando così la presenza di altre malattie. La più temibile è rappresentata dal distacco di retina; per cui il dottor Franchini ha voluto anche spiegarci come ci possiamo accorgere che è in corso un distacco di retina.

I sintomi iniziali sono quasi sempre non ben definiti: i pazienti lamentano la comparsa di flash luminosi e/o delle cosiddette mosche volanti, che appaiono come corpuscoli scuri, mobili. Più tardi l'estendersi del distacco può provocare la percezione di una tenda scura che copre zone sempre più estese del campo visivo fino ad interessare anche la zona centrale.

Molto importante è la diagnosi precoce che, consentendo di intervenire rapidamente attraverso la fotocoagulazione laser o l'esecuzione di un intervento chirurgico, può permettere un completo recupero visivo, tanto più sicuro quanto più rapida è stata la identificazione della malattia e minori le aree della retina interessate. Appare quindi di estrema importanza sottoporsi ad un esame del fondo oculare al comparire dei primi sintomi.

 

La cataratta
Cenni storici

Brevi cenni sulla storia della cataratta ci vengono dalla professoressa Donatella Lippi, associato di Storia della medicina: "...Pertanto, o per una malattia, o per un trauma, si raccoglie dell'umore sotto le due tuniche, dove ho detto essere uno spazio vuoto. Questo, indurendosi a poco a poco, ostacola la capacità visiva interna... Se la cataratta è piccola, se è immobile, ma ha il colore dell'acquamarina o del ferro luccicante, e lateralmente permette ancora una qualche percezione della luminosità, c'è speranza. Se è grande, se la parte dell'occhio è nera, ... se la cataratta ha un colore ceruleo o simile, se si muove e oscilla, non c'è quasi mai rimedio".

Così, Aulo Cornelio Celso, vissuto nel I secolo d.C., autore del trattato De Medicina, descrive la cataratta e il suo intervento, indicando una serie di manovre, che possono anche prevedere la necessità di frantumare la cataratta. Una patologia che è conosciuta da migliaia di anni ma che, fino alla metà del XVII secolo, si è creduto fosse un coagulo di "umore" davanti alla pupilla, in grado di bloccare l'emanazione dello spirito visivo dall'occhio, interferendo con la vista.

La cataratta è stata illustrata in dettaglio, per la prima volta, da Fabrizio d'Acquapendente (1533-1619). Solo molti secoli più tardi fu chiarito che l'opacità risiedeva nel cristallino e venne delineandosi una maggiore razionalità terapeutica, fino agli interventi chirurgici attuali.

 

Riflessioni
Con gli occhi di un gatto

Probabilmente risulterò monotona; però per me scrivere queste poche righe diventa più gravoso dell'articolo. Perché? Perché sono scritte da una penna particolare: quella del cuore! E allora mi sono chiesta cosa dovrei raccontare, magari che mia madre a 91 anni grazie al dottor Franchini cuce ed infila l'ago senza occhiali? No! Voglio parlavi di Mini, una gattina trovata per caso in un cestino della spazzatura. Era talmente piccina che entrava in una tazzina di caffè. Ora ha cinque anni e pur vedendo poco bene ogni giorno mi si arrampica addosso facendo le fusa come a ringraziarmi per averla salvata. Io Mini l'adoro e talvolta mi chiedo spesso: chi vede meglio: gli animali o gli umani? A questa domanda io saprei cosa rispondere. Ma visto che i sondaggi oggigiorno vanno "alla grande" perché non mi rispondete voi? Se volete, fate un piccolo sforzo per inviarmi delle riflessioni in merito. Grazie di cuore.

 


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