Cosa fare per diminuire il dolore e salvare la pelle

Scritto da Alma Valente |    Settembre 2017    |    Pag. 44

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

punture di insetti Dermatologia

Dalla primavera all’autunno la natura esplode con il rigoglio di piante, erbe e fiori, e poi un numero enorme di insetti, striscianti, saltellanti o in volo, che concorrono all’equilibrio dell’ecosistema. Ma tutta questa meraviglia della natura può dare problemi a noi umani, soprattutto a causa delle punture di insetti. Per parlare dei rischi che possiamo correre ci siamo rivolti alla dottoressa Donatella Macchia, dell’ospedale San Giovanni di Dio, Firenze.


Cosa possiamo fare per diminuire il dolore se ci punge una zanzara, un tafano, una vespa, o se un ragno o uno scorpione ci inietta il suo veleno?

«Sono casi molto diversi fra loro. Le reazioni derivanti da punture di zanzare, ragni e scorpioni non possono determinare reazioni allergiche, ma solo irritazioni della pelle. In generale si può sempre applicare del ghiaccio e una crema cortisonica e antibiotica che attenui il processo infiammatorio. Api o vespe, invece, possono provocare nei soggetti predisposti anche reazioni importanti, in questi casi occorre utilizzare antistaminici e cortisonici in compresse e valutare nelle ore successive. Le reazioni che evolvono lentamente non sono tuttavia preoccupanti, cioè non sono a rischio di eventi quali lo shock anafilattico. Quest’ultimo, o sintomi generali come orticaria, difficoltà respiratoria o altri, si manifestano nelle persone allergiche dopo pochi minuti dalla puntura».


Quali sono i rimedi che dovremmo portare con noi per curare i sintomi nella fase acuta?

«Senz’altro creme locali antinfiammatorie oltre ad antistaminici e cortisonici».


Se una persona ha avuto in passato reazioni gravi per la puntura d’insetti, quali farmaci deve portare con sé per evitare conseguenze più gravi?

«È lo specialista allergologo che consiglierà caso per caso i farmaci da “portare con sé”, dopo aver valutato che le reazioni precedenti sono state di tipo allergico. Solo nel caso di soggetti allergici ad api e vespe si può consigliare di avere sempre a disposizione anche l’autoiniettore d’adrenalina, dispensato gratuitamente in Toscana dopo valutazione allergologica».


Esistono dei test che possono rivelare la presenza di un’allergia alla puntura degli insetti?

«Sì, per gli insetti che possono dare reazioni allergiche, cioè api, vespe e tafani. Questi test si fanno solo in centri altamente specializzati, sono test cutanei ed esami del sangue; sarà dunque lo specialista allergologo che, sulla base della storia clinica - cioè delle reazioni precedenti che la persona ha avuto - e dei risultati dei test, darà sia la terapia per l’urgenza medica, sia l’eventuale terapia preventiva con vaccini specifici. Quest’ultima è proprio da considerare terapia salvavita, perché può modulare la risposta allergica consentendo alla persona di non avere più timore di reazioni gravi ad altre eventuali punture, con un grande miglioramento della qualità di vita».


Ortiche & Co.

Ma i pericoli possono venire pure dal mondo vegetale, con reazioni irritative anche importanti per il contatto con alcune erbe. Come dobbiamo comportarci? Se una persona viene a contatto inavvertitamente con l’ortica o con un’altra erba urticante, cosa deve fare nell’immediato?

«Se possibile non toccare o strofinare l'area interessata per 15 minuti - risponde la dottoressa Alessandra Nocentini, farmacista - . Sebbene il prurito o magari il dolore possano essere molto intensi, è importante non strofinare la parte lesa per evitare la liberazione d’istamina e di altri mediatori della reazione cutanea, che possono peggiorare ulteriormente la situazione. Poi, versare dell’acqua fredda o tamponare con ghiaccio la zona interessata dal contatto. Il freddo, infatti, dona sollievo al prurito».

Quali sono i medicamenti che dovremmo avere a disposizione per lenire il fastidio delle sostanze urticanti?

«Creme, pomate o lozioni a base di idrocortisone, da applicare localmente - aggiunge Nocentini -, possono essere utili per ridurre il rossore e fermare il prurito. L’uso di antistaminici orali può aiutare a contrastare le reazioni irritative, se sono estese su una parte del corpo più vasta. In farmacia si trovano prodotti da banco a base di cetirizina e loratadina. Per la maggior parte delle persone le reazioni da contatto non sono pericolose, ma si verificano rari casi di allergia specifica ad un certo tipo di piante, che può dare una risposta generalizzata quale lo shock anafilattico. Dato che la reazione può essere letale, è bene rivolgersi a personale medico in tempi brevissimi».


Gli intervistati:


Donatella Macchia

direttore SOS Allergologia immunologia clinica, ospedale San Giovanni di Dio, Firenze


Alessandra Nocentini

farmacista


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