Vespe, zanzare, zecche e meduse: come neutralizzarle

Scritto da Monica Galli |    Giugno 2018    |    Pag. 45

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare Lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme ad Alessandra Pesciullesi, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e per alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

rimedi per puntura di vespa Pelle

Insetti, ragni, ma anche pesci e meduse sono fra le più frequenti cause di fastidiose punture. I sintomi vanno da un semplice prurito fino a reazioni allergiche che richiedono un veloce intervento medico. Chi non è mai stato punto, non può sapere se è allergico o meno, infatti la prima puntura porta all'attivazione degli anticorpi IgE (immunoglobuline di tipo E) che saranno pronti per scatenare la reazione allergica solo alla seconda puntura.

Punture di zanzara

Per succhiare il nostro sangue, iniettano anestetizzanti e anticoagulanti. La reazione è vasodilatazione e produzione di istamina con comparsa di gonfiore, arrossamento e prurito (rarissime le allergie). Applicando del ghiaccio o comunque acqua fredda si provoca una vasocostrizione che riduce i sintomi. Bucce di banana, miele e bicarbonato o altri rimedi della nonna spesso consigliati non hanno conferma scientifica. Per contrastare l'effetto dell'istamina e ridurre gonfiore e prurito, se diventano particolarmente fastidiosi e duraturi, si può ricorrere a creme a base di cortisone, dopo aver comunque consultato un medico.

Punture di vespa e api

La vespa, insetto piuttosto aggressivo, punge se si sente minacciata e per evitare di farsi pungere nuovamente è bene allontanarsi subito dallo spazio in cui siamo stati attaccati. La puntura provoca un immediato e acuto dolore seguito da rossore, bruciore e prurito. Gli allergici possono andare incontro a shock anafilattico con respirazione molto difficile, nausea, sensazione di svenimento, abbassamento della pressione, mentre viso, gola e labbra possono gonfiare. Le api sono meno aggressive delle vespe e pungono se ritengono che sia in pericolo il loro alveare. Al momento della puntura il pungiglione e la sacca del veleno si staccano dal corpo dell'ape, che di conseguenza muore. Mentre il pungiglione è conficcato nella pelle, dalla sacca continua ad essere iniettato il veleno. Per questo è molto importante togliere il pungiglione prima possibile e senza schiacciarlo fra le dita.

Punture di zecche

Le zecche non saltano e non volano sulle loro vittime, ma si appostano all’estremità delle piante aspettando il passaggio di un animale o di un uomo. Hanno una bocca che può perforare la nostra pelle, ma il morso è generalmente indolore perché emettono una sostanza anestetica. Rimangono attaccate all’ospite per un periodo di 2-7 giorni e poi si lasciano cadere spontaneamente. Il morso della zecca non è di per sé pericoloso per l’uomo, piuttosto sono le infezioni trasmesse da questi animali ad esserlo. Per questo è sempre bene controllare la pelle una volta tornati a casa da una scampagnata, in particolare testa, collo, dietro le ginocchia, sui fianchi. Se ne troviamo una bisogna toglierla prima possibile, utilizzando delle pinzette e controllando di aver estratto tutto il corpo compresa la testa, poi è importante disinfettare bene. Se nei giorni successivi si manifestano sintomi di tipo influenzale o la zona punta diventa gonfia e dolorante, è bene rivolgersi al medico per escludere infezioni pericolose.

Punture di animali marini

La tracina, pesce molto comune nei nostri mari, vive nascosta nella sabbia e ha 5-7 spine dorsali piene di veleno. Se viene pestata il veleno provoca un dolore intenso, ma solo raramente nausea, vomito, tremori e svenimento. La cosa migliore da fare è eliminare gli eventuali frammenti di aculei sotto alla pelle e spremere il più possibile il veleno. Poi immergere in acqua molto calda per almeno 30 minuti in modo da disattivare le molecole velenose. Il dolore si allevia dopo circa 45 minuti ma in alcune persone può rimanere anche più a lungo. Se siamo punti dalle meduse, mantenere la calma, non strusciare la zona colpita per non rompere le vescicole contenute nei filamenti, peggiorando quindi la situazione, sciacquare con acqua di mare (meglio della dolce) e utilizzare una crema al cloruro di alluminio. Pipì e ammoniaca sono inefficaci.


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