Ancora un paio di mesi e poi faremo i conti: in euro, naturalmente. La
Prove di Euro
moneta unica europea entrerà in circolazione in gran parte dei paesi dell'Unione, dodici per l'esattezza, dal 1° gennaio 2002. Le lire non scompariranno subito dalla vita - e dal portafoglio - degli italiani. Ma dal primo marzo saranno dichiarate fuori corso, diventando oggetto per collezionisti.
Pur non essendo una novità, molti di noi non sono ancora psicologicamente pronti ad affrontare un cambiamento così radicale e definitivo. All'inizio non sarà una cosa facile, ma i vantaggi per i cittadini ci saranno, e con il passare del tempo diventeranno sempre più evidenti.

Cosa cambia
Dal primo gennaio 2002 non sarà più possibile emettere assegni in lire in quanto la lira rimane in circolazione solo per i contanti. A partire da questa data le banche (compresi i bancomat) e gli uffici postali metteranno in circolazione solo euro e ritireranno le lire.
«Il mio consiglio - dice Giuliano Vannini, direttore amministrativo di Unicoop Firenze - è quello di ritirare in banca un libretto di assegni in euro prima del 31 dicembre 2001, in modo da poter fare pagamenti fin dall'inizio del nuovo anno».
Chi farà la spesa in un supermercato potrà pagare in lire ma riceverà il resto in euro: un impegno preso dalla grande distribuzione proprio per accelerare la sostituzione della vecchia moneta.
«Nei primi tempi avremo ancora le lire nei nostri portafogli - continua Vannini -, pagheremo in lire ricevendo il resto in euro, forse capiterà di dover pagare parte della spesa in euro e parte in lire, perché non abbiamo l'intero importo in nessuna delle due monete. Insomma, prima ci togliamo di mezzo le lire e meglio sarà».
Proprio per questo motivo la fine del periodo di doppia circolazione, fissata inizialmente per il 30 giugno, è stata anticipata al 28 febbraio (in Italia e in Spagna), al 31 gennaio (in Francia), mentre in Germania questa fase non è addirittura prevista. Sarà comunque possibile cambiare le lire in banca anche dopo il 28 febbraio 2002 e la Banca d'Italia lo farà fino al 29 febbraio 2012 (il 2012 è bisestile).

Se la matematica non è un'opinione...
Un euro vale 1936,27 lire. Si parte subito male - hanno pensato tutti i cittadini italiani -. Non era più semplice arrotondare a 2 mila lire?
«Certo che era più semplice, ma non era possibile - risponde Vannini -. Il valore delle singole monete nazionali rispetto a quella europea è stato fissato dalla Banca centrale europea il 31 dicembre 1998, tenendo conto dei tassi di cambio che le monete partecipanti avevano, quel giorno, nei confronti del dollaro. In pratica è stata contata tutta la massa monetaria europea, come se facesse parte di un unico, immenso borsellino, e si è visto che era superiore di 1,17 volte rispetto alla massa monetaria in dollari. Un euro, quindi, era pari a 1,17 dollari e poiché all'epoca il dollaro valeva 1.654,93 lire, è bastato moltiplicare questa cifra per 1,17 per stabilire quante lire valesse un euro». 1.654 x 1,17 = 1.936,27 lire. Una conversione esatta, e come tale non arrotondabile. Questo valore, inoltre, non potrà più essere modificato. E d'altra parte anche tutti gli altri paesi dell'euro sono nelle stesse condizioni. Ogni euro è diviso in cento cent. E questa è un'altra cosa a cui bisognerà fare un po' di attenzione, perché gli italiani hanno perso l'abitudine a maneggiare i centesimi.
Un regolamento prevede norme precise per gli arrotondamenti, che devono essere effettuati nel rispetto della legge: le conversioni da valuta nazionale a euro devono essere arrotondate al centesimo superiore se il terzo decimale è maggiore o uguale a 5, al centesimo inferiore se è minore di 5. La stessa cosa vale per il cambio euro/monete nazionali.
Per quanto riguarda la scrittura di un importo, le regole sono le stesse che si usavano per la lira e le altre monete europee. Per separare le unità dai centesimi si usa la virgola, per separare le migliaia dalle centinaia si usa il punto.

Più ricchi o più poveri?
«La risposta a questa domanda è semplice - dice Vannini -. Non saremo né più ricchi né più poveri. La moneta non è altro che l'unità con cui misuriamo le risorse finanziarie. E' come misurare una distanza in miglia invece che in metri: i valori cambiano ma la distanza rimane la stessa».
Certo, nei due mesi di transizione dovremo fare attenzione ad usare l'una o l'altra moneta, perché i valori sono ben diversi: con mille lire non ci paghiamo neanche un caffè, mille euro sono quasi due milioni di lire (1.936.270 lire per l'esattezza). E il concetto di "milionario" diventa senz'altro più interessante, visto che un milione di euro equivale a quasi 2 miliardi di lire.
Un discorso a parte riguarda i cosiddetti "prezzi psicologici", che in euro hanno un effetto tutto particolare.
Il prezzo "psicologico" (ad esempio 4.900 lire invece che 5 mila) è uno strumento di marketing ampiamente usato. Al momento di esprimere questi prezzi in euro si dovrà utilizzare in modo assolutamente rigoroso la regola di conversione, ottenendo un prezzo che "psicologico" non è più (ad esempio lire 4.900=euro 2,53). Le aziende però saranno incentivate a privilegiare dei criteri di arrotondamento favorevoli alla clientela, determinando in pratica una riduzione dei prezzi.

Per saperne di più
E' possibile rivolgersi al Cep (Comitato euro provinciale) più vicino, il cui telefono e indirizzo è reperibile al sito: www.tesoro.it.

A partire dal 1° gennaio 2002
Stipendi e pensioni vengono pagati in euro
Cambio delle lire in euro in banca e uffici postali
Prelevamenti da c/c bancari e postali in euro
Prelevamenti dai bancomat in euro
Resti in euro anche per i pagamenti in lire
Attenzione! Gli euro saranno in circolazione solamente dal 1° gennaio 2002: se qualcuno vi propone banconote in euro prima di questa data è sicuramente un truffatore.
Ricordate anche che nessuna banca od altra istituzione pubblica vi porterà gli euro a casa, diffidate perciò di chi si presenta alla vostra porta!

Perché euro
E' stata scelta la parola più facile da memorizzare e senza nessun legame con altre monete. Inoltre è la radice di Europa. E' una parola indeclinabile, senza plurale: a questo proposito il trattato di Maastricht — che ha sancito la nascita dell'Unione europea — non lascia alcun dubbio. Il simbolo dell'euro rappresenta la "e" iniziale di Europa, con una barra al centro che sta ad indicare la stabilità. Il suo simbolo valutario sarà Eur.

Euro dove
Troveremo l'euro in 11 paesi, oltre all'Italia: Finlandia, Irlanda, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Francia, Lussemburgo, Austria, Spagna, Portogallo e Grecia, entrata per ultima, il 1° gennaio 2001, nel club della moneta unica. Svezia, Danimarca e Gran Bretagna, pur facendo parte dell'Unione europea, hanno deciso di aspettare un altro po', nonostante avessero tutti i requisiti necessari per adottare l'euro.

I vantaggi dell'euro
Perché adottare un'unica moneta? Basta un semplice confronto tra alcuni dati economici dei 15 paesi dell'Unione Europea e degli Stati Uniti per avere una risposta. Gli Stati Uniti hanno meno abitanti, meno capi di bestiame, producono meno grano dell'Unione Europea; eppure riescono a produrre la stessa ricchezza (il famoso Pil) e riescono a gestire la stessa quantità di commercio mondiale dell'Unione Europea. Sicuramente non sarà soltanto merito del dollaro, ma la moneta unica può essere un acceleratore notevole verso una maggiore coesione e apporterà una serie di benefici. Sarà più facile tenere l'inflazione sotto controllo. I prezzi saranno più stabili e trasparenti, viaggiare costerà di meno, perché saranno annullati i costi dovuti alle operazioni di cambio. I tassi di interesse si manterranno bassi, e i prestiti meno onerosi. Tutto questo contribuirà a diminuire i costi generali per le aziende, che potranno di conseguenza ridurre i prezzi per i consumatori. La moneta unica garantirà una forte stabilità finanziaria, indispensabile per favorire la crescita delle imprese e del lavoro. Si avrà un incremento dell'offerta di merci, e grazie all'aumento della concorrenza i cittadini potranno sperare in prezzi più bassi.

L'euro al super
Le iniziative di Unicoop Firenze: dalla formazione dei dipendenti alle spese simulate per i soci Fin dall'inizio di questo affascinante viaggio, Unicoop Firenze ha cercato di aiutare i propri soci e consumatori ad avvicinarsi all'euro. Un impegno che si rafforzerà, nel periodo di transizione, con nuove iniziative. Questi ultimi mesi dell'anno saranno dedicati alla formazione dei capinegozio, dei gruppi dirigenti, delle cassiere e di tutti gli addetti all'area di vendita, per un totale di 2 mila persone. Gli incontri sono già cominciati e ad una fase teorica faranno seguito delle prove pratiche, con test studiati per mettere alla prova la preparazione acquisita dal personale sulla materia euro e la disponibilità ad aiutare eventuali consumatori disorientati. Sarà un vero e proprio "gioco di ruolo", dove ci sarà anche chi farà la parte del cliente particolarmente pignolo e puntiglioso. Una guida, studiata per l'occasione da Unicoop Firenze, li aiuterà nel loro compito di vero e proprio "filtro" tra la gente e l'euro. A partire dal 1° gennaio gli scontrini della spesa riporteranno i prezzi dei singoli prodotti in euro e il totale anche in lire, ribaltando la situazione attuale; la stessa cosa accadrà sulle etichette dei prodotti. Lo scontrino, naturalmente, sarà in euro, ma riporterà anche il controvalore in lire: dell'importo totale della spesa, di quanto pagato e dell'eventuale resto. E questo anche dopo il 28 febbraio, ovvero anche dopo che le lire non avranno più corso legale. Si potrà pagare in contanti sia in lire che in euro, mentre i pagamenti con assegni si potranno effettuare solo in euro. Anche i resti saranno tutti in euro. La stessa regola varrà anche sul prestito sociale: versamenti in contanti in entrambe le valute, versamenti con assegni e prelievi solo in euro. «Mai come in questa occasione il pagamento con carta elettronica costituirà un valido aiuto — dice Vannini —. Pagare alla cassa con il bancomat, la Coopcard, e soprattutto la carta socio, eviterà resti e conteggi noiosi, se non difficili». Sul fronte euro falsi arriva una rassicurazione. Tutti i punti vendita di Unicoop Firenze sono dotati di macchinari in grado di identificarli, sia in entrata che in uscita. «Si può garantire che nei nostri supermercati non circoleranno banconote false, e questa sarà una sicurezza anche per il prestito sociale». Nel mese di novembre, infine, saranno organizzate altre iniziative per dare ai consumatori la possibilità di prendere dimestichezza con la spesa in euro. A questo proposito il consiglio è di contattare la propria sezione soci.

Le monete
Già da qualche tempo in vetrina sono comparsi i borsellini per l'euro. La moneta unica europea, infatti, farà un maggior uso delle monete rispetto alla lira: basti pensare che la Zecca ha in previsione di coniare ben 7 miliardi di monete. Le monete saranno otto: si parte dal valore più basso, di 19 lire per il cent, fino ad arrivare alle quasi 4 mila lire dei 2 euro. Avranno una faccia comune a tutti i paesi europei, quella su cui è impresso il valore, mentre l'altra faccia varierà da paese a paese. In Italia sono state scelte le immagini di quattro monumenti — il Colosseo di Roma, la Mole Antonelliana di Torino, la statua di Marco Aurelio nel Campidoglio e Castel Del Monte (Foggia) —, il volto della Venere di Botticelli e di Dante Alighieri, l'uomo vitruviano di Leonardo da Vinci e un'opera del pittore e scultore Umberto Boccioni. Quelle da 1, 2 e 5 cent sono di colore rosso, essendo fatte di rame; quelle da 10, 20 e 50 cent sono di colore giallo, come le 200 lire; le monete più grandi sono bicolori: metallo lucido al centro e ottone giallo intorno per quelle da 1 euro, colori contrari per quelle da 2. Nei dodici paesi che hanno adottato l'euro, ovviamente, non ci sarà più bisogno di cambiare le monete. Potrà perciò capitare di avere nel borsellino anche monete con figure diverse da quelle italiane: niente paura, non sono falsi! Sono solo monete emesse da altri Paesi e potranno essere spese tranquillamente anche in Italia. Gli stati "stranieri" ospitati all'interno della penisola - San Marino e Città del Vaticano - potranno emettere monete in euro, mentre le banconote che useranno saranno quelle italiane, proprio come stanno facendo con le lire.

Le banconote
Sono sette, tutte di colori e dimensioni diverse: da 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 euro, con valori che vanno dalle quasi 10 mila lire dei 5 euro a quasi un milione dei 500 euro. Saranno uguali in tutti i paesi per facilitarne il riconoscimento e soprattutto per evitare il rischio di falsificazioni. Ogni banconota illustra lo stile di un periodo (classico, romanico, gotico, rinascimentale, barocco e rococò) attraverso elementi architettonici — finestre, porte, ponti — che simboleggiano lo spirito di apertura e di comunicazione fra i popoli. Non è raffigurata alcuna effigie di personaggi famosi per non scontentare nessuno. I disegni portano la firma dell'austriaco Robert Kalina, e sono stati scelti tra ben 44 bozzetti. Non si ispirano ad opere o monumenti esistenti nella realtà, ma sono frutto della fantasia dell'artista: questo per evitare la riproduzione di luoghi che potessero essere associati a un determinato paese. A questo proposito c'è da registrare un piccolo "caso" scoppiato a fine estate per la banconota da 5 euro. Il biglietto color azzurro riproduce in maniera evidente un acquedotto di epoca romana, realizzato nel 19 a.C. a Nimes, in Francia. Ne è nata una dura polemica, che potrebbe portare alla sostituzione della banconota.

Veri o falsi?
Un'altra paura generalizzata — ma assolutamente ingiustificata, sostengono gli esperti — è quella di incappare con più facilità in banconote e monete false. Più che agli euro il consiglio è di fare bene attenzione alle lire, perché in quest'ultimo loro periodo di validità i falsari saranno particolarmente attivi. Per quanto riguarda la moneta unica europea, la Banca centrale — che ha sede a Francoforte — ha diffuso una serie di accorgimenti che possono essere adottati da tutti e che vengono sintetizzati in questo semplice slogan: "toccare, guardare, muovere". Toccando la banconota, si potrà controllare se la stampa è fatta con caratteri in rilievo; osservandola in controluce sarà possibile individuare un'immagine (la filigrana), il valore nominale (in cifre) e una linea scura, che corrisponde al filo di sicurezza. La novità consiste nell'ologramma (l'immagine tridimensionale di un oggetto su foglio metallico), del tutto simile a quella delle carte di credito.