Per il prodotto Coop ci vuole l'ok dei soci

Provati e approvati
Nessun prodotto Coop in vendita senza l'ok dei soci. Che decideranno attraverso un test.
Prendo un chilo della pasta che non può mancare "dove c'è casa", o di quella Coop? Lava meglio il detersivo "tal dei tali" o il fustino garantito e controllato dalla mia cooperativa?
I dubbi della massaia si dissolverebbero, almeno in parte, se il prodotto a marchio Coop ricevesse la "patente di gradimento" dal socio ancora prima di essere gettato nella mischia del mercato. O, perché no?, anche durante il normale periodo della vendita, attraverso il responso periodico di test di confronto con la marca leader in quel momento sulla piazza, per misurarne le "prestazioni" e l'effettiva resa sul campo.
Questo ragionamento, che inverte il tradizionale rapporto tra il distributore e il cliente finale, sta alla base di un'importante scelta di Coop, che ha dato il via a una grande campagna di fidelizzazione, ma soprattutto di soddisfazione per il socio e consumatore, al quale viene assegnata la casacca forse di maggiore responsabilità tra tutte: quella di giudice-arbitro del prodotto a marchio, che da quel momento egli sottoscrive come "suo".
In questa iniziativa Coop ha investito molto in termini sia di risorse economiche, sia di coerenza d'impresa. «La "percezione" della bontà di un determinato alimento diventa un fattore decisivo, al pari delle caratteristiche intrinseche e di lavorazione del prodotto - spiega Riccardo Bagni, vicepresidente di Coop Italia -. Si aggiunge cioè a quei requisiti di salubrità, compatibilità ambientale, certificazione di qualità, assenza di ogm, assenza di lavoro minorile che già assicuriamo su tutta la nostra gamma. A differenza dei test classici, che incidevano sulla progettazione di un prodotto, i nuovi test di gradimento hanno una valenza vera e propria di approvazione o di bocciatura di una pasta con quella determinata resa, di un detersivo con quella determinata capacità di lavaggio, e così via».

I soci "assaggiatori"
Una scelta secca, dunque, tra il prodotto A e quello B. A compierla sono gruppi di soci abituali consumatori (sarà indispensabile, comunque, sottoporsi a un breve corso formativo), i quali esprimeranno il loro giudizio su una scheda con cinque gradi di valutazione al termine di un blind test, cioè di un "test cieco" in cui le marche non sono riconoscibili, privo di condizionamenti esterni e condotto con metodi rigorosamente scientifici. Sono circa duemila e cento i prodotti Coop. Su questi saranno chiamati al confronto, poco per volta, campioni rappresentativi sempre diversi di persone, scelte con criteri di casualità al punto vendita sulla base di caratteristiche socio-demografiche predefinite, rappresentatività di sesso e classi di età.
Ogni cooperativa ha individuato un Centro di educazione al consumo che fungerà da punto di riferimento e, quando possibile, organizzerà direttamente in negozio lo svolgimento dei test, sotto l'ombrello di un'apposita commissione nazionale. Le prime esperienze a partire sono state quelle di Coop Nordest, Coop Estense e Unicoop Firenze, impegnate a lanciare la "disfida" del tonno naturale.
Quello appena descritto viene definito dagli esperti come "test semplificato autogestito dai soci", al quale si affiancheranno test di approfondimento affidati ad agenzie specializzate nell'analisi del prodotto. Ma saranno i soci, come detto, a decidere se un prodotto Coop merita il pollice verso oppure una lunga e fortunata vita sugli scaffali. E non è escluso che tale procedura sia allargata in futuro anche all'extralimentare, dopo il primo, inevitabile periodo di rodaggio.
Già, ma cosa succederà in caso di bocciatura? Le ipotesi sono che il prodotto possa essere "rimandato a settembre" - rispondono a Coop Italia - ovvero modificato e "ripensato" per poi tornare a misurarsi sul mercato, oppure che cada mestamente nell'oblio per manifesta inferiorità. Per tutti gli altri "candidati" che supereranno l'esame il futuro si prospetta più roseo, in forza dell'avvenuta "certificazione di gradimento". Almeno fino al prossimo blind test...