Un nuovo spettacolo spumeggiante sulle imperfezioni dell'amore

Scritto da Edi Ferrari |    Novembre 2012    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Parte a novembre la lunga tournée che, fino ad aprile, porterà nei teatri italiani, Tête à Tête. Passioni stonate. Sul palco una scoppiettante Veronica Pivetti, accompagnata dal pianoforte di Alessandro Nidi.

«Consideri che io contemporaneamente inizierò a girare la quinta serie di Provaci ancora prof - spiega la Pivetti -. Quindi lo spettacolo si farà il sabato e la domenica, nei momenti in cui non giro. E qualche giorno infrasettimanale perché le richieste sono tante per questo bellissimo, me lo lasci dire, spettacolo».

Perché sono "stonate" le passioni raccontate in questo spettacolo?

«Perché forse sono un po' inusuali. Nel senso che abbiamo pensato a uno spettacolo che raccontasse, sì, l'amore, ma in tutte le sue imperfezioni. Che forse sono anche la parte più interessante e anche spesso quella più divertente. Noi vogliamo fare uno spettacolo che diverta e che intrattenga; e tante canzoni d'amore, tutte che vanno a finire bene, forse erano un po' troppe e un po' troppo sdolcinate. E allora abbiamo raccolto il più possibile i ‘combattimenti d'amore', che poi nascondono sempre una profonda passione: perché se tu litighi per una cosa, è perché ci tieni. Noi raccontiamo dei rapporti d'amore estremamente combattuti, è una sorta di scazzottata che io faccio con me stessa, perché io interpreto sempre sia le donne che gli uomini, protagonisti di queste canzoni e di questi pezzi in prosa scritti da Giovanna Gra. E non prendo le parti di nessuno: racconto magagne e grandezze di entrambi. Comunque questa è la ragione della definizione di stonatura. E poi ci piaceva molto fare uno spettacolo che per tre quarti è cantato, e dire che è stonato: ecco, voglio vedere chi ci viene!».

Ma fra Tempesta d'amore e Tutti pazzi per amore, tanto per citare una soap e una fiction, e poi i lucchetti dell'amore, i programmi televisivi per trovare l'amore mai avuto o ritrovare quello perduto... Insomma, non è che stiamo un po' abusando dell'amore?

«Magari abusassimo dell'amore, magari! Invece abusiamo della parola amore. Solo che chissà se la coniughiamo nel modo giusto, se la intendiamo nel modo giusto. Questo spettacolo serve, diciamo, per indagarla in maniera un po' divertente, e anche un po' inconsueta».

A proposito di amore abusato, proprio a novembre, il 25, si celebra la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne". I numeri sono impressionanti, anche in Italia. Cosa possiamo fare per fermare questa deriva?

«Sa qual è il problema? È che le donne dovrebbero smetterla di emanciparsi, perché gli uomini non le reggono. La ragione per cui tanti uomini non sopportano di essere lasciati o rifiutati, è che, in sintesi, non sopportano che la donna scelga (e questo è un aspetto dell'emancipazione). Il problema è che l'emancipazione non solo non si può, ma non si deve fermare e non si fermerà. Per cui dobbiamo solamente diventare sempre più forti. E intanto pregare che la Giustizia faccia giustizia di queste cose; mentre, intanto, purtroppo siamo costretti quotidianamente a piangere vittime innocenti che hanno avuto come unica colpa voler decidere liberamente della loro vita. È orrendamente inaccettabile».

Con tutti gli impegni che ha e dei quali raccontava prima, allora è inutile chiederle dei progetti futuri.

«Oh, no no! Io mi sto organizzando per tante cose, a parte il fatto che ho sempre voglia di farne anche di nuove. Sto ragionando su una nuova serie televisiva, ho in cantiere - anche se per ora è solo un progetto - un bellissimo spettacolo teatrale, ho in mente un film. Poi rifarò Per un pugno di libri su Rai Tre; ma ho in mente anche un altro programma. Insomma mettiamo in cantiere tante cose, poi ne realizziamo solo due o tre... intanto uno fa, fa, fa!».

Prendendo in prestito il titolo di un libro di Raymond Carver, allora Di cosa parliamo quando parliamo d'amore?

«Parliamo di noi. Di tutti noi, dalla testa ai piedi, di tutto quello che abbiamo dentro. Parliamo sempre e solo di noi stessi, ed è forse uno degli argomenti che più di tutti ci riempie, questo è poco ma sicuro. Anche perché io credo che una vita senza amore sia una vita assolutamente impossibile da vivere. Poi l'amore per chi o per cosa non importa, non stiamo neanche a sindacare su chi è o cos'è l'oggetto del nostro amore, ma bisogna avere amore per qualcosa o per qualcuno. E se è per qualcuno è meglio...».

Appuntamento al Teatro Comunale di Cavriglia (Arezzo) il 17 novembre. Ingresso in convenzione per i soci