Un numero telefonico al servizio delle imprese. Al Polo scientifico di Sesto la ricerca al servizio della qualità della vita

Scritto da Francesco Giannoni |    Febbraio 2008    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

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Si chiama "Telefono per l'industria", ed è una sorta di numero verde gratuito al quale si può rivolgere qualsiasi impresa della piana di Sesto Fiorentino, e non solo. Predisposto da OpenLab - un organismo nato nell'ambito del Polo Scientifico dell'Università di Firenze -, fa da punto di contatto fra università, imprese e famiglie. Proviamo a fare qualche esempio, magari banale ma speriamo chiaro, per spiegare meglio le funzioni di questo servizio, attivato solo quattro mesi fa. C'è bisogno di sapere chi ha fatto ricerche (magari la tesi di laurea o di specializzazione) sul raggio laser per una nuova macchina per leggere i codici a barre. Oppure si vuole verificare se sono in corso studi per realizzare prodotti di verniciatura diluibile in acqua anziché in acqua ragia per avere un diverso impatto sulla sicurezza. Ebbene, basta comporre il numero telefonico e OpenLab nel più breve tempo possibile mette in contatto l'impresa con il ricercatore che nel Polo scientifico ha studiato quell'argomento, arrivando così in breve alla risoluzione pratica di quel problema. Potendo contare su un personale costituito da centinaia se non migliaia di elementi, tale ricerca dovrebbe essere coronata da successo.

Pur avendo iniziato da pochi mesi ci sono stati già diversi interventi anche se, per poterne valutare appieno l'efficacia, bisognerà far passare circa un anno. «Le aziende stesse devono motivarsi», dicono ad OpenLab. Sono allo studio eventi e notizie che mettano sempre più in evidenza la semplicità del servizio e il tipo di impresa al quale si rivolge, ovvero quella medio piccola, che è il tessuto connettivo dell'industria toscana.

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OpenLab dovrebbe riuscire a creare un rapporto nuovo
, palpabile e immediato, fra industria e università, per risolvere anche quel problema di comunicazione - se non di diffidenza - fra università e impresa. "Telefono per l'industria" è il tentativo di creare l'ultimo anello della catena, far parlare la stessa lingua ai due soggetti: lo scienziato e l'imprenditore, due mondi che non possono fare a meno l'uno dell'altro.
«Dobbiamo tutti arrivare alla consapevolezza - dicono a OpenLab - che le ricerche fatte all'università (nella fattispecie al Polo scientifico di Sesto Fiorentino) servono non solo a migliorare i prodotti, ma anche a migliorare i processi di produzione. Ciò permette una maggiore competitività delle imprese, per cui il cittadino alla fine ha un ritorno diretto e concreto con il mantenimento dei prezzi al livello più basso, ma anche un ritorno indiretto perché più le imprese sono competitive maggiore è il livello occupazionale. Questo ha delle ripercussioni positive anche sul territorio: un centro di eccellenza, infatti, richiama persone di eccellenza, gli scambi aumentano e tutto si riflette sulla qualità della vita».

Salami e fagioli
Fra le ricerche fatte al Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, quella sulla tracciabilità degli alimenti per esempio - ovvero la loro origine e le fasi di lavorazione che hanno subito - hanno risvolti importanti e tangibili sulla famiglia. Con l'aiuto di biologi e chimici è possibile rivelare i vari passaggi di un alimento che diventa così più sicuro per il consumatore. Si prende un salame, lo si analizza e si può sapere che alimentazione ha seguito il povero maiale prima di finire affettato in tavola. Oppure sapere che quei fagioli sono stati coltivati in un determinato posto e sono stati trattati con un tal prodotto. Prima il consumatore si basava sulla fiducia verso una marca, oggi può essere supportato in modo certificato, perché l'etichetta dichiara molto più di prima. Potremo così avere sempre maggiori garanzie su quello che mangiamo, a parte l'operato dei soliti "furbetti". Dobbiamo avere ben chiari due concetti. Primo: questo è il futuro, indietro non si torna, non ce lo possiamo permettere. Secondo: alla base di questo futuro non può che esserci la ricerca scientifico-universitaria che effettua le prime sperimentazioni sempre sul territorio circostante.

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Attività didattica
Il campo dei mammut

La piana di Sesto Fiorentino si stende subito ad ovest del capoluogo toscano; una volta era paludosa e malsana. Oggi vi spira un'aria nuova: vi sorgono industrie e centri commerciali prestigiosi e frequentati, ma soprattutto è sede di quel Polo, rinomato a livello internazionale, che raccoglie le facoltà scientifiche dell'Università di Firenze.
Nei pressi del Polo c'è un campo che durante tutto l'anno è frequentato da alunni delle scuole elementari e medie che oltre ai loro percorsi scientifici svolgono anche percorsi di ricerca paleontologica organizzati da OpenLab: vengono loro forniti gli appositi attrezzi e vanno a scavare in questo campetto.
Quando si trova il prezioso reperto fossile, un pezzettino d'osso, una conchiglia o quant'altro, il personale di supporto insegna loro come toglierlo dal terreno senza danneggiarlo, come pulirlo, come catalogarlo, donando così ai bambini oltre alla soddisfazione per la scoperta, l'amore per la ricerca e l'abitudine al metodo.


Telefono per l'industria
0554573881: è un servizio nato in collaborazione con Ilo (Industrial liaison office) del rettorato dell'Università, con i professori Guido Chelazzi e Piero Baglioni. Orario: lunedì, mercoledì e venerdì 14.30-17, martedì e giovedì 9-12

Si ringraziano per la disponibilità Franco Pericoli, consulente marketing di OpenLab, e Claudio Tasselli (nella foto), rappresentante dell'Associazione industriali di Firenze e membro del Comitato scientifico di OpenLab