Un progetto della Regione Toscana per dare un aiuto concreto nei momenti di difficoltà a famiglie e anziani

Scritto da Olivia Bongianni |    Gennaio 2016    |    Pag. 11

Laureata in scienze della comunicazione con una tesi su "Il cuore si scioglie", è giornalista professionista.

Si è occupata di organizzazione di eventi e ha collaborato con alcuni uffici stampa. Ha scritto articoli per l'Unità.

Collabora con un'agenzia di comunicazione e ha scritto per la rivista "aut&aut" su tematiche relative all'innovazione nella Pubblica amministrazione.

È appassionata di lettura, cinema, calcio.

Assistenza

Una caduta, il rientro dall’ospedale dopo un ricovero o altre situazioni di fragilità che si manifestano per la prima volta: sono momenti di difficoltà che spesso le famiglie in cui è presente una persona anziana si trovano ad affrontare da sole, senza sapere precisamente a chi rivolgersi.

Per dare una risposta immediata, a partire dal marzo 2015 ha preso il via a Firenze e provincia un progetto innovativo: “Pronto badante”, nato su iniziativa della Regione Toscana con il coinvolgimento del Terzo settore e degli altri soggetti istituzionali presenti sul territorio.

L’obiettivo è quello di offrire un aiuto concreto: basti pensare che nella nostra regione, su oltre 3.700.000 abitanti, circa 929.000 sono ultrasessantacinquenni (fonte Istat); secondo alcune stime gli over 65 dovrebbero aumentare nel 2025 del 16,9%, mentre gli anziani che vivono da soli sono circa il 26% del totale.

Ma come funziona il progetto? Entro un massimo di 48 ore dalla richiesta al numero verde 800593388 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13), un operatore autorizzato si reca a casa dell’anziano per valutare la situazione e orientare sui servizi territoriali disponibili.

Nel caso in cui l’anziano abbia tutti i requisiti previsti per accedere al progetto, la Regione Toscana corrisponderà buoni lavoro (voucher) per un valore pari a 300 euro, comprensivo di contributi previdenziali e assicurativi, per attivare un primo rapporto di lavoro con un assistente familiare e coprire fino a un massimo di 30 ore di lavoro occasionale regolare.

La collaborazione con il Terzo settore è legata alla capillare diffusione sul territorio: a metà novembre scorso erano 6280 le organizzazioni iscritte ai registri regionali (di cui 3350 organizzazioni di volontariato, 2335 associazioni di promozione sociale, 595 cooperative sociali), una grossa parte delle quali operanti in campo sociale e sanitario, con oltre 432.000 volontari attivi nel no profit, di cui circa 100.000, secondo stime Cesvot, nel sociale.

Visti gli ottimi risultati registrati dall’iniziativa (a metà novembre 7164 telefonate al numero verde, 1047 visite effettuate dagli operatori, 638 buoni servizio erogati), la Regione ha deciso per il nuovo anno, presumibilmente a partire da marzo, di mettere il servizio a disposizione di tutte le famiglie toscane, con uno stanziamento di risorse pari a 3,8 milioni.

Assessore Saccardi, cosa ha spinto la Regione a decidere di estendere il progetto all’intero territorio regionale?

«Innanzitutto è un servizio che offre una risposta immediata e fa sentire meno soli l’anziano e la sua famiglia. Non c’è solo un rapporto istituzione-cittadino, ma dato che l’interfaccia è costituita da una pluralità di soggetti del Terzo settore con una prevalenza delle associazioni di volontariato, con tutto il loro bagaglio di esperienze e conoscenze, si crea un circolo virtuoso che rafforza la coesione sociale. Un altro elemento di rilievo è il fatto di dare un contributo concreto, 300 euro in buoni lavoro, in tempo reale, senza liste di attesa. La ricerca della badante spetta alla famiglia, ma l’operatore aiuta la famiglia ad attivare il rapporto con l’Inps e sono da subito disponibili i voucher della Regione. In pratica ore di lavoro da utilizzare subito con i prestatori di assistenza. E in maniera trasparente. Non lavoro nero, ma rapporto di lavoro regolare».

Quali sono gli elementi innovativi dal punto di vista della collaborazione fra istituzioni, cittadini e terzo settore?

«Nella stretta integrazione e collaborazione fra Regione Toscana, Terzo settore e sistema territoriale dei servizi pubblici, vengono sperimentate nuove forme di welfare, dove per la prima volta è il soggetto pubblico, attraverso la rete del Terzo settore, che veicola le informazioni sui percorsi socioassistenziali, direttamente a casa dell’anziano in difficoltà. Si instaura inoltre una stretta collaborazione con l’Istituto nazionale di previdenza sociale con l’attivazione di una nuova procedura per l’acquisizione in via telematica dei buoni lavoro, la costituzione di un plafond di buoni a disposizione della Regione Toscana e lo svolgimento di attività di formazione, da parte di Inps, agli operatori autorizzati coinvolti nel progetto».


L’intervistata: Stefania Saccardi, assessore al Diritto alla salute, al welfare e all’integrazione socio-sanitaria, Giunta della Regione Toscana

Info: www.regione.toscana.it

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