Schiacciata con l'uva, carni italiane, trote della Garfagnana, latte come una volta, "Scegli tu"

Scritto da Melania Pellegrini |    Ottobre 2016    |    Pag. 16, 17, 21

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

schiacciata con l'uva

Schiacciata con l'uva

Delizia del palato e spettacolo per gli occhi: una semplice base di pasta lievitata e arricchita con l’uva, a ottobre regina tra i frutti di stagione.

Preparata con una ricetta che è nel dna dei fiorentini e a volte ricordata con l’antico nome di “stiacciata” con l’uva, questo dolce-non dolce è ormai amatissimo da tutti i toscani.

La schiacciata con l’uva prodotta per Unicoop Firenze dal Banco del Gusto si può gustare nelle due versioni a base di uva con o senza semi. Nella prima si usa uva da vino dai chicchi piccoli e succosi, nella seconda i chicchi sono leggermente più grandi e rosati. In entrambi i casi si tratta di uva non trattata con prodotti chimici, selezionata e sanificata. Operazione resa possibile da una macchina che lava, diraspa i grappoli e trasporta i chicchi verso la destinazione finale tramite un nastro bianco dove gli operatori effettuano un ulteriore controllo visivo.

Come da tradizione, gli altri ingredienti sono acqua, farina, lievito, zucchero, burro e semi di anice; niente conservanti o additivi e lavorazione solo manuale. Il risultato è un prodotto come fatto in casa, quindi da consumare in pochissimi giorni dall’acquisto, anche se, proprio per la bontà, difficilmente durerà a lungo!

Nei punti vendita di Unicoop Firenze si può acquistare nella versione preconfezionata a libero servizio o a peso al banco della forneria.


Carni italiane / Di ogni razza

Prodotti eccellenti e a filiera controllata

Qualità, eccellenza e gusto: il prodotto italiano è famoso in tutto il mondo e sempre più apprezzato anche in casa propria, dove i consumatori prediligono quello locale, che sostiene l’economia del posto e compie pochi, pochissimi chilometri per arrivare sui banchi di vendita.

La tendenza è sempre più marcata e, anche in Unicoop Firenze, è confermata dalle tante domande che soci e consumatori sottopongono agli addetti del reparto durante la spesa, e da lettere e mail con richieste di informazioni e chiarimenti.

Da tempo le nostre macellerie offrono carni avicunicole e suine solo nazionali e alcuni tipi di carni bovine di animali nati, allevati e macellati nel nostro Paese, come la Chianina, la Piemontese e le carni locali del Mugello. Proprio per la maggior richiesta, a queste si aggiungono ora la Scottona e il vitello da latte.

Quanto alla sicurezza, Coop come sempre garantisce la qualità dei prodotti a proprio marchio, grazie al controllo dell’intera filiera, a capitolati obbligatori sulle norme igienico-sanitarie e sull’alimentazione e all’uso degli antibiotici solo in caso di necessità e mai a scopo preventivo.

Alle novità di sostanza, si aggiungono quelle “di forma” dei reparti macelleria di Unicoop Firenze, dove i banchi sono diventati più funzionali e la spesa più veloce, grazie alla nuova suddivisione degli assortimenti in base all’uso che si vuole fare del prodotto. Un esempio? Che siano di Scottona o di Piemontese, i carpacci saranno tutti riuniti nella stessa zona del banco frigo: basta avere le idee chiare su cosa fare a cena e in quel settore espositivo ci sarà l’imbarazzo della scelta, con tutte le possibili varietà e variazioni sul tema!


Pesce / Trote della Garfagnana

trota bianca


La trota bianca è un pesce tipico della cucina fiorentina e dell’entroterra toscano. Le sue carni sono ricche di proteine, amminoacidi e di acidi grassi polinsaturi, fra cui gli omega 3. Il ridotto contenuto di grassi le rende facilmente digeribili.

Fin dal tempo dei Medici è famosa la trota della Garfagnana. Qui, in una valle incontaminata protetta dalle Alpi Apuane e dall’Appennino tosco-emiliano, si trova il centro di lavorazione Garfagnana Trote, nato nel 2015 grazie alla determinazione di Luca e Francesco Satti. Già da tempo infatti il centro era pronto per entrare in funzione, mancava però un accordo per riunire gli allevatori di trote della zona. Luca e Francesco sono riusciti a coordinarli e ora il centro lavora a pieno ritmo.

La valle del Serchio, da cui provengono le trote della Garfagnana, è ricca di torrenti, laghi e sorgenti da cui si approvvigionano gli allevatori di trote per le loro vasche.

Una qualità del territorio garantita anche dalla Comunità europea, che ha riconosciuto la Valle del Serchio indenne dalle malattie infettive che occasionalmente colpiscono la fauna ittica.

Le trote di questi allevamenti vivono in un’acqua limpida e salubre; per la loro alimentazione vengono rispettati rigidi protocolli e non necessitano di antibiotici durante la loro crescita. Una volta arrivate al centro di conferimento, le trote vengono controllate, lavorate, incassettate e messe sotto ghiaccio per arrivare ai nostri punti vendita nel giro di 24 ore.


Maremma / Latte come una volta

È quello del Consorzio produttori Latte Maremma

latte maremma


Toscana da mangiare, Toscana da raccontare: sì, perché acquistare un prodotto locale spesso vuol dire scoprire un buon sapore e la sua storia, le vicende da cui nasce o le tradizioni di famiglia secondo cui viene prodotto.

È proprio questo il caso del Consorzio produttori Latte Maremma che, nato nel 1961 a Grosseto, oggi conta 45 allevatori ed è fra le aziende partecipanti all’iniziativa “Prodotto in Toscana”.

E quando entra in gioco la Maremma, si apre un mondo ricco di bontà e di bellezze, amate dai toscani e conosciute in tutto il mondo, anche grazie ad artisti come il Fattori che ne ha dipinto i paesaggi fra contadini, buoi e lavoro sui campi. Dalla fine del ‘700 sino al periodo fascista, la storia ci racconta delle bonifiche effettuate su questo territorio, prima paludoso e invivibile, ora fertile zona agricola.

Negli anni ’50, infatti, la riforma agraria espropriò i grandi latifondi a favore delle piccole imprese agricole; negli anni ’60 lo Stato stimolò una maggiore produzione di latte, in modo da garantirne l’acquisto giornaliero da parte di tutti: fu proprio per far fronte a questa necessità che gli allevatori della Maremma iniziarono a organizzarsi, unendosi poi in consorzio.

Ancora oggi Latte Maremma nasce in un ambiente incontaminato e scarsamente alterato dalla presenza dell’uomo e dal suo intervento. Negli allevamenti del territorio grossetano gli animali sono liberi di muoversi e di nutrirsi con erbe mediche, cereali e foraggi proprio come una volta.

A cambiare, per la tranquillità dei consumatori, sono stati i controlli, sempre più sicuri e garantiti da analisi puntualmente effettuate su tutto il latte conferito al consorzio.

In promozione nel volantino Speciale Toscana dal 20/10 al 2/11

Yogurt da bere classici e senza lattosio e il latte UHT da 1 litro parzialmente scremato

Torna “Scegli tu”

Torna una delle promozioni tra le più popolari e seguite dai nostri soci: “Scegli tu”. La novità è che non ci saranno più gli adesivi da applicare sul prodotto che si vuole acquistare in sconto. Dovrà essere il socio a riunire gli articoli da scontare per segnalarli al cassiere al momento del passaggio in cassa. Utilizzando il Salvatempo, il socio dovrà ricordarsi quali sono stati gli articoli su cui ha passato lo sconto, per poterli evidenziare in caso di rilettura.


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