Presto la forneria in molti supermercati Coop

Scritto da Rossana De Caro |    Novembre 2001    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Il profumo del pane appena sfornato torna sui banchi dei supermercati Coop come un tempo, «quando - ricorda Mario Fiaschi, responsabile dei settori forneria e gastronomia dei supermercati Unicoop Firenze - negli anni '50-'60 nelle cooperative c'era un forno dove si
Profimo di pane
faceva il pane per gli spacci». Un ritorno alle origini che fa seguito alla collaudata e fortunata esperienza delle fornerie all'interno degli ipermercati Coop (e all'alto gradimento dei consumatori), esistenti fin dall'apertura del primo ipermercato di Montecatini.
«Siamo partiti con l'inserimento del forno nei super delle Piagge, a Firenze, e di Pisa Cisanello - dice Fiaschi -, e la volontà è di estendere questo servizio a tutti i supermercati della rete Coop». Qual è il segreto di tanto favore da parte del consumatore?
«Il pane fatto sul posto è più fresco e fragrante rispetto a quello confezionato proveniente dall'esterno, che per una serie di motivi logistici deve essere preparato ore prima».
Quali sono gli obiettivi che Coop si è prefissata? «La garanzia di un prodotto genuino e salutare — continua Fiaschi - è il principale scopo della cooperativa. Il pane che viene prodotto nei nostri punti vendita è fatto proprio come un tempo, con pochi e semplici ingredienti: acqua, farina, lievito di birra e lievito madre (lievito del giorno prima lasciato in quantità sufficiente per essere impastato con gli altri ingredienti il giorno dopo, ndr) assolutamente privo di additivi e conservanti». Nello stesso modo vengono prodotte anche pizze e schiacciate e, per chi lo preferisce, c'è anche il pane dal sapore più rustico a lievitazione naturale e quello cotto a legna («nei forni dove la legna c'è davvero», tiene a precisare Fiaschi), oppure il pane biologico. Con gli stessi criteri di genuinità e semplicità vengono realizzati anche gli altri prodotti da forno: ad esempio i dolci, preparati in grosse teglie, come li facevano una volta le nonne, più casalinghi di quelli da pasticceria (crostate di marmellata, pinolata, dolci all'ananas o con le mele), adatti per la colazione o la merenda dei bambini, che vengono venduti sfusi e ancora caldi. «Sono dolci sani, tradizionali, come quelli fatti in casa, preparati con ingredienti di prima qualità, latte, farina, zucchero e solo burro», conclude Fiaschi. Bandita la margarina: che costa meno, ma impoverisce il gusto. E la differenza si sente.