Bionde e rosse, in Sicilia un mercato ampio con piccole e grandi aziende

Scritto da Melania Pellegrini |    Gennaio 2013    |    Pag.

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Delle sue proprietà e qualità si parla molto a ogni inizio stagione, ma forse non tutti conoscono l'origine delle arance dolci e cosa le rende tanto speciali.

Anche se già in epoca romana si parla di una pianta detta melarancio presente in Sicilia, la coltivazione di arance dolci pare sia cominciata dopo che dei marinai portoghesi portarono questa pianta in Italia dalla Cina, nel XIV secolo; qui, soprattutto nel Sud, trovò le condizioni ideali per la sua coltivazione. In alcune Regioni italiane, dal Nord al Sud, il termine dialettale con cui viene chiamata l'arancia ricorda proprio questa sua origine portoghese, dal purtualli usato in alcune zone della Puglia, della Calabria e della Campania, al portugaj del dialetto piemontese o il portugal di quello bergamasco e così via.

Le arance vengono prodotte nel Sud Italia, soprattutto in Sicilia. In questa regione ci sono 3-4 aziende più grandi che producono circa  250 milioni di chili a stagione, per azienda e moltissime piccole aziende che contribuiscono ad ampliare il mercato di questo agrume.

L'arancio è un albero, alto fino a 12 metri, che produce anche 500 frutti l'anno.

Inizia a fiorire a marzo e con l'arrivo dell'inverno i primi frutti cominciano a maturare. Le prime sono le arance Bionde, seguono quelle Rosse; la raccolta di queste seconde avviene più o meno nel periodo successivo alla festa dell'Immacolata, l'8 dicembre.

I frutti arrivano a maturazione a maggio inoltrato e ora anche a giugno, perché ultimamente è stata inserita nel mercato, proprio per le richieste dei consumatori, una nuova varietà di arancia tarocco che comincia a pigmentare, ad arrivare ad avere cioè il tipico colore rosso dello spicchio, solo verso aprile e viene colta quasi in estate.

Le maestranze procedono con delle forbicine a pinzettare il prodotto per raccoglierlo e metterlo nelle casse. I frutti vengono quindi portati nelle aziende e poi nei magazzini per essere mandati, nel giro di pochi giorni, in tutto il mondo. L'arancia viene raccolta matura e per questo è importante l'esperienza e la conoscenza del raccoglitore, perché a differenza di altri frutti non matura una volta levata dalla pianta.

Una volta acquistata, si conserva per diversi giorni soprattutto se tenuta nella parte bassa del frigorifero, nelle vaschette dedicate alla frutta e alla verdura.

Una delle qualità più amate e richieste dal mercato in generale e dai toscani in particolare è quella Tarocco, un'arancia fragrante e dagli spicchi caratterizzati da una pigmentazione rossa molto accentuata, un colore naturale che si deve a condizioni climatiche particolari e all'escursione termica tra il giorno e la notte.

In particolare nella provincia di Catania, alle pendici dell'Etna, queste arance assumono una pigmentazione più decisa grazie alla vicinanza del vulcano: in alcuni periodi si passa da 0 gradi della notte agli oltre 30 del giorno. Addirittura le arance dello stesso albero sono diverse se nascono nel lato rivolto al vulcano o in quello opposto, quelle verso l'Etna son più colorate. Per la loro particolarità, dovuta appunto alla zona di appartenenza, le arance Tarocco hanno avuto il marchio Igp, Identificazione geografica protetta.

 

Arance

Nel 2011 in Unicoop Firenze sono stati venduti circa 17.000.000 kg di agrumi di provenienza italiana, per un fatturato di 21.850.000 €. Le arance tarocco hanno rappresentato il 40% di queste vendite, per un valore di € 8.500.000 pari a circa 7.100.000 kg

 

La fotografia dell'arancio è di Carlo Valentini.


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