Una nuova fragranza ispirata alle essenze dei giardini del granduca

Scritto da Rossana De Caro |    Novembre 2014    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Un profumo una storia. In questo caso una grande storia! Quella dei Medici e degli straordinari giardini delle loro ville. Parliamo di una nuova fragranza particolare, “Giardini del Granduca”, così denominata in quanto racchiude le essenze, e con esse la memoria olfattiva, di alcune specie di piante presenti nei giardini delle dimore storiche fiorentine, luoghi speciali dove bellezza e profumi la fanno da protagonisti.

A poco più di un anno - il 23 maggio 2013 - dalla proclamazione, da parte dell’Unesco, delle Ville e dei giardini medicei toscani quali Patrimonio dell’Umanità, per celebrare un così importante ricono¬scimento al valore di questi monumenti storici, e alla loro gestione e mantenimento, la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della città di Firenze ha promosso la creazione di questa fragranza in vendita nei negozi museali del Polo fiorentino.

Vasca dell' Isola, Giardino di Boboli

«Attraverso questo profumo, composto sapientemente con note ispirate alla coltivata natura dei giardini storici di Firenze e Toscana, si entra in contatto diretto con la memoria della dinastia dei Medici e soprattutto con il loro magnifico lascito nel campo dell’arte dei giardini, che impreziosisce Firenze e la Toscana con il sistema delle Ville Medicee, incluso dal 2013 nella lista dei beni dichiarati dall’Unesco patrimonio dell'umanità».

Ha affermato la soprintendente Cristina Acidini. A Firenze, città all’avanguardia nell’arte del profumo, essenze profumate aleggiavano nel ‘500 dai vestiti damascati delle dame di nobile casato, fra queste Caterina de’ Medici, vera amante del profumo. Quando andò in Francia, per sposarsi col futuro re, Enrico d’Orléans, portò con sé anche il proprio profumiere di fiducia: Renato Bianco, detto poi dai francesi René le Florentin.

Questi preparava con grande maestria le essenze odorose che incantarono i parigini e aprì una boutique del profumo sul Pont Neuf, inaugurando così quella che sarebbe divenuta la futura industria profumiera francese. I Medici in generale furono appassionati di botanica e inserirono nei loro bellissimi giardini all’italiana, caratterizzati da statue, fontane e ninfei, piante sempre nuove, fiori orientali e orti con coltivazioni di spezie.

Limonaia, Giardino di Boboli

Ancora oggi esperti, tecnici e ditte specializzate curano alberi secolari e piante fiorite: agrumi, camelie, rose, peonie, per ricordarne solo alcune specie. I giardini in questione sono il Giardino di Boboli, il Giardino di Castello, le Ville e i Giardini di Poggio a Caiano, La Petraia e Cerreto Guidi (gli altri sono la Villa di Poggio Imperiale e il Giardino di Pratolino, la Villa di Cafaggiolo a Barberino di Mugello, la Villa Il Trebbio a San Piero a Sieve, la Villa di Careggi, la Villa Medici di Fiesole, il Palazzo di Seravezza a Lucca, Villa La Magia a Quarrata, la Villa di Artimino a Carmignano).

Per la creazione dell’eau de toilette sono state studiate le piante storiche e collezionate dai Medici fin dal ‘500: nella piramide olfattiva predominano gli agrumi, note di limone, arancio amaro, olio di petali di rosa (che riporta alla memoria la collezione di rose antiche), di fiori di pesco e l’essenza di cannella che ci riporta all’interesse di Cosimo I per le spezie e piante medicamentose. E poi i legni preziosi - cipresso e cedro del Libano -, esaltati su una base di ambra e muschi. Il nome scelto per la fragranza, s’ispira a una dizione presente negli antichi documenti, firmati dal “Soprintendente de’ giardini del Granduca”.