Consigli per la salute degli occhi. Intervista alla specialista Paola Ruzzi

Scritto da Alma Valente |    Febbraio 1997    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Intervista alla specialista Paola Ruzzi
Problemi in vista
Gli occhi sono i nostri alleati più preziosi, eppure molto spesso li trascuriamo. La maggior parte delle persone, infatti, ricorre alle cure dell'oculista solo quando ha qualche problema alla vista o avverte un forte dolore mentre piccoli disturbi, come bruciore e arrossamento, vengono generalmente curati col primo collirio che capita sottomano rischiando di acuire il problema anziché risolverlo.
Come comportarci dunque per trattare adeguatamente il nostro 'obbiettivo' sul mondo? Innanzitutto la prevenzione, a cominciare dai primissimi anni di vita. «Molto spesso un accurato controllo della vista potrebbe prevenire o quanto meno trattare tempestivamente la maggior parte dei disturbi visivi - spiega la dottoressa Paola Ruzzi, specialista in oftalmologia oculistica -. Già nei primissimi anni di vita è possibile evidenziare i cosiddetti disturbi 'refrattivi' come miopia, astigmatismo e ipermetropia, e curare l'ambliopia, cioè il cosiddetto 'occhio pigro', e lo strabismo. Un'altra visita d'obbligo per i bambini è quella prima dell'ingresso a scuola, specialmente se in famiglia ci sono dei problemi refrattivi. E' bene ricordare, a questo proposito, che in molti casi le patologie dell'occhio sono ereditarie».
Un lungo cammino di prevenzione, dunque, che dovrebbe segnare le tappe più importanti della nostra esistenza, a cominciare dai fatidici 40 anni che segnano l'inizio della presbiopia. «Ma anche i più banali fastidi meritano attenzione - continua la dottoressa Ruzzi -. Secrezioni bianche o gialle non vanno sottovalutate perché possono essere sintomo di congiuntivite infiammatoria o allergica».
Cosa fare dunque in questi casi?
Certamente pulire ciglia e occhi con fazzolettini disinfettanti, facilmente reperibili in farmacia, e usare qualche collirio a base di erbe. L'importante è non usare dei colliri antibiotici senza prima aver consultato il medico: si rischia una ulteriore allergizzazione. Se poi la secrezione è mista a pus può trattarsi di una vera e propria infezione di origine batterica o virale.
Come si riconosce una congiuntivite virale?
L'occhio lacrima, è gonfio e arrossato e i linfonodi posti davanti all'orecchio o sotto la mandibola sono ingrossati e dolenti. In questi casi è bene stare attenti perché queste forme sono contagiose sia per l'altro occhio che per i familiari.
La miopia, l'astigmatismo e l'ipermetropia sono i difetti più frequenti e correggibili. Meglio occhiali o lenti a contatto?
Indubbiamente le lenti a contatto forniscono una visione più naturale in quanto, essendo a diretto contatto con la cornea, permettono una maggiore visione periferica e nessun tipo di ingrandimento o ridimensionamento. Non è però una soluzione adatta a tutti, sia per motivi psicologici che per patologie dell'occhio.
Esistono delle regole da osservare per un corretto uso delle lenti a contatto?
Innanzitutto è indispensabile la visita specialistica per escludere la presenza di patologie che, con l'uso delle lenti, potrebbero aggravarsi. Chi, per esempio, ha il cosiddetto 'occhio secco', cioè povero di lacrime, può andare incontro a vere e proprie ulcere corneali. E' importante poi fare molta attenzione durante la manipolazione delle lenti: l'igiene è fondamentale. Un altro aspetto da tenere in gran considerazione è il periodo di impiego durante la giornata, che non deve superare le ore indicate dalla casa produttrice. E per finire è bene non sottovalutare alcun campanello d'allarme e non rimandare il controllo periodico.
Veniamo adesso a un aspetto che ormai ci riguarda tutti da vicino. I computer e i televisori provocano danni alla vista?
Certamente no, almeno per quanto riguarda i televisori. I problemi possono insorgere per chi lavora molte ore davanti ai videoterminali. Una recente indagine condotta da una decina di Università ha infatti provato che i computer provocano affaticamento visivo, specialmente in portatori di vizi di rifrazione manifesti o latenti.
Come si manifesta questa fatica?
Con una serie di fastidi oculari come bruciore, arrossamento e prurito, accompagnati talvolta da cefalea e transitoria alterazione della visione dei colori.
Quali sono gli accorgimenti pratici per mantenere un buon rapporto con il proprio computer?
Usare una correzione ottica adeguata se c'è un difetto visivo; eseguire delle piccole pause di almeno 15 minuti ogni due ore di lavoro continuativo; ammiccare regolarmente con gli occhi per favorire la lacrimazione e lavorare in un ambiente in cui l'illuminazione sia uniforme per evitare fenomeni di abbagliamento per contrasto. Ovviamente se i segni di fastidio oculare dovessero perdurare sarà bene consultare un medico specialista.

Decalogo per occhi belli
- Eliminare con cura prima di andare a letto ogni residuo di make-up. Ricordare che i detergenti oleosi sono adatti alla pelle matura, mentre per le più giovani sono consigliabili prodotti più leggeri.
- Fare attenzione all'igiene, sia degli occhi che delle mani.
- Quando serve portare sempre gli occhiali: strizzare continuamente gli occhi fa venire le 'zampe di gallina'.
- Attenzione al fumo. Areare sempre gli ambienti e non fumare a capo chino.
- Se gli occhi sono gonfi e arrossati applicare delle compresse lenitive tiepide a base di camomilla, borragine, hamamelis o fiordaliso. Per tonificare gli occhi stanchi le compresse devono essere invece ghiacciate, per favorirne l'azione vasocostringente.
- Non sfregare mai gli occhi esercitando pressioni troppo energiche: le creme vanno applicate picchiettando. Per detergere è sufficiente passare lievemente dall'interno verso l'esterno un batuffolo di cotone, imbevuto di detergente specifico per occhi.
- Ricordare che sonno e alimentazione regolare aiutano ad attenuare borse e occhiaie.
- Bere regolarmente durante il giorno almeno otto bicchieri d'acqua facilita il ricambio linfatico.
- La pelle del contorno occhi va sempre protetta dal sole con appositi filtri Uv o con occhiali.
- La crema del contorno occhi va scelta in base alla capacità di assorbimento della propria pelle, alla stagione e alla necessità del momento.

Occhio al cibo
Alimentazione e vista. Intervista al dott. Domenico Palli
«Ricordati che fanno bene alla vista!». Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere dalle nostre mamme quando ci vedevano riluttanti di fronte a un variopinto piatto di carote. Ma avevano ragione? In altre parole, la prevenzione dei difetti visivi può iniziare anche dalla tavola? Lo abbiamo chiesto al dott. Domenico Palli, specialista in epidemiologia.
«Non esiste alcun rapporto diretto fra abitudini alimentari e la comparsa di disturbi alla vista, anche se nel corso delle malattie vascolari e nel diabete si possono avere complicazioni a carico dell'occhio. Non si può quindi parlare di vera e propria prevenzione: è vero però che la vitamina A è particolarmente importante per la visione notturna e dei colori».
Parliamo, dunque, della vitamina A. Dove trovarla?
La vitamina A è presente nel fegato, nelle uova e nel latte; molti alimenti vegetali sono invece ricchi di carotene, una sostanza colorata che il nostro organismo è capace di trasformare in vitamina A. Le carote, i pomodori e tutti gli ortaggi di colore giallo e rosso sono molto ricchi di carotene. Anche negli ortaggi a foglia verde, come spinaci e lattuga, possiamo trovare tanto carotene, anche se 'nascosto' dal verde della clorofilla.
Quali sono le quantità ideali giornaliere?
L'alimentazione degli italiani è sufficientemente equilibrata e copre i nostri bisogni di vitamina A. Una porzione di verdura mista, cruda o cotta (la vitamina A non si impoverisce con la cottura), un bicchiere di latte e una fetta di formaggio forniscono già una quantità sufficiente. Una porzione di fegato di tanto in tanto apporta una enorme quantità di vitamina A: 100 gr di fegato contengono da 10 a 30 volte la quantità giornaliera di vitamina suggerita dagli esperti.
E' consigliabile l'uso di integratori?
L'uso degli integratori ricchi di vitamina A non serve a prevenire disturbi alla vista, anche perché nel nostro paese sono rarissimi i casi di carenza di questa vitamina. E comunque solo uno specialista può autorizzarne l'uso di quantità supplementari. Come tutte le vitamine liposolubili anche la vitamina A, se viene ingerita in eccesso, si accumula nel nostro organismo e può provocare danni.

Occhiali fai da te
Se i caratteri del giornale si confondono, o non si riesce più a distinguere bene i numeri sull'elenco telefonico, probabilmente si sta diventando presbiti. La presbiopia non è una malattia, ma una conseguenza del graduale invecchiamento del cristallino, la lente naturale dell'occhio. Con l'avanzare dell'età il cristallino si indurisce, perdendo la capacità di adattarsi alle diverse condizioni di luce e di mettere a fuoco gli oggetti a distanza ravvicinata. L'unica cosa da fare è comprarsi un bel paio di occhiali e leggere non affaticando gli occhi.
Gli occhiali per presbiti sono venduti per lo più nei negozi di ottica (78%), nelle farmacie (20%) e da poco anche nella grande distribuzione (2%). Una liberalizzazione di mercato resa possibile da una legge del 1° agosto 1993. Nei punti vendita della grande distribuzione e nelle farmacie si possono comprare con tranquillità se la carenza visiva è uguale per entrambi gli occhi e per lenti che non superano le 3 diottrie.
Quelli presenti nei grandi magazzini e supermercati Coop sono distribuiti dalla Fim (Fabbrica italiana di medicazione) e sono disponibili in vari modelli e a varie gradazioni; il prezzo è tra le 25 e le 30 mila lire, con un notevole risparmio rispetto agli analoghi articoli presenti in farmacia o dagli ottici. In poco più di un anno le vendite sono notevolmente aumentate, tanto che Coop e Firm stanno studiando la possibilità di estenderne la vendita anche ai supermercati alimentari. Scegliere il tipo di occhiali più adatto alla propria presbiopia è facile: basta seguire attentamente le istruzioni e le indicazioni riportate in bella vista sugli espositori.