Da Firenze i "globi" più venduti nel mondo

Scritto da Alessandra Pagliai |    Novembre 1997    |    Pag.

Problemi di mappamondo
I veloci cambiamenti politici degli ultimi anni hanno mutato anche i confini fra gli Stati, tanto che un mappamondo di cinque anni fa è oggi superato. Questo si sa e si può anche immaginare l'affanno di chi produce atlanti e mappamondi. «Gli eventi politici in pratica hanno richiesto il rinnovo del 'parco geografico' - conferma l'ingegner Stefano Strata, proprietario della ditta fiorentina Nova Rico, specializzata nella produzione di mappamondi -. Il lavoro è stato duro, ma ci siamo riusciti: dall'unificazione tedesca allo Zaire, dall'ex Jugoslavia alla Russia e, per finire, Hong Kong passata alla Cina, i nostri globi hanno dovuto cambiare i connotati». Non potevamo certo immaginare, invece, che il mappamondo non fosse uguale per tutti: alcuni Stati, che ancora rivendicano un pezzo d'oceano, una parte di terra, una città o quant'altro, vogliono che sulla carta geografica i confini siano quelli da loro indicati. E così alla Nova Rico sono costretti a fare mappamondi diversi per le diverse situazioni.
Questa è la notizia più curiosa che abbiamo ricavato andando a visitare, come ormai facciamo da un po' di tempo, un'azienda fiorentina leader nel proprio settore. La Nova Rico, fondata nel 1955, con la vendita di mappamondi copriva il 70% del proprio fatturato ed è per questo che negli anni '70 ha deciso di sospendere la produzione di cartoleria (pennarelli, cartelline e cartografia), che pure le aveva portato fortuna, per concentrarsi solo sul settore dei mappamondi. Lo scorso anno, nella logica di 'l'unione fa la forza', la ditta fiorentina si è integrata con la Tecnodidattica Ligure, azienda a lei affine.
«Questa fusione è stata salutare per entrambe le aziende - continua Strata -. I marchi sono rimasti separati, ma gli obiettivi sono comuni. In questo modo abbiamo creato la possibilità di avere investimenti e personale in comune: due mosse utili ad abbassare i costi e ad estendere la rete di vendita». Si è quindi creato quasi un monopolio, visto che in Europa i produttori di mappamondi di un certo livello sono soltanto loro e un'azienda danese.
Gli effetti di questa fusione hanno creato nuove prospettive di sviluppo per la Nova Rico, il cui mercato si è esteso a buona parte del mercato mondiale. Anche se Italia, Germania e Inghilterra sono i maggiori acquirenti, le esportazioni raggiungono anche l'Australia, l'America Latina, il Giappone, l'India, il Medio Oriente e la Russia.
Ogni anno i trenta dipendenti della Nova Rico producono, insieme alla Tecnodidattica, ben 850 mila mappamondi, di cui 130 mila destinati al mercato italiano.
L'azienda fiorentina è stata la prima a produrre mappamondi in rilievo. Destinati a un utilizzo didattico - per aiutare i ragazzi, e non solo, a studiare meglio la geografia - con il tempo sono diventati sono stati trasformati in oggetto d'arredamento e di gioco. «Le evoluzioni in questo campo non si contano - dice Strata -. Un primo sviluppo si è ottenuto rendendo il globo luminoso con doppio effetto: uno che evidenzia i caratteri fisici della crosta terrestre e l'altro, a mappamondo acceso, che mette in risalto gli assetti politici attraverso i colori dati ai singoli stati da una cartina interna al globo».
Chiaramente i maggior fruitore del 'mondo' sono i bambini, che usano questo strumento del sapere come se fosse un gioco. Attraverso il globo riescono infatti a mettere in moto la fantasia e a partire per mille viaggi immaginari. Anche gli adulti però amano averlo in casa e spesso lo acquistano come oggetto d'arredamento, anche prezioso, in stile moderno o antico.