Per contrastare l’aumento dell’infertilità nasce a Pisa un centro regionale di riferimento

Scritto da Cecilia Morandi |    Ottobre 2017    |    Pag. 45

Da bambina voleva fare la giornalista, dopo la laurea in lettere a indirizzo storico, il sogno si avvera.

Giornalista professionista, spazia dalla televisione alla carta stampata, dalla produzione di documentari alla cura editoriale.

Collabora con emittenti locali (Rtv38) e nazionali (Tmc2-Videomusic, Raiuno, La7), occupandosi per programmi televisivi di argomenti vari, dall'attualità alla moda, dai viaggi all'alimentazione.

Docente a contratto dell'Università di Firenze, dall'anno accademico 2012-13 insegna agli studenti del Laboratorio di televisione e media digitali del corso di laurea magistrale in Teorie della comunicazione.

Prevenzione

Fra le tante differenze fra uomo e donna, c’è anche il disinteresse dei maschietti per la cura delle proprie parti intime. Mentre le donne sono ormai da tempo abituate a considerare l’appuntamento con il ginecologo come imprescindibile per la propria salute, è difficile trovare un uomo che la pensi allo stesso modo nei confronti dell’andrologo. Sbagliando, perché i problemi che riguardano l’apparato riproduttivo maschile nella maggior parte dei casi vengono scoperti quando è ormai troppo tardi per intervenire.

Per provare a cambiare questa mentalità nasce in Toscana il Centro di coordinamento regionale per la salute riproduttiva maschile. Guidato da una donna, la dottoressa Antonella Bertozzi, già direttrice dell’Unità operativa di Andrologia dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana: «Il nostro gruppo di lavoro è multidisciplinare, perché le problematiche che riguardano l’infertilità maschile e i disturbi erettili sono spesso correlati ad altre patologie, come ad esempio quelle cardiocircolatorie. È una struttura unica in Europa e ringrazio la Regione Toscana per aver capito l’importanza di questa problematica», spiega la dottoressa. Infatti, i dati parlano chiaro: l’infertilità interessa più del 10% della popolazione maschile, con una tendenza ad aumentare, fino a farla considerare dall'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) una malattia sociale. Secondo l'Istat, in Italia il 20% delle coppie in età fertile ha problemi a generare figli e, diversamente da quello che comunemente si pensa, nel 50% delle coppie la causa dell'infertilità è maschile. Molte delle patologie che la provocano sono presenti fin dall'età pediatrica o comunque dalla pubertà, ma vengono diagnosticate tardivamente. Anche i problemi che riguardano il deficit erettile sono in crescente aumento. Perché?

«Le cause sono di vario tipo, da quelle genetiche a quelle endocrinologiche, ma molto contribuiscono gli stili di vita sbagliati. L’uso di droghe considerate leggere, che leggere in realtà non sono, come i cannabinoidi – specifica Bertozzi –, ha conseguenze sia sulla disfunzione erettile, sia sulla produzione di testosterone. Il testosterone basso comporta una minore funzionalità ossea e muscolare, favorisce la sindrome metabolica e di conseguenza può portare a ipercolesterolemia, diabete e ad altre patologie correlate».

Anche obesità, sedentarietà, fumo e malattie sessualmente trasmissibili giocano un ruolo nelle patologie tipicamente maschili. Nella maggioranza dei casi gli uomini ne vengono a conoscenza solo quando non riescono ad avere figli: allora si rivolgono allo specialista, ma spesso è troppo tardi. Anche per i tumori testicolari, la cui incidenza è più che raddoppiata dal 1975 al 2010, per i quali un’individuazione precoce sarebbe indispensabile. Infatti oltre il 75% delle neoplasie testicolari viene diagnosticata tra i 20 e i 44 anni, spesso tardivamente per la cura.

Un tempo c’era la visita di leva, un vero e proprio screening su larga scala della popolazione giovanile maschile, ma da quando è stato abolito il servizio militare obbligatorio anche questa unica occasione di controllo è venuta meno e la maggior parte degli uomini persiste nel non prendersi cura delle proprie parti intime. Per questo tra le attività che svolgerà il Centro regionale per la salute riproduttiva maschile una parte importante riguarderà la comunicazione: «Coinvolgeremo i consultori, ma anche i medici di famiglia, che rappresentano un elemento di contatto importante con la popolazione. Vogliamo che anche i giovani maschi sappiano quanto è importante prendersi cura di sé».


L’intervistata

Antonella Bertozzi

direttrice Centro di coordinamento regionale per la salute riproduttiva maschile

Ospedale Santa Chiara, Edificio 23, via Roma, Pisa

Informazioni: tel 050992353; prenotazioni: tel 050992789 (lun-gio 10.30-13 e 14-15.30, ven 10.30-13), email: t.biasiato@ao-pisa.toscana.it; d.pecchia@ao-pisa.toscana.it