Case, scuole e supermercati costruiti per consumare meno energia

Scritto da Olivia Bongianni |    Febbraio 2008    |    Pag.

Laureata in scienze della comunicazione con una tesi su "Il cuore si scioglie", è giornalista professionista.

Si è occupata di organizzazione di eventi e ha collaborato con alcuni uffici stampa. Ha scritto articoli per l'Unità.

Collabora con un'agenzia di comunicazione e ha scritto per la rivista "aut&aut" su tematiche relative all'innovazione nella Pubblica amministrazione.

È appassionata di lettura, cinema, calcio.

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Traslocare in un appartamento a consumo zero. Sedersi tra i banchi di una scuola ecocompatibile. Fare la spesa in un supermercato dove tutto, dagli interruttori a tempo ai frigoriferi, è ad impatto ambientale ridotto. Non è utopia, ma sono alcune delle possibilità concrete offerte anche in Toscana dalla bioedilizia. Che propone tecniche di costruzione d'avanguardia ma anche piccoli "trucchi" che ciascuno può adottare in casa propria per risparmiare sulla luce, sul riscaldamento, sull'elettricità. Non è difficile: basta un po' di energia. Rinnovabile, magari.

Case senza bollette
L'ecologia mette su casa. A Sesto Fiorentino, alle porte di Firenze, sorgerà il più grande insediamento residenziale ad alto risparmio energetico d'Italia. A costruirlo saranno vari soggetti, fra cui la Unica e altre cooperative (Manta, Greve, Giove e Saturno), e il gruppo Margheri. I lavori, appena partiti, si concluderanno nel 2010 e il complesso avrà un valore immobiliare di circa 300 milioni di euro. Il "villaggio modello" sarà composto da circa 650 appartamenti.
Otto appartamenti, definiti di "classe A free", saranno praticamente a consumo zero, poiché capaci di produrre da soli energia grazie ad innovativi accorgimenti. Ad esempio, pannelli termici e fotovoltaici in grado di trasformare la luce e i raggi solari in acqua calda ed energia elettrica. Anche i restanti (di "classe A") consentiranno di risparmiare energia, fino al 70 per cento dei consumi. È stato stimato che il fabbisogno energetico di un'abitazione di questo tipo non supera i 3 litri di gasolio all'anno per metro quadrato, a fronte dei 10 litri di una casa tradizionale (fonte Enea). Per raggiungere il risultato i muri saranno più spessi e ci sarà un sistema di ventilazione con recupero di calore, che consentirà un ricambio continuo di aria nuova e filtrata. Una curiosità: l'impianto elettrico prevede bio-interruttori per ridurre l'inquinamento elettromagnetico.
Comprare questo tipo di appartamenti significherà pagare poco di più all'acquisto. Il maggiore costo per quelli di "classe A" può essere considerato quasi inesistente, mentre per i "classe A free" è stimato intorno al 10 per cento, ampiamente compensato dal risparmio nei consumi e dal valore dell'immobile.
La cooperativa di abitanti Unica ha già messo in cantiere i suoi ottanta appartamenti "classe A" a Sesto e altri 40 a Calenzano, in cui saranno installati tra l'altro impianti di recupero delle acque piovane.

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Bioedilizia a scuola

La bioedilizia, poi, comincia a fare... scuola. Ne sanno qualcosa a Montelupo, dove a settembre è stato inaugurato un edificio scolastico all'avanguardia. È l'istituto comprensivo "Baccio da Montelupo", uno fra i primi realizzati seguendo le "linee guida per la valutazione della qualità energetica ed ambientale", elaborate dalla Regione Toscana per l'edilizia ecocompatibile. Nel progettarlo, innanzitutto, si è scelta una zona adatta dal punto di vista della qualità dell'aria, dell'assenza di campi elettromagnetici, dell'inquinamento acustico. Si è puntato poi sul risparmio energetico. Ampie finestre che guardano verso sud sono state predisposte per favorire nei mesi più freddi l'illuminazione e il riscaldamento naturale ed è stata realizzata una pensilina la cui inclinazione permette la schermatura dal sole nel periodo estivo, per impedire l'eccessivo riscaldamento dei locali. Per la produzione di tutta l'acqua calda sanitaria necessaria alla struttura si utilizzano pannelli solari, che riescono ad alimentare circa il 30% dell'impianto termico, mentre per il riscaldamento non sono previsti termosifoni, ma un sistema a pannelli radianti sotto il pavimento. Attraverso sensori che rilevano l'intensità della luce naturale e la presenza di persone, l'impianto d'illuminazione emette luce graduale sufficiente ad integrare quella solare. Al piano terra c'è una grande cisterna per la raccolta dell'acqua, che viene utilizzata per i servizi igienici e per l'irrigazione del giardino. Infine, tutti i materiali utilizzati sono certificati e biocompatibili, o comunque ad impatto ambientale ridotto. I rivestimenti e le tinteggiature, trattati con biossido di titanio, se posti in condizioni corrette di illuminazione diventano "autopulenti" e "autoigienizzanti", consentendo anche un minore impiego di disinfettanti.

Risparmio al super
Ecco alcuni accorgimenti che Unicoop Firenze ha attuato nei propri punti vendita per ridurre i consumi di energia. Ne parliamo con Maurizio Baldi, energy manager di Unicoop. Negli impianti di climatizzazione, ad esempio, si tende a far ricorso a motori inverter che consentono di modulare la velocità dei ventilatori in modo da mantenere costante la qualità dell'aria all'interno del punto vendita: «Con un inverter si ottengono risparmi che vanno dal 3 al 4% rispetto al totale dei consumi - chiarisce Baldi -. Il programma di Unicoop prevede la loro installazione nei nuovi punti vendita e, dove possibile, la sostituzione. Negli ipermercati di Lastra a Signa, Arezzo e Cascina, ad esempio, sono già stati inseriti». Sempre in tema di raffreddamento in alcuni casi si adotta il sistema free cooling, ovvero l'immissione all'interno del punto vendita di aria fredda esterna (notturna), cosa che consente nei mesi estivi di avviare un po' più tardi l'impianto di condizionamento. «Dov'è possibile, poi, cerchiamo di privilegiare l'uso della luce naturale, attraverso lucernari. Ciò permette la regolazione automatica del flusso luminoso in base all'intensità della luce proveniente dall'esterno».
I nuovi negozi sono dotati anche di interruttori a tempo o di presenza (quelli che si accendono quando rilevano persone nei locali) nelle zone di transito (bagni, spogliatoi, corridoi). Si sta infine cercando di ridurre i consumi delle celle frigo e frigo alimentari che, accesi tutto l'anno 24 ore su 24, rappresentano la voce di spesa per energia più elevata (incidono in media per il 30-40%): «La soluzione più semplice, adottata ormai quasi dappertutto, è quella di coprire di notte i banchi con delle tende e di spengere le luci: per l'impianto frigo questo consente in quelle ore una riduzione dei consumi di circa il 30 per cento». Vengono inoltre installate valvole elettroniche che consentono di regolare il freddo all'interno del banco frigo a seconda delle esigenze (tutte le volte che prendiamo un prodotto ne alteriamo l'equilibrio) e della temperatura esterna. Non tutti lo sanno, ma il ricorso a questa e alle altre tecnologie citate è reso possibile dalla presenza all'interno di ciascun punto vendita di una sorta di centralina "intelligente", che gestisce in maniera automatica il funzionamento di tutti gli impianti. Così al supermercato il risparmio comincia dall'energia.


Empoli
Solare d'inverno

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È entrato in funzione da poco il primo impianto fotovoltaico nel centro commerciale di Empoli, in Via Sanzio, e già si vedono i benefici.

Da dicembre produce una media giornaliera di oltre 1.000 kWh, consentendo una riduzione di oltre 600 kg al giorno di anidride carbonica.
Anche d'inverno, a seconda delle giornate, l'impianto produce circa il 15-20% dell'energia elettrica consumata dal punto vendita Coop.


Per saperne di più
www.casemargheri.it
www.cooperativaunica.it
www.comune.montelupo-fiorentino.fi.it