Oltre duemila anni di storia in mostra, con i pezzi più importanti delle collezioni medicee

Scritto da Edi Ferrari |    Novembre 2003    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Prima di Colombo
Ci sono voluti tre anni
di lavoro sui reperti dei musei di tutto il mondo per selezionare le circa 370 opere, tra le più belle ed interessanti delle culture dell'antico Perù, che costituiscono questa che è, per le sue caratteristiche, una mostra mai realizzata prima.
"Perù. La grande arte precolombiana da Chavín all'impero Inca", a Palazzo Strozzi di Firenze dal 15 novembre al 22 febbraio 2004, presenta, dal punto di vista artistico e antropologico, le culture preispaniche che fiorirono nelle regioni dell'attuale Perù dal 900 a.C. fino all'arrivo degli Spagnoli nel 1532.
Il percorso espositivo si articola in venti sezioni, presentate in modo tale da mantenere sempre viva l'attenzione e la curiosità del visitatore, con accostamenti che rompono la monotonia delle mostre tradizionali e insieme svelano la complessa rete di significati che circonda le opere.

La sezione introduttiva è dedicata al legame fra la mostra stessa e Firenze: l'Italia, e il capoluogo toscano in particolare, hanno avuto infatti un ruolo molto importante nel riconoscimento della grande ingegnosità delle opere e degli strumenti delle culture amerindiane. Saranno così esposti contemporaneamente, per la prima volta, i pezzi più importanti delle collezioni medicee di oggetti esotici, chiaro esempio della grande apertura culturale di Firenze e dei Medici in un periodo storico in cui i pregiudizi portavano a rifiutare con decisione le opere delle culture 'diverse'.

Quello che è il tradizionale allestimento cronologico e geografico, con l'illustrazione dell'ambiente e delle culture dell'area peruviana, è concentrato in tre sole sezioni, e servirà ad introdurre il visitatore in un contesto che è a lui sconosciuto, e a dare le coordinate di fondo per proseguire alla scoperta di sezioni monografiche che rappresentano il cuore, e in molti casi l'assoluta novità, della mostra.
Così, attraverso la presentazione di tutta la gamma dei materiali modellati dagli artisti (dalla dura selce alle impalpabili penne, dalla terracotta ai tessuti, dalla pietra all'oro e alle pietre preziose); o nella panoramica completa delle diverse forme d'arte (dalla scultura alla pittura, dal naturalismo all'astrattismo, dal tutto tondo al bassorilievo e all'incisione); o nell'illustrazione delle diverse tematiche delle opere (che celebravano il potere sovrannaturale dei sovrani, garantivano la fertilità della terra, reiteravano i miti cosmogonici); grazie dunque a questa approfondita articolazione della mostra, il Perù preispanico esce dal mondo dell'archeologia per entrare in quello dell'arte.

I soci Unicoop Firenze potranno visitare la mostra usufruendo dell'ingresso ridotto: 5,50 euro invece di 8 euro.