I tesori "nascosti" della città-fabbrica fra bellezze naturali, monumenti storici e artistici

Pochi, tra i viaggiatori che affollano gli imbarchi dei traghetti per l'isola d'Elba, afferrano la bellezza di questa cittadina: vedono soltanto la sagoma invadente delle acciaierie e fuggono via. Etrusca e medievale, rinascimentale e ottocentesca, Piombino nasconde un cuore prezioso fatto di stretti ed affascinanti vicoli e di testimonianze antiche.

Promontorio strategico

Le prime tracce parlano di un insediamento sul promontorio già agli albori dell'anno Mille. Il Promontorio di Piombino era difatti un eccellente punto strategico per osservare e controllare il traffico con l'isola d'Elba. Nel tredicesimo secolo Piombino diventa il secondo porto più importante in Toscana. Economicamente forte, la città comincia ad avere una svolta nel quattordicesimo secolo con l'avvento della dinastia degli Appiani che riempirà la città di preziose testimonianze rinascimentali. Nel 1447 viene realizzata la fortezza del Rivellino che l'anno dopo resisterà all'assedio di Alfonso I d'Aragona. Grazie a Cosimo I dei Medici nel 1553 il cassero quattrocentesco viene ampliato e trasformato nella Fortezza Medicea. Intanto si è esaurito il governo degli Appiani ed il principato viene "comprato" da Niccolò Ludovisi, un nobile con il quale si inaugura la dinastia, imparentata con papa Gregorio XV, che durerà fino al ‘700.

Dopo Napoleone

L'ottocento è alle porte ed il piccolo stato che i francesi vittoriosi hanno deciso di unire a Lucca viene concesso da Napoleone alla sorella Elisa che, con il marito Felice Baciocchi, ne reggerà le sorti fino al Congresso di Vienna. Dopo la caduta di Napoleone la città di Piombino prosegue la sua crescita economica grazie alla campagna di risanamento del granduca Leopoldo II. E siamo ai tempi nostri: il Palazzo Appiani è ancora lì e regala dignità alla passeggiata a mare. Il centro storico è ancora intatto: un intreccio di piccoli vicoli si snoda tra orti e cortili fra le antiche mura, il torrione del Rivellino ed il mare. Passeggiando per il borgo svetta il Palazzo Comunale del ‘400 e, inoltrandosi per viuzze nascoste, arriviamo in un'incantevole piazzetta dove sorge la chiesa di Sant'Antimo al cui interno sono opere di grande valore, come il quattrocentesco sepolcro di Emanuele Appiani, ma anche testimonianze più antiche, come la colonna etrusca databile al quarto secolo a.C.

Una terrazza sull'arcipelago

Una breve scalinata ci fa scoprire un altro gioiello inaspettato: piazza Bovio, un'eccezionale terrazza aperta sull'arcipelago toscano. Qui la brezza è incessante ed il panorama non si stanca di correre da Punta Ala agli scogli di Cerboli e Palmaiola che annunciano l'isola d'Elba. All'orizzonte spunta anche il profilo appuntito di Montecristo, e quello inconfondibile della Corsica e di Capraia. Piazza Bovio, che con il suo faro indica la rotta alle navi cargo che attraversano questo tratto di mare, è anche il luogo dove ogni sera la gente di Piombino viene a cercare compagnia, magari aspettando il tramonto, seduta sotto le odorose tamerici.


Box
Piombino stupenda

Una romantica alcova

Si dovrebbe salire sul tetto del Museo della Città o Castello di Piombino (fu carcere fino a qualche decennio fa) per godere della visione completa della città e dei suoi dintorni; da lassù l'isola d'Elba è veramente vicina. Un altro luogo dove si respira appieno il fascino di Piombino è il piccolo porticciolo dove un tempo sorgeva l'Antica Porta a Mare. Poche barche di pescatori ormeggiate, un circolo, vecchi lupi di mare che giocano a carte tra reti stese al sole e gatti sonnecchianti. Una romantica alcova riunisce anziani musicisti da balera ogni pomeriggio intorno alle cinque: col vento, con la pioggia o il sole sono lì a cantare vecchie canzoni al mare, alcuni si commuovono e rievocano il tempo che fu, altri suonano il violino con una rosa sul petto e le nostalgiche melodie si spandono nell'aria gonfia di odori.

 


Notizie correlate

Il ferro di Populonia

Fu grazie alla necessità di questo materiale per la I Guerra Mondiale che vennero alla luce gran parte delle tombe


Sapori d'Elba

Piatti e vini tipici dell'isola: come prepararli, come sceglierli