Scritto da Laura D'Ettole |    Giugno 1999    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Prezzi, prodotti, occasioni
Prodotti toscani. Anche in cucina, a saperli vedere, c'è aria di vecchi conflitti di classe. Nell'antica Roma, ad esempio, per qualcuno la vita era talmente grama che nei ricettari si consigliava di mangiare le verdure crude intinte nell'aceto per risparmiare l'olio; per altri invece (non tanti) lo era così poco, che per il succo di una pianta particolare - il laser - erano disposti a pagare il peso equivalente in oro. Anche nei tipici prodotti toscani c'è traccia di una certa ingiustizia sociale. Prendiamo ad esempio il crostone. L'uso di poggiare la carne su fette di pane che sostituivano i piatti si fa risalire alle mense più abbienti del Medioevo. Per la maggior parte dei comuni mortali la carne era infatti un lusso impossibile. Il crostone di oggi è fatto con filetto di maiale speziato, messo all'interno di pane da crostini e avvolto nella pancetta. Con i resti delle cucine padronali, ceduti alle donne di servizio, si facevano invece le universali polpette. Aggiungendo magari, per mascherare i sapori, tanto aglio e prezzemolo.
Crostone, polpette, pancetta e tanti altri prodotti tipici della Toscana sono in promozione in questo periodo nei supermercati Coop.

Minestra di pane. Anche la minestra di pane è sorella delle polpette. In pratica, le solite donne di servizio portavano a casa i soliti resti dei banchetti altrui e, per variare un po' i sapori, invece di farne polpette decidevano di bollirli. Il fatto è che il gusto di questo progenitore della minestra di pane praticamente non era mai uguale. E' solo con la scoperta dell'America che questo piatto si evolve fino ad acquistare dignità gastronomica. Perché arrivano i pomodori, le patate, ma soprattutto i cannellini, i fagioli destinati a diventare toscani per elezione. Si mischiano con tutte le verdure, pane e pepolino, e la minestra di pane ha finalmente i connotati di oggi. Il fatto curioso è che anche d'estate si vendono quasi le stesse quantità invernali. Perché piace molto anche fredda.
Minestra di pane, insalata di farro, cacciucco e molti altri prodotti della tradizione toscana, in gastronomia nei supermercati Coop a prezzi interessanti.

Ciliege. Il ciliegio è un albero originario dell'Asia minore, ma qui si è ambientato davvero bene, come tutti sanno. Oggi cresce selvatico nei boschi dell'Europa, dell'Africa settentrionale e dell'Asia centrale. Le ciliege sono ottime candite, sciroppate e in confettura. Ben si prestano inoltre, specie le varietà più piccole e acidule, a essere conservate sotto spirito per essere offerte, a fine pranzo, al posto di più impegnativi e costosi liquori. La produzione di ciliege è tutta all'aria aperta e quasi tutta nazionale. Il vero problema è dunque la clemenza della natura. Se piove a maggio le ciliege si bagnano, si spaccano e addio. Hanno vita corta: durano un mese e mezzo. Ma in questo breve lasso di tempo se ne vendono in quantità elevatissime. Se ce ne fossero, le vendite sarebbero ancora più elevate. Prendiamo le ciliege di Vignola, le migliori in commercio. Il fatto è che i produttori sono pochi e non ce la fanno a star dietro alla domanda. E allora, anche se una tira l'altra... dovremo controllarci.
Le ciliege sono in offerta speciale nelle prime due settimane di giugno nei supermercati Coop.

Sviluppo fotografico. Se vi prende lo sfizio di riprodurre una fotografia amata su una maglietta, un lenzuolo o un paio di calzini, sappiate che è un'impresa possibile. E' uno dei tanti servizi offerti dai centri di sviluppo fotografico inseriti sempre più diffusamente nei supermercati Coop. E' un servizio self-service semplicissimo. Per la stampa standard di una foto 10x15, ad esempio, basta prendere una busta dall'espositore, inserire i negativi e staccare una contromarca, per poi ritirare le foto 24 ore dopo all'ufficio informazioni.
Si stampa solo su carta Kodak, a prezzi inferiori almeno del 20% a quelli di mercato.