Scritto da Laura D'Ettole |    Marzo 1999    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Coda di rospo.
Prezzi, occasioni, prodotti
Il suo più poetico nome è rana pescatrice. O, per meglio dire, il suo nome da pesce 'integro', perché generalmente viene commercializzato senza la testa. Può sembrare una crudeltà gratuita, ma se qualcuno andando a spasso per i nostri mari è incappato nella rana pescatrice, non stenta a farsene una ragione. Il suo aspetto è francamente inquietante: la testa rapprensenta almeno due terzi del corpo e la sua bocca è enorme. Ma la bellezza, si sa, non è tutto. Tant'è che la coda di rospo è uno dei pesci più venduti per gli arrosti; almeno dopo orate, branzini e salmoni. Qualcuno la consuma sotto forma di squisito carpaccio. La sua provenienza è quasi sempre estera: Francia, Danimarca, Scozia. In piccole dimensioni si trova anche nei nostri mari.
La coda di rospo è in vendita a prezzi interessanti, in questo periodo, nei supermercati Coop.

Jeans. La paternità dei jeans se la contendono da decenni americani e genovesi. Perché pare che agli inizi dell'800 la loro resistentissima tela venisse tessuta a Genova e usata per abiti da lavoro pesante. Tipo minatori tanto per intenderci. Di colpo la troviamo in America. Spionaggio industriale? Flussi migratori? Non si sa. Quel che è certo è che il signor Levi's Strauss con quella tela comincia a produrre i jeans, ovvero pantaloni da lavoro resistentissimi che - dicono i genovesi - della loro origine italiana mantengono questo nome storpiato (jeans uguale "di Genova"). Negli anni i jeans cambiano. Vengono inseriti, ad esempio, quei "rivetti" di metallo che li contraddistinguono, nei punti strategici. Ma vivono una vita abbastanza oscura e tranquilla fino a pochi decenni fa, quando il marketing e gli stilisti se ne appropriano per dirottarli nel guardaroba di tutti noi.
Nei principali supermercati Coop, a marzo, si trovano jeans di marca a prezzi speciali.

Prosciutto San Daniele. Si riconosce dalla gamba, perché al prosciutto è attaccato lo zampetto del maiale, ed è fatto a forma di chitarra. Viene dal Friuli, ha un caratteristico colore rosato e un sapore dolce. La sua lavorazione, su cui vigila un Consorzio di tutela, è semplice solo in apparenza. In realtà schiere di norcini si tramandano i suoi piccoli segreti di padre in figlio. E alcuni dei termini usati per definirla sembrano più adatti a un istituto di bellezza che a un ciclo produttivo. E allora ecco che dopo la 'rifilatura' che libera i prosciutti dall'eccesso di grasso, arriva il 'massaggio', cui segue la salatura (con sale rigorosamente marino) e poi la 'toelettatura', dove vengono lavati, spazzolati e fatti asciugare al sole o essiccati per due giorni ad una temperatura che non superi i 15°. Alla fine si procede alla 'stuccatura', in cui ogni sia pur lieve imperfezione viene riempita con un impasto particolare. La stagionatura conclude il ciclo con un invecchiamento minimo di 8 mesi.
In questo periodo il prosciutto San Daniele è in offerta nei supermercati Coop.

Agnello. Ormai lo si consuma con una certa regolarità nel corso dell'anno, ma a Pasqua la domanda s'impenna. Quello in vendita alla Coop, proviene dall'Amiata e un po' da tutta la Maremma tosco - laziale, poi dalla Puglia e dalla Sardegna. Viene allevato allo stato brado, in enormi recinti di centinaia di ettari, da madri che mangiano erba. Per il consumo finale viene selezionato un agnello di media grandezza (otto/nove chili) che ha sì carne tenera, ma anche più saporita perché già comincia a dar corso ai propri istinti erbivori. Il suo gusto è particolarmente delicato, ma chi ama i sapori più forti e decisi non disperi: nei reparti macelleria verrà presto sperimentato l'inserimento della carne di agnellone. Il suo fratello maggiore, più adulto e maturo.
Nella seconda metà di marzo, forti ribassi del prezzo dell'agnello nei supermercati Coop.

Carne equina. Dopo i risultati positivi del test della carne equina condotto in alcuni supermercati Coop, questo tipo di prodotto sarà inserito nel supermercato di Siena Le Grondaie.