I tre scopi principali dell'attività della cooperativa: prezzi bassi, qualità dei prodotti e solidarietà

Scritto da Laura D'Ettole |    Giugno 2004    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Prezzi e qualità
Leader di convenienza.

Al primo posto per convenienza non solo nelle sette province in cui Unicoop Firenze si trova a operare, ma anche a livello italiano. I riconoscimenti nel 2003 sono arrivati da ogni parte, sempre più numerosi: da fonti indipendenti come Altroconsumo, la rivista dell'omonima associazione di consumatori, e da vari istituti di ricerca a livello nazionale. Un dato per tutti: nel 2003 l'Istat ha rilevato un'inflazione a Firenze del 2,1% contro il 3,1% a livello nazionale.
La convenienza di Unicoop spinge le insegne concorrenti a tenere prezzi più bassi addirittura del 5-6% rispetto a quelli praticati nel resto d'Italia, con effetti benefici per tutto il territorio. Questo concetto è ben presente nella testa dei consumatori toscani. L'ultima indagine condotta dall'istituto di ricerca Ales, in particolare, testimonia come Unicoop Firenze presenti i valori più alti rispetto alle altre insegne concorrenti non solo per il livello di soddisfazione complessiva, ma proprio per un rapporto estremamente favorevole fra prezzi e qualità dei prodotti.

Il 2004 si annuncia un periodo particolarmente difficile per i consumatori italiani. Mai così in basso il clima di fiducia: era a 123,3 a dicembre 2001, ed è sceso a quota 99 a febbraio 2004 (dati Isae). Mentre una recente indagine Ac Nielsen ha messo in luce come addirittura il 62,3% delle famiglie italiane quest'anno si limiterà all'acquisto di beni e servizi legati alle necessità di tutti i giorni; per un ulteriore 29,7%, inoltre, soddisfare alcune esigenze primarie significherà addirittura ricorrere a un sacrificio. Per continuare a difendere il potere d'acquisto di soci e consumatori, con politiche che favoriscano i meno abbienti, la cooperativa quest'anno ha deciso di sacrificare, se necessario, anche una parte del risultato economico.

Prezzi e qualità 2
Qualità e sicurezza.

Controlli continui su tutta la filiera dei prodotti a marchio Coop, nessun uso di Ogm, tracciabilità di carni e pesce: l'impegno sul versante della qualità e sicurezza dei prodotti è primario negli scopi di Coop. Solo per le analisi del prodotto a marchio, Coop Italia ha predisposto un imponente piano d'investimenti, che supera i 10 milioni di euro. Ma anche l'attività di controllo qualità condotta da Unicoop Firenze è costante e massiccia. Più di 700 ispezioni annue sui punti vendita della cooperativa nel 2003, 250 controlli sui fornitori, un milione di euro di budget di investimenti: queste sono solo alcune delle cifre che testimoniano l'ampiezza di questo impegno.
Lavorare sulla qualità significa in particolare assicurare la presenza su tre filoni di attività: sicurezza su fornitori e prodotti, qualità del punto vendita, segnalazione di prodotti difettosi da parte dei soci e consumatori. Ogni punto vendita riceve almeno tre controlli a sorpresa ogni anno (gli ipermercati anche di più). Mentre i fornitori della cooperativa annualmente vengono sottoposti a circa 300 ispezioni senza preavviso, effettuate da personale esterno specializzato, il 50% delle quali concentrate sui prodotti freschi.

Solidarietà.
Specialità torta alla papaia e pane Shalom: il 17 gennaio è stata festa grande a Loumbila, in Burkina Faso, per il primo anniversario della pizzeria dell'orfanotrofio, nata grazie alla collaborazione tra Movimento Shalom e Unicoop Firenze, che l'ha finanziata con 70 mila euro. L'evento ha conquistato la diretta sul primo canale televisivo nazionale, mentre i giornali hanno scritto fiumi di parole su questa iniziativa nata con lo scopo di migliorare le condizioni di vita di tutta la popolazione e in particolare dei bambini più poveri.
L'attività di Unicoop Firenze sul tema della solidarietà internazionale si fa sempre più intensa, così come la collaborazione con una rete capillare e diffusa di associazioni no profit. In Palestina, accanto alla vendita dei prodotti in legno d'olivo degli artigiani di Betlemme, c'è stato l'accordo con la Fondazione Peres per l'assistenza e le cure ai bambini palestinesi da parte degli ospedali israeliani, a cui Unicoop ha destinato 70 mila euro. In India, nel villaggio di Madaplaturuth, nella regione del Kerala, grazie all'aiuto economico di Unicoop Firenze è stata costruita una fabbrica per realizzare, con tecniche artigianali, camicie in cotone che vengono vendute negli ipermercati del gruppo. Ma questa - vale la pena di sottolinearlo - non è una storia di "delocalizzazione produttiva", come la si definisce oggi, bensì di commercio equo e solidale. Una vicenda insomma in cui Unicoop Firenze non è andata a produrre in un luogo dove la manodopera costa meno, ma che ha una logica diversa: quella di spezzare il rapporto ineguale che lega lo scambio fra paesi del nord e del sud del mondo.
L'attività di solidarietà condotta dal gruppo lo scorso anno comunque non finisce qui, perché ci sono state oltre 2500 adozioni a distanza all'interno del progetto Un cuore si scioglie, e 160 mila euro raccolti fra soci e consumatori. E infine quattro progetti sul tema Acqua per la pace finanziati in Palestina, Burkina Faso, Bolivia e Filippine per ben 400 mila euro.

Nell'area in cui opera il gruppo, tre famiglie su quattro hanno al loro interno un socio Coop

PUNTI VENDITA
Ricomincia da otto Otto aperture in un anno, che in cifre ha significato un investimento di ben 197,5 milioni di euro, che ha prodotto 944 nuovi occupati con un incremento del 14,4% rispetto all'anno prima. Sono stati aperti cinque supermercati (piazza Leopoldo e Ponte a Greve a Firenze, e poi ad Arezzo, Bientina e Lucca), due minimercati (Impruneta e Antella) e un iper (Sesto Fiorentino). A questi si sono affiancati quattro nuovi punti vendita Obi.


ATTIVITA' SOCIALI
Le altre cifre

Progetto Ausilio
Spesa a domicilio e Spesa insieme: le sezioni soci che hanno attivato il progetto sono 20.

Educazione al consumo consapevole
Nell'anno scolastico 2003/04 sono stati coinvolti 50.700 alunni, 2340 insegnanti. L'investimento della cooperativa è stato di 800 mila euro.

Commercio equo e solidale
Il fatturato nazionale Coop è passato da 3 milioni di euro del 2002 a circa 9 milioni del 2003. Questo grazie anche all'inserimento nella famiglia dei prodotti Coop a denominazione "Solidal".