Le previsioni sulla raccolta di olive in tutto il Mediterraneo. Ottimo il raccolto per la Toscana

Scritto da Laura D'Ettole |    Ottobre 2004    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Se il diavolo non ci mette lo zampino quest'anno il prezzo dell'olio calerà. Almeno queste sono le previsioni agli inizi di settembre, nel momento in cui scriviamo.
La stagione è stata buona in tutto il bacino del Mediterraneo e si prevede una produzione complessiva superiore di 3-4 milioni di quintali di olive rispetto al 2003.
Sui mercati internazionali faranno la parte del leone paesi come Tunisia, Turchia, Siria, Iran e Libano, che produrranno 3 milioni di quintali in più. Mentre Grecia e Italia si accontenteranno di mettere insieme mezzo milione di quintali più del 2003. La Spagna contrarrà un po' le quantità, ma con i suoi 13/14 milioni di prodotto annuo rimarrà pur sempre leader europeo.

A dire il vero il mercato attuale risente ancora del picco dei prezzi dovuto alle gelate, alla siccità e in parte alle speculazioni internazionali dell'anno passato, con una crescita dei prezzi che da gennaio a luglio 2004 si aggira intorno al 35%.
Ma tutti prevedono che il trend cambierà. A meno che, beninteso, qualche evento improvviso non arrivi a sconvolgere tutto.

Sarà una stagione olivicola particolarmente ricca in Toscana dove l'Ismea, l'agenzia di servizi per il mercato agricolo, stima un raccolto superiore di oltre il 60% rispetto ai livelli dello scorso anno, contro un incremento medio italiano intorno al 30%. Ma anche Umbria, Puglia e Sicilia - che insieme alla nostra regione rappresentano circa il 90% del mercato dell'extravergine italiano - sono piene di olive risultate immuni, per fortuna, agli attacchi della perfida mosca olearia.
Come si tradurrà tutto questo in termini di riduzione del prodotto finale è ancora difficile da stabilire. Quello che è certo secondo gli osservatori è che non solo il prezzo dell'olio novello subirà un ridimensionamento rispetto all'anno passato, ma analogo destino seguiranno l'Igp toscana, e le varie Dop italiane.