Ecco le piante che depurano l'aria, liberandoci dai veleni che si annidano negli ambienti casalinghi

Scritto da Càrola Ciotti |    Gennaio 2010    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

L'era moderna, è noto, ha introdotto grandi innovazioni, e la continua evoluzione tecnologica ha spesso migliorato molti aspetti della vita degli esseri umani. Come spesso accade, tuttavia, il progresso e le comodità non sempre vanno d'accordo con le esigenze del nostro sempre più delicato ecosistema. Succede, allora, di trovarci, nostro malgrado, a dover convivere con centinaia di sostanze chimiche - spesso tossiche, e quindi pericolose - che entrano quotidianamente in contatto con noi, sia all'esterno, sia all'interno dei nostri ambienti domestici.

La questione dello "smog casalingo", d'altronde, è nota da tempo: questo tipo di inquinamento (la cosiddetta sindrome da edificio malato) è uno tra i più subdoli, e lo si avverte in special modo durante l'inverno, quando le finestre restano chiuse la maggior parte del tempo. Possono manifestarsi, allora, disturbi e patologie di varia natura.
Abbiamo affrontato questo argomento con Claudio Nassi, appassionato collezionista di piante rare, che spesso dedica il suo tempo a studi e ricerche inerenti il mondo vegetale.

«Dovremmo essere consapevoli di quali sono le sostanze tossiche che normalmente respiriamo nelle nostre case o nei luoghi di lavoro e di studio - spiega Claudio -, per cercare di difenderci dai pericoli che ne derivano; fortunatamente alcune piante di facile coltivazione possono aiutarci a purificare l'aria degli ambienti, essendo capaci di assorbire fino all'80% degli inquinanti».

Lo conferma uno studio della Nasa - datato 1980 e durato parecchi anni - commissionato per testare un sistema ecologico chiuso, quale una base lunare atta a ospitare un equipaggio umano. L'esperimento ha dimostrato scientificamente che talune piante possono migliorare, purificare e addirittura diminuire la carica batterica presente nell'aria degli ambienti che le ospitano. L'elenco di queste piante preziose per la salute, stilato dalla Nasa, contiene circa 50 varietà; a ognuna è stato assegnato un punteggio - da 1 a 100 - calcolato in base alla capacità di assorbire le diverse sostanze.

«Esistono vari meccanismi, molto complicati da spiegare - argomenta Claudio -, attraverso i quali le piante sono in grado di agire sulla qualità dell'aria. Ad esempio, con la fotosintesi clorofilliana, le foglie assorbono anidride carbonica, e le radici l'umidità; complesse reazioni chimiche impiegano l'idrogeno e l'anidride carbonica per sintetizzare alcuni zuccheri, mentre l'ossigeno viene liberato nell'aria, migliorandone la qualità».

Ambienti più salubri
Volendo combattere contro benzene, ammoniaca, alcool, xilene, formaldeide, trementina, toulene, etilacetato ecc. che si annidano in adesivi, vernici, detersivi, fumo di tabacco, tendaggi, insetticidi e spray in genere, ma anche nei cosmetici o nella polvere stessa, possiamo decidere di coltivare alcune di queste piante in casa, rendendo l'ambiente non solo più gradevole esteticamente, ma anche molto più salubre e "pulito".

I problemi provocati al nostro organismo da queste sostanze possono, in alcuni casi, far insorgere un aumento di allergie e di crisi asmatiche, soprattutto nei bambini, e sono spesso causa di irritazione alle mucose di naso e faringe, di mal di testa e stanchezza. Nassi sostiene che per ottenere un buon effetto purificante degli ambienti è necessario sistemare almeno una pianta ogni dieci metri quadri di superficie; l'ideale è raggrupparne due o tre in un angolo, sufficientemente luminoso, in modo che si crei un microclima specifico all'interno della stanza.

È utile sapere che le piante deputate alla purificazione dell'aria, hanno bisogno di alcune settimane di adattamento al nuovo ambiente, prima di iniziare a "lavorare" efficacemente. Le due specie più attive, in questo senso (con 85 punti totali), sono: la Areca palmata, una piccola palma originaria del Madagascar, molto elegante, con foglie che ricordano vagamente la Kentia, e che rimuove 19 microgrammi l'ora di xilene e toulene; la Rhapis Excelsa, una palma cinese, che ricorda per alcuni aspetti il bambù, ha foglie a forma di ventaglio, e può crescere fino a un metro e mezzo d'altezza. Necessita di molta acqua, da aprile a settembre: il resto dell'anno è sufficiente mantenere il terriccio appena umido e spruzzare periodicamente il fogliame con acqua tiepida, sistemando il vaso su ciottoli bagnati.

Seguono, con un potere purificante solo di poco inferiore: la palma di bambù, originaria del Messico; la Dracena (compresa la varietà Deremensis, nota come tronchetto della felicità), entrambe con ottime capacità di depurazione - dieci microgrammi l'ora di xilene e toulene, otto di formaldeide e altri inquinanti minori - e la palma da dattero nana. Aggiungiamo a questo gruppo che, ricordiamolo, si distingue in classifica con 75 punti, il comunissimo Pothos, la Felce di Boston, l'Edera - particolarmente efficace, può assorbire fino a dodici microgrammi l'ora di formaldeide - e la modesta, ma decisamente attiva Spatifillo, longeva pianta dalle foglie lucide e dai bei fiori bianchi che "succhia" ben diciannove microgrammi di acetone, tredici di metanolo, sette di benzene e tre di formaldeide.

Chiudono l'elenco, altrettante piante che depurano in modo minore, ma pur sempre efficace. Citiamo le più note: Gerbere, Begonie, Croton, Dieffenbachia, Anturio, Stella di natale... Tra le succulente (le piante grasse), segnaliamo tre specie, molto decorative, che assolvono bene questo compito di "spazzine": ci riferiamo alla Kalanchoe, l'Aloe (pianta dalle mille proprietà benefiche) e l'Epiphilum.

 


L'intervistato è Claudio Nassi, collezionista di piante rare e esperto di botanica.

 

Per un eventuale ulteriore approfondimento: B. C. Wolverton, Amiche piante: 50 piante per purificare l'aria in casa e in ufficio, Ed. Armenia

 

Fotografie di Federico Magonio


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