Come lavorano gli esperti del Lamma, fra emergenze e cambiamenti climatici

Scritto da Andrea Schillaci |    Gennaio 2015    |    Pag.

Giornalista professionista, laureato in Scienze Politiche, è stato redattore de La Città e della Gazzetta di Siena, ha lavorato per l’Ansa, la Voce, il Classico, Toscana Qui. Negli ultimi quindici anni, ha collaborato con varie riviste dell’Editoriale Olimpia ed è stato vice caposervizio di Mondo Sommerso.

Il direttore del Lamma, Bernardo Gozzini

Il 2014, meteorologicamente parlando, è stato un anno di record. E non solo per le gravi alluvioni che hanno ripetutamente colpito alcune regioni italiane. Ma anche e soprattutto per certi dati estremi legati a piovosità e temperatura. A fornire queste informazioni sono i tecnici del Consorzio toscano Lamma, un centro altamente specializzato nato nel 1997, dove lavorano una cinquantina di persone, formato per il 67% da Regione Toscana e per il 33% dal Cnr.

Dunque, nel 2014 abbiamo avuto gennaio e febbraio molto piovosi, con il secondo mese che è stato il più caldo dal 1955 (la temperatura non è mai andata sotto lo 0° nella maggior parte delle località di pianura), primavera mite e secca, luglio è stato fresco e il più piovoso, sempre dal 1955, con gravi ripercussioni sull’agricoltura. Agosto più fresco del normale, settembre e ottobre con temperature sopra la media come anche novembre, mese caratterizzato da piogge di forte intensità che hanno causato le inondazioni già accennate.

Due previsori al lavoro
Due previsori al lavoro

Ma se solo vent’anni fa di meteo si parlava e si leggeva poco (c’era il colonnello Bernacca in televisione e sui giornali un piccolo spazio insieme all’oroscopo), adesso ogni persona può collegarsi con il proprio cellulare alle previsioni in qualsiasi momento della giornata, e molti lo fanno con regolarità. «Sul nostro sito – spiega Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma – abbiamo 50-60.000 visite al giorno e quando nevica si superano i 200.000 accessi quotidiani.

E in questi numeri ci sono visitatori non solo toscani ma di tutta Italia e anche dall’estero. Qualche anno fa ci chiamò dalla Corsica il direttore del porto di Ajaccio che aveva bisogno di un modello per il suo flusso turistico. E anche una cooperativa di pescatori algerini segue regolarmente il Lamma per valutare il momento migliore per uscire a pesca. Oltre a surfisti e velisti per il meteo costiero».

Durante il “caso Concordia”, da novembre 2012 a luglio 2014, i previsori del Lamma a turno sono stati sempre presenti sull’isola del Giglio per fornire bollettini meteo utili nelle decisioni relative alle operazioni da svolgere quotidianamente.

servizi del Centro Lamma (www.lamma.rete.toscana.it) sono numerosi: dalle previsioni meteo per la Toscana ai sistemi informativi per la gestione delle risorse e dei rischi ambientali, dal monitoraggio marino all’analisi dei cambiamenti climatici.

Ma come si svolge il lavoro dei tecnici del laboratorio toscano? «In Inghilterra, a Reading, esiste un Centro meteo europeo che prepara dei modelli con un dettaglio di 16 chilometri quadrati – ci dice Lorenzo Bottai, responsabile settore territorio. Il Lamma elabora 2 volte al giorno questi modelli, portandoli a un dettaglio di 3 chilometri e li rende disponibili anche su Google.

Il direttore del Lamma, Bernardo Gozzini
L'intervistato il direttore del Lamma, Bernardo Gozzini
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Il servizio meteo della nostra regione si basa su osservazione e previsione, la prima attraverso satellite meteosat, stazioni meteo a terra, radar (per il mare, uno a Livorno e uno all’Elba), osservazione dei fulmini (grazie a un accordo con l’Enel che ha un suo rilevamento autonomo) e boe a Gorgona e Giannutri. Per le previsioni viene utilizzato un modello matematico della più probabile evoluzione delle condizioni atmosferiche».

E nei periodi difficili, quando c’è il rischio di piene o di frane? «Vengono elaborate le previsioni meteo – spiega Daniele Grifoni, previsore e ricercatore Cnr -, il servizio idrologico valuta l’impatto che l’innalzamento dei fiumi può avere, viene redatto un bollettino di criticità e poi la Protezione civile emette l’allerta». I ‘segnali’ possono essere, nell’ordine, verde, giallo, arancione e rosso (il più critico). Con l’arancione l’operatore fa un monitoraggio ogni 6 ore, con il rosso ogni 3 ore, non lasciando mai il laboratorio. I parametri che il Lamma considera sono le ondate di calore, la neve, il ghiaccio, il vento, la pioggia, le mareggiate.  

Infine, vediamo come sarà il tempo a gennaio e febbraio, tenendo conto che la previsione è stata elaborata all’inizio di dicembre, basandosi principalmente sulla temperatura dell’oceano Atlantico, ben superiore alle medie stagionali. Il primo mese del 2015 dovrebbe avere temperature nella media con precipitazioni nella norma per un’alternanza di fasi anticicloniche e periodi perturbati; a febbraio precipitazioni leggermente superiori alla media.

Ma per questi due mesi gli esperti del Lamma non escludono «la possibilità di un riscaldamento stratosferico (sudden stratospheric warming, improvviso riscaldamento dell’alta atmosfera)». Questo fenomeno, nel caso si verifichi entro la prima parte di gennaio, potrebbe portare a sorprese per la fine del mese e in febbraio.

Info:www.lamma.rete.toscana.it

Meteo - Un batterio per combattere i cambiamenti climatici. Da Classmeteo –durata 1’ 42’’