Scritto da Carmelina Rotundo |    Novembre 1998    |    Pag.

Presepe: la storia
Presepe, letteralmente, significa "stalla", "mangiatoia", e in modo particolare quella dove nacque Gesù, così come è raccontato nel Vangelo di Luca. Tanti artisti, nel corso dei secoli, hanno disegnato con evidenti significati simbolici la sacra famiglia tra il bue e l'asinello, con gli angeli e i magi in adorazione. Ma il presepe, inteso come rappresentazione realistica della natività, fu composto per la prima volta, nel 1223, da San Francesco. Così almeno vuole la tradizione, tramandata da San Bonaventura, anch'egli frate francescano.
Gli esempi più antichi sono costituiti da rappresentazioni monumentali (Arnolfo di Cambio a S. Maria Maggiore, Roma, 1280), diffuse nei sec. XV-XVI arricchite da elementi paesaggistici. L'uso del presepio natalizio si sviluppò un paio di secoli più tardi, dando origine a una produzione artigianale che vide i suoi centri maggiori a Genova e soprattutto a Napoli, dove si affermarono presepi ricchissimi, composti da statuine rappresentanti ogni categoria sociale, notevoli per caratterizzazione espressiva. Accanto a questi si svilupparono presepi popolari in materiali poveri (argilla, cartapesta, legno). Nella tradizione è anche diffuso il presepe vivente, che conserva comunque la staticità della rappresentazione.

Presepi tutto l'anno
Presepi tutto l'anno
La grande devozione dei padri domenicani per la natività risale ai tempi del Savonarola ed è da allora (fine 1400, inizi 1500) che il presepe ha un posto fisso, per tutto l'anno, nelle chiese dei loro conventi.
A San Marco il presepe è nella nicchia entrando a sinistra, nicchia edificata con la ristrutturazione del Giambologna (fine XVI secolo) della chiesa michelozziana (secolo XV). Il presepe, che fu temporaneamente tolto quando il cardinale Dalla Costa chiese al parroco di sistemarci il fonte battesimale, è stato di recente ricollocato al posto originale. Un vanto della basilica di San Marco è il Bambinello, considerato "Il più bel Bambinello di Firenze". La statuetta risale al XV secolo ed è attribuita alla bottega del Donatello o di Desiderio da Settignano. I due angeli sono del 1600, e con tutta probabilità lo sono anche San Giuseppe, la Madonna, il bue e l'asinello. Gli abiti, autentici, sono stati ripresi da disegni di modelli ispirati ai costumi di Andrea del Sarto.
Santa Maria Novella ospita un presepe stabile dal 1556, in fondo al transetto - parte destra - vicino all'altare della Madonna del Rosario. Le statue originali della Madonna e di San Giuseppe sono state sostituite con altre in gesso risalenti al secolo scorso, all'epoca cioè del restauro della chiesa. L'originale del Bambinello Gesù, di scuola donatelliana, è conservato invece nel museo della basilica. Durante le feste natalizie le tre statue di gesso policrome vengono messe davanti all'altare.
Per padre Grossi 'il presepe, attraverso l'arte, celebra la nascita di Gesù a Betlemme, nascita che segna la fine dell'aspettativa e l'inizio dell'avvento della promessa; è Dio che si inserisce visibilmente nella storia e diventa compagno di sorte, soggetto come noi al freddo, al dolore, alla gioia...'.
A San Domenico di Fiesole c'è un presepe fisso nell'ultima cappella di destra, quella dedicata a Sant'Antonio (in una tela infatti è dipinto il santo che riceve l'abito domenicano dal beato Giovanni Domenici). Sempre a San Domenico, nella parte del convento detta "mezzanino", c'è una cappella privata affrescata nel 1700 e interamente ispirata alla natività.
Alle Caldine, al convento domenicano della Maddalena, è possibile ammirare un presepe robbiano: tutte le statue policrome sono poste in una nicchia affrescata all'interno.

Per saperne di più
Storia del presepe e calendario delle manifestazioni in tutta Italia si trovano anche su Internet,al sito www.presepi.it e www.campnet.it/presepe/default/asp.Oppure rivolgersi all'Associazione italiana Amici del presepio. La sezione di Napoli è a Salita Tarsia 680135 Napoli tel. e fax 081/5496785.