L'opera del ceramista Carlo Reggioli a Fiesole

Scritto da Carmelina Rotundo |    Novembre 1999    |    Pag.

Fede, ispirazione e doti artistiche fuori dal comune possono creare un capolavoro. E' il caso del presepe di Fiesole, che sta nascendo dalle mani dell'artista Carlo Reggioli. E' del 1998 la decisione del vescovo di Fiesole, monsignor Luciano Giovannetti, di affidare al ceramista Carlo Reggioli, già 'padre' del presepe del Duomo di Firenze, l'incarico di realizzare il presepe. E' la prima volta che la cattedrale di Fiesole commissiona direttamente un presepe, che sarà inaugurato proprio nella notte di Natale e visitabile fino al 6 gennaio.
Carlo Reggioli ha accettato con entusiasmo l'incarico, ispirandosi al fraticello del convento di San Domenico di Fiesole, ovvero al Beato Angelico (XV secolo). Gli affreschi del convento di San Marco diventano così meta frequente di Carlo Reggioli, che trasforma le figure del Beato Angelico in personaggi da plasmare nella creta, quasi a grandezza naturale. Il ciclo pittorico di San Marco, del resto, è unico al mondo e lo ha sollecitato fin dal primo istante. Le figure e i colori sono attualissimi, l'Angelico è antico e moderno al tempo stesso, tanto che in certi momenti può far pensare all'astrattismo, al futurismo. Per uno dei due angeli Reggioli si è ispirato all'affresco della terza cella del convento e per l'altro a quella invenzione 'angelica' delle ali colorate che compare nell'affresco del corridoio del primo piano, opera che doveva essere molto cara ai frati e che lo diventa per chiunque vada a visitare quel convento.
Le figure della Sacra famiglia si rifanno ad altri affreschi dell'Angelico, con la Madonna vestita di bianco e San Giuseppe giovane. Completano il presepe i Re Magi, due pastori, una pastorella, tre pecore, il bue e l'asinello. Nei personaggi, che sono alti circa 80 centimetri, i colori più scuri sono dati ai pastori; più tenui quelli dei Magi, per poi stemperarsi nelle figure della Madonna e di San Giuseppe, fino a giungere alla luce del Bambinello.

Presepe: la storia
Presepe, letteralmente, significa "stalla", "mangiatoia", e in modo particolare quella dove nacque Gesù, così come è raccontato nel Vangelo di Luca. Tanti artisti, nel corso dei secoli, hanno disegnato con evidenti significati simbolici la sacra famiglia tra il bue e l'asinello, con gli angeli e i magi in adorazione. Ma il presepe, inteso come rappresentazione realistica della natività, fu composto per la prima volta, nel 1223, da San Francesco. Così almeno vuole la tradizione, tramandata da San Bonaventura, anch'egli frate francescano.
Gli esempi più antichi sono costituiti da rappresentazioni monumentali (Arnolfo di Cambio a S. Maria Maggiore, Roma, 1280), diffuse nei sec. XV-XVI arricchite da elementi paesaggistici. L'uso del presepio natalizio si sviluppò un paio di secoli più tardi, dando origine a una produzione artigianale che vide i suoi centri maggiori a Genova e soprattutto a Napoli, dove si affermarono presepi ricchissimi, composti da statuine rappresentanti ogni categoria sociale, notevoli per caratterizzazione espressiva. Accanto a questi si svilupparono presepi popolari in materiali poveri (argilla, cartapesta, legno). Nella tradizione è anche diffuso il presepe vivente, che conserva comunque la staticità della rappresentazione.

Presepi tutto l'anno
La grande devozione dei padri domenicani per la natività risale ai tempi del Savonarola ed è da allora (fine 1400, inizi 1500) che il presepe ha un posto fisso, per tutto l'anno, nelle chiese dei loro conventi.

Firenze

A San Marco
il presepe è nella nicchia entrando a sinistra, nicchia edificata con la ristrutturazione del Giambologna (fine XVI secolo) della chiesa michelozziana (secolo XV). Il presepe, che fu temporaneamente tolto quando il cardinale Dalla Costa chiese al parroco di sistemarci il fonte battesimale, è stato di recente ricollocato al posto originale. Un vanto della basilica di San Marco è il Bambinello, considerato "Il più bel Bambinello di Firenze". La statuetta risale al XV secolo ed è attribuita alla bottega del Donatello o di Desiderio da Settignano. I due angeli sono del 1600, e con tutta probabilità lo sono anche San Giuseppe, la Madonna, il bue e l'asinello. Gli abiti, autentici, sono stati ripresi da disegni di modelli ispirati ai costumi di Andrea del Sarto.

Santa Maria Novella ospita un presepe stabile dal 1556, in fondo al transetto - parte destra - vicino all'altare della Madonna del Rosario. Le statue originali della Madonna e di San Giuseppe sono state sostituite con altre in gesso risalenti al secolo scorso, all'epoca cioè del restauro della chiesa. L'originale del Bambinello Gesù, di scuola donatelliana, è conservato invece nel museo della basilica.
Durante le feste natalizie le tre statue di gesso policrome vengono messe davanti all'altare.
Per padre Grossi 'il presepe, attraverso l'arte, celebra la nascita di Gesù a Betlemme, nascita che segna la fine dell'aspettativa e l'inizio dell'avvento della promessa; è Dio che si inserisce visibilmente nella storia e diventa compagno di sorte, soggetto come noi al freddo, al dolore, alla gioia...'.

A San Domenico di Fiesole c'è un presepe fisso nell'ultima cappella di destra, quella dedicata a Sant'Antonio (in una tela infatti è dipinto il santo che riceve l'abito domenicano dal beato Giovanni Domenici). Sempre a San Domenico, nella parte del convento detta "mezzanino", c'è una cappella privata affrescata nel 1700 e interamente ispirata alla natività.

Alle Caldine, al convento domenicano della Maddalena, è possibile ammirare un presepe robbiano: tutte le statue policrome sono poste in una nicchia affrescata all'interno.

Per saperne di più
Storia del presepe e calendario delle manifestazioni in tutta Italia si trovano anche su Internet, al sito http://www.presepi.it e http://www.campnet.it/presepe/default.asp. Oppure rivolgersi all'Associazione italiana Amici del presepio. La sezione di Napoli è a Salita Tarsia 6, 80135 Napoli, tel. e fax 081/5496785