Quale riforma della scuola superiore

Scritto da Silvia Gigli |    Gennaio 1997    |    Pag.

Giornalista E' nata e vive a Firenze ma è per metà senese. Ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo giovanissima, collaborando con quotidiani come La Città, Paese Sera e numerosi mensili toscani. Ha lavorato al quotidiano Mattina, allegato toscano dell'Unità, fino al '99, poi al Corriere di Firenze, infine caposervizio delle pagine dell'Unità in Toscana. Scrive sull'Informatore dal 1990.

Pre-iscrizioni pre-visioni
Intervista al ministro Luigi Berlinguer
E' la prima grande scelta di ogni ragazzo. Ma non è facile, a 14 anni, avere le idee chiare, sapere già che cosa ci si aspetta dal futuro, tantomeno dalla scuola. E così si sceglie alla cieca, per sentito dire, per vera o presunta vocazione, perché il fratello maggiore o il cugino l'hanno già fatto, perché il babbo insiste che è proprio quella la strada per noi.
A metà febbraio il modulo per la preiscrizione alla scuola superiore, liceo o istituto tecnico che sia, deve essere già riempito e inviato a destinazione. E' una scelta fatta in solitudine, senza il vero appoggio di esperti o consiglieri, senza che nessuno ci prenda per mano e ci guidi almeno un po'. Una grave lacuna per la scuola italiana, un nodo che il ministro della Pubblica istruzione Luigi Berlinguer ha deciso di sciogliere una volta per tutte con il suo complesso progetto di riforma. E in attesa che la nuova scuola possa spiccare il volo chiediamo proprio al ministro consigli e indicazioni su come scegliere le scuole superiori.
Ministro Berlinguer, tra poche settimane centinaia di migliaia di adolescenti italiani che frequentano la terza media dovranno scegliere la scuola superiore: quale consiglio può dare loro?
Avere più fiducia nella scuola, scegliere senza timore perché la scuola italiana è e sarà sempre di più il terreno principe della formazione dell'uomo, una formazione umana, civica e professionale. Non a caso nel settembre scorso il Governo e le parti sociali hanno firmato un documento che porta il mondo del lavoro dentro la scuola. Grazie a questo accordo innovativo lo studente del futuro potrà andare a scuola innalzando il suo livello culturale, e al tempo stesso entrare in relazione con quella che sarà la sua professione.
Un progetto ambizioso, ma intanto i ragazzi scelgono ancora il loro futuro scolastico senza poter usufruire di alcun supporto.
E' vero, attualmente l'orientamento degli studenti è affidato alla buona volontà degli insegnanti delle medie e alle strutture messe in piedi dagli enti locali. Purtroppo non esiste una normativa precisa che orienti i giovani nella scelta. E' questo uno dei primi problemi della scuola che ho intenzione di risolvere all'interno del mio progetto di riforma, che va dalla materna al post diploma.
Che cosa dovrebbe cambiare dopo la riforma?
Moltissimo. Basti pensare che all'interno della nuova ridefinizione dei cicli scolastici il periodo di uscita, a 16 anni, dalla scuola dell'obbligo sarà orientativo. Ovvero, lo studente usufruirà alla fine delle medie di un'attività di orientamento guidata da un docente o da insegnanti specializzati.
Adesso però gli studenti vivono ancora nel vecchio sistema e la scelta è dietro l'angolo. Che cosa dovrebbero privilegiare: una scuola che li indirizzi al lavoro o la formazione culturale tout court?
Trovo assolutamente anacronistico che in Italia ci sia ancora una minore considerazione sociale per chi ha fatto certe scuole, istituti tecnici o professionali, rispetto a chi ha frequentato i licei. Tutti gli istituti sono ugualmente validi se si studia con impegno. Nella scuola che ho in mente lo studente avrà la possibilità di approfondire le materie verso le quali si sente più versato, siano esse umanistiche, scientifiche o tecniche. L'obiettivo è quello di garantire a tutti i giovani la possibilità di imparare ad imparare, aiutarli a crearsi un metodo di studio, unire alle materie umanistiche lo studio obbligatorio dell'informatica, delle lingue straniere e dei principi fondamentali dell'economia. E' cultura anche lo studio degli strumenti multimediali o l'approfondimento di una o più lingue straniere e senza queste basi fondamentali nel mondo di oggi si è praticamente analfabeti.
La sua proposta di riforma rivoluzionerà una scuola rimasta uguale a se stessa per molti decenni. Che tempi prevede per la sua attuazione e a che cosa non è disposto a rinunciare?
Tutto è affidato ai tempi biblici della politica di oggi. Il Governo comunque è indirizzato a far sì che la discussione sia il più ampia possibile e l'iter di attuazione piuttosto rapido. Non si tratta certo di una proposta rigida ma quello su cui non sono disposto a transigere è l'innalzamento dell'obbligo scolastico a sedici anni e il progetto dell'orientamento. Sono convinto che per poter decollare la scuola italiana abbia bisogno di riuscire a stare negli standard europei.
Come intende portare la scuola italiana in Europa?
E' semplice. In Europa ci si diploma a diciotto anni, lo stesso dovrà avvenire anche in Italia. Qui da noi si diploma solo il 68% degli studenti, in Germania ottiene il diploma quasi il 100% dei giovani iscritti alle superiori. Bisogna garantire ai ragazzi la possibilità di arrivare al diploma attraverso un sistema di tutele e incentivi: poter fare passaggi orizzontali, per esempio, da un indirizzo ad un altro; poter usufruire di un sistema scolastico più elastico e sensibile. Oggi la scuola è sorda alle esigenze degli studenti, soffoca la loro voglia di partecipare, di autogestire parte del loro tempo. Domani dovrà essere un luogo sereno, che conservi le punte di eccellenza dei nostri istituti superiori e al tempo stesso si apra al nuovo, al mondo che cambia.
Come può questo progetto diventare realtà?
Io sono ottimista ma anche realista. So che senza l'aiuto degli studenti, degli insegnanti e dei genitori questa rivoluzione non potrà radicarsi. Il mio appello è rivolto a chi vive la scuola tutti i giorni, e in particolare agli insegnanti. Oggi a loro viene chiesto di insegnare e al tempo stesso di essere assistenti sociali, educatori, psicopedagogisti: è una funzione prestigiosa, da valorizzare al massimo. Il ministero è a disposizione di quegli insegnanti che si vorranno impegnare nella scuola: penso a part time, a maggiori gratificazioni economiche e a supporti formativi. E' una grande svolta, nessuno dovrà sentirsi solo.

Una memoria per tutte le offerte
Il Punto di informazione, consulenza e orientamento scolastico e professionale di Firenze
Si chiama Pico, come l'erudito rinascimentale Della Mirandola, passato alla storia per la sua prodigiosa memoria. E anche il Pico fiorentino, centro di raccolta e orientamento per il mondo giovanile ideato dalla Provincia di Firenze, a suo modo ha il compito di tenere a mente una quantità impressionante di informazioni. La differenza è che non lo fa per semplice erudizione ma per offrire un servizio aggiornato ed efficiente a migliaia di ragazzi in cerca di orientamento per entrare nel mondo del lavoro o per proseguire negli studi. Una ciambella di salvataggio per tutti coloro che, davanti a queste scelte fondamentali, rischiano di affogare senza poter mettere a fuoco tutte le possibilità offerte dal mercato.
Pico, ovvero Punto di informazione, consulenza e orientamento, opera da diversi anni ed ha la propria sede in via Cavour 69/r, nel centro di Firenze. Lì un gruppo di operatori ed esperti cerca di offrire ai ragazzi la risposta giusta alle loro esigenze o perlomeno un ventaglio di indirizzi e possibilità tra le quali scegliere. Per parlare con gli operatori è consigliabile telefonare al numero 055/2760506 e fissare un appuntamento. Le consulenze del Centro possono essere individuali, telefoniche e anche di gruppo. Si possono infatti organizzare incontri con intere classi in cerca di lumi sul futuro scolastico e lavorativo.
Entro i primi mesi di quest'anno, poi, attraverso un accordo di programma fra il Comune di Firenze (con Informagiovani), la Provincia (con Pico e Retravailler) e l'Azienda per il diritto allo studio universitario, verrà costituito un servizio di informazione ed orientamento sul lavoro, lo studio e il tempo libero. E così entro febbraio si avrà un unico sportello, proprio nella sede di Pico. Un modo per ottimizzare le risorse ed avere un solo punto di riferimento per offerte di lavoro, bandi di concorso, borse di studio, programmi di master, indirizzi per scuole e facoltà. (Silvia Gigli)

Per saperne di più
Pico, Punto di informazione, consulenza e orientamento, Via Cavour 69/r, Firenze, tel 055/2760506

Chi, dove, quando
Ecco i numeri di telefono ai quali poter chiedere informazioni e notizie sull'orientamento scolastico e professionale:
Arezzo: Centro orientamento professionale (0575/903409); per l'orientamento scolastico (di cui si occupa in modo specifico il distretto scolastico) pubblicazione di guide e colloqui individuali. Orario sportello 9-13 e giovedì 16-19 (via Campo di Marte 20), presso Informagiovani (Piazza delle Logge del grano) martedì 16-19 e sabato 10-12.
Pisa: allo stesso indirizzo (Lungarno Pacinotti 32), tel. 050/581140, rispondono vari servizi del Comune, della Regione e della Provincia. Orario di sportello: lunedì 15-18, mercoledì, giovedì e venerdì 9-13.
Pistoia: Orientamento professionale della Provincia (via Desideri 34, tel. 0573/22037). Orario di sportello: lunedì, mercoledì e venerdì 9-13, martedì e venerdì 15-17; altri sportelli a Montecatini Terme e S. Marcello Pistoiese.
Prato: Formazione Innovazione Lavoro (viale Borgo Val Sugana 69/71, tel. 0574/56571). Orario di sportello: lunedì, mercoledì e venerdì 14,30-19, martedì 9-12,30.
Siena: Centro polivalente di orientamento e diffusione delle informazioni per lo studio, il lavoro e la società (via Sallustio Bandini, 45, tel. 0577/241551); lunedì, mercoledì e venerdì 10-13, martedì e giovedì 15-18, sabato su appuntamento.